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IMPRENDITORE SPORTIVO CERCASI

by • 27 febbraio 2019 • COSÌ PER SPORTComments (1)336

La Lombardia ha tre squadre di calcio in serie A e due in B, il Veneto una in A e quattro in B, l’ Emilia quattro in A e una in B. Se poi parliamo di basket e volley i numeri delle formazioni delle altre regioni del Nord surclassano quelle del nostro Piemonte. Noi dobbiamo accontentarci di Toro e Juve, Fiat Torino di pallacanestro, qualche squadra nella pallavolo femminile e stop.

In questi giorni si parla di passaggio di proprietà della formazione di basket torinese e all’orizzonte si profila una società romana. Considerando Cairo più milanese che torinese e che la Juventus appartiene a una multinazionale… ecco spiegato il titolo. Non esiste un imprenditore piemontese che abbia investito nello sport.

La Provincia di Cuneo, una delle più ricche d’Italia, da sempre è fuori dal giro del calcio che conta. Ci sarà un motivo? Io non l’ho mai individuato. Eppure lo sport ad alti livelli porta tifosi, turismo, insomma ricchezza. La città di Alba non ha le potenzialità economiche di Carpi? Asti non avrebbe un bacino d’utenza pari a quello di Treviso? I nomi di Ferrero, Lavazza, Miroglio, Vergnano, oppure i grandi produttori di vino non sarebbero all’altezza di quello della famiglia Squinzi, patron del Sassuolo?

Per vedere partite di calcio, basket o volley a livello internazionale nella nostra regione io non voglio sognare magnati russi o arabi, io continuo a sperare in un imprenditore nostrano, innamorato dello sport, che si metta in gioco. Un mecenate che faccia sognare milioni di tifosi piemontesi con una formazione in competizione in qualche Champions League.

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One Response to IMPRENDITORE SPORTIVO CERCASI

  1. Federico scrive:

    Io penso che il motivo per cui non abbiamo molte squadre di calcio piemontesi tra serie a e serie b è dovuto alla crisi economica appena trascorsa e che ha lasciato degli strascichi nel tessuto economico della nostra regione. Con Torino vertice del famoso triangolo industriale assieme a Milano e Genova, il Piemonte era protagonista dell’economia nazionale. Invece durante la Grande Depressione degli anni 2000 la regione si è impoverita e Torino nel frattempo ha perduto il titolo di capitale industriale d’Italia con il trasferimento della sede di Fiat dal capoluogo sabaudo a Detroit negli Stati Uniti. Servono nuovi imprenditori che possano investire nello sport regionale. Le basi ed il bacino di utenza ci sono, ma oltre alle risorse economiche serve anche un pizzico di coraggio

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