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Elena Ceste, giustizia è fatta?

by • 4 novembre 2015 • COSE NOSTREComments (6)1618

30 anni al marito Michele Buoninconti per omicidio volontario e occultamento del cadavere della moglie Elena Ceste. Si chiude così il primo capitolo giudiziario di un caso che ha diviso l’Italia dal gennaio 2014 quando la mamma di Costigliole d’Asti sparí nel nulla.

Ho intervistato l’uomo il giorno dopo la scomparsa di Elena e –  lo dico subito  –  non mi ha fatto una bella impressione.

Ma quando fu ritrovato il corpo a 200 metri da casa,  dieci mesi dopo,  non fu possibile nemmeno stabilire se quei resti appartenessero a un uomo o una donna. Su quei resti si intervenne con una ruspa.  Il teschio fu staccato dal resto del corpo. Particolari macabri che voglio riportare solo per porre una domanda: come hanno fatto i periti a stabilire che Elena Ceste è stata uccisa? E inoltre che è stata ammazzata nella casa di Costigliole…

Su questa base il giudice ha emesso la sentenza.  Non voglio instillare dubbi,  ma attendo con molto interesse di leggere le motivazioni di questa sentenza.

Un’ultima considerazione e una preghiera: la preghiera è per la povera Elena  e la considerazione va a quei 4 bambini.  Da oggi sono davvero soli.

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6 Responses to Elena Ceste, giustizia è fatta?

  1. Cinzia scrive:

    Certo, sarà stato sicuramente impossibile stabilire le modalità della morte da ciò che era rimasto della povera Elena… e credo che la difesa si appellerà ancora a questo dato nel ricorso in appello.
    Una cosa però è certa, perchè emerge in modo chiaro dalle intercettazioni del Buoninconti: che se non l’ha uccisa fisicamente, lui ha ucciso Elena nello spirito, ha ucciso la sua libertà di scelta e quella di amare.
    Ha svuotato l’anima di quella povera ragazza (ed era sulla buona strada con i suoi figli) con le sue manie di perfezione e di controllo. Di possesso, che è l’opposto dell’amore.
    Ha sempre avuto un atteggiamento da padrone, non da marito, e questo è stato ampiamente provato.
    Personalmente sono convinta che l’abbia anche uccisa, visto che ha dimostrato più volte di avere un’indole irascibile e violenta, ma se anche così non fosse trovo la sua condanna comunque giusta, perchè se davvero Elena si è “suicidata”, la sua disperazione è stata indotta da lui, con uno stillicidio quotidiano di vessazioni psicologiche. Con metodo, con crudeltà.

  2. Elisa scrive:

    Non sempre quello che sentiamo dire in TV è tutto quello che gli inquirenti hanno/sanno. Lui era un tiranno, bigotto oltre ogni limite, non ho dubbi che sia stato lui. Chi? Chi avrebbe dovuto uccidere la povera Elena ma sopratutto occultare il corpo, nudo, affinché si decomponesse prima? E perché lasciarla vicino a casa, a vista per controllare che nessuno le si avvicinasse? se non LUI!
    Non siamo un popolo che condanna, in America gente come lui o l altro (non so se posso fare nomi) sarebbero già nel braccio della morte, il DNA non lascia dubbi per il mondo intero, noi riusciamo a creare il “ragionevole dubbio”
    La Procura ha certo prove che non sappiamo, che senso avrebbe il segreto istruttorio altrimenti?
    Non sono d’accordo col rito abbreviato per questo tipo di delitti
    Un corpo lascia sulle ossa segni che un patologo sa leggere, anche se a noi sembra impossibile!

  3. Andrea B. scrive:

    Come ha detto più volte la Dott.ssa Bruzzone e moltissimi altri è da vigliacchi considerare Elena Ceste malata di mente oggi per difendere il marito. Senza nessun preavviso negli anni in cui era viva aveva dato segnali premonitori. Si, giusta sentenza(visto il rito abbreviato) con tutte le aggravanti del caso. Un po’di giustizia… mentre molti altri casi la attendono o non l’hanno mai vista.

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