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ERIKA E GIGIO, I DUE VOLTI DEL CALCIO

by • 19 giugno 2017 • COSÌ PER SPORTComments (2)1427

Erika Pioletti aveva 38 anni. E’ morta dopo 12 giorni di coma all’ ospedale San Giovanni Bosco di Torino. Travolta dalla calca e dalla follia in piazza San Carlo durante la finale di Champions League. Il suo forte cuore ha ceduto nonostante le cure dei medici.

Gigio Donnarumma ha appena 18 anni. E’ il portiere del Milan. O meglio era, perché ha rifiutato un contratto con la società rossonera sulla base di 5 milioni all’ anno per 4 anni, per andare a giocare chissà dove e chissà a quali cifre. Non gli bastavano 20 milioni di euro fino al 2022, non gli bastava l’ affetto dei tifosi rossoneri, non gli bastava la prospettiva di un futuro vincente e da nababbo. Vuole di più.

Sono questi, oggi, i due volti del calcio.

Da un lato la passione della gente: Erika era partita con il suo fidanzato Fabio da Domodossola per venire a trascorrere una serata in allegria, nella speranza di vedere la loro squadra del cuore vincere la Coppa. E invece ha trovato la morte schiacciata dalla folla.

Dall’ altro lato quei calciatori strapagati che – mal consigliati o a volte irretiti da avidi procuratori – chiedono sempre di più, dimenticando la bandiera, l’ appartenenza ai colori di una squadra, l’ affetto dei tifosi. Insomma, per dirla nuda e cruda…come dei mercenari.

E allora sorgono spontanee alcune domande. Che senso ha ancora gioire e soffrire per una squadra? Perché affrontare sacrifici anche economici per seguire le gare allo stadio o sulle tivù a pagamento? Per quali ragioni gioire o arrabbiarsi per quei giocatori che oggi baciano la maglia (lo ha fatto anche Donnarumma con la divisa del Milan) e il prossimo anno saranno in un’ altra squadra, baceranno un’ altra maglia,  e incasseranno altri milioni e milioni?

Risposte non ce ne sono. Purtroppo.

 

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2 Responses to ERIKA E GIGIO, I DUE VOLTI DEL CALCIO

  1. Edoardo scrive:

    Purtroppo stiamo arrivando ad un punto dove la passione per questo sport è unilaterale dalla parte piu del tifoso che del giocatore stesso ma questo penso che da qualche anno a questa parte sia un dato di fatto. Non ci sono piu quei giocatori il cui gioco era dato dall’amore per quei colori che indossava, ora mai e un gioco al rialzo e dobbiamo farcene una ragione…….. Per i fatti di piazza San Carlo non ci sono parole ma solo molta rabbia, ma non contro istituzioni, sicurezza, semplicemente contro quello che è successo……. abbiamo dato colpa a chiunque ma la realtà è una sola forse con il periodo di paura che stiamo passando basta una minima cosa per scatenare il panico e purtroppo si spera sempre che non ci siamo persone capaci di cio. In questo caso cosa dire??………. Solo grande dispiacere per tutto questo………

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