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È questo il Toro che vorrei

by • 30 novembre 2014 • COSÌ PER SPORTComments (6)2135

Niente da dire. E’ questo il Toro che vorrei.

Giocare alla pari, se non meglio, contro la prima della classe è da essere orgogliosi. Non mi interessa il risultato,  anche se mi ha fatto male. Men che meno mi interessano quelle critiche che leggo sui social. Ribadisco, stasera più che mai sono orgoglioso di essere del Toro.

Ed è proprio da Toro anche la sconfitta a 2 secondi daĺ termine. È nel nostro DNA, nella nostra storia.

Da domani si ricomincia,  a testa alta. Senza alcun rimorso. Si è dato tutto, si è giocato alla pari con una squadra nettamente più forte, ma anche molto più ricca,  e si meritava anche di vincere. Ecco perché questo è IL TORO CHE VORREI. Sempre.

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6 Responses to È questo il Toro che vorrei

  1. Andrea scrive:

    Il Toro ha giocato da Toro. I tifosi del Toro in quello stadio sono stati tifosi del Toro. Mi dispiace solo che per un gol di Quagliarella al 90° nella coppa dobbiamo subire 99 a tempo scaduto. Maledetta sfortuna che ci vede sempre benissimo.

  2. Pier G. Cochis scrive:

    Quello che continuo a chiedermi e a non capire, a prescindere dalla”fede calcistica, è perché non si possa vedere e giudicare una partita di calcio per quel che è: una partita di calcio! Bisogna sempre leggere commenti che mi lasciano esterrefatto, cercando riferimenti e valori che non esistono, e tutti ne sono ben consci trascorso il momento di trance, a complotti e grandi cupole di potere. Il mondo, la realtà, è molto complicata, ma spesso banalmente più semplice. E quei quattro fessacchiotti pseudo-atleti che guadagnano più di industriali e professionisti di prim’ordine se si impegnano fino alla morte fanno solo il minimo sindacale del loro lavoro, e già chiamarlo lavoro….

  3. Ettore scrive:

    Vorrei . . .
    svegliarmi domani mattina e leggere sui giornali che Pirlo ha sbagliato il tiro che poteva portare in vantaggio la Juve.
    Vorrei . . .
    tornare indietro nel tempo per poter assaporare il tremendismo Granata.
    Vorrei . . .
    che Paolo Pulici tornasse a segnare un gol per far dire a Zoff che il Derby e’ un’ altra partita.
    Vorrei . . .
    non dover ritornare in ufficio per sentire per l’ennesima volta le odiose parole dei tifosi juventini.
    E invece mi ripetero’ solo e sempre fino a stancarmi Forza Toro!

  4. Pat scrive:

    Orgogliosissima del mio Toro. Ieri ho visto una bella partita e, indipendentemente dal risultato, è il Toro che vorrei vedere in tutte le partite: schiena dritta, testa alta e nessun timore nell’affrontare un avversario che sulla carta avrebbe potuto e dovuto asfaltarci.
    Il gol di Bruno Peres è stato da manuale e rimarrà nella storia. Proprio quel gol rappresenta il mio Toro, quello che ci crede fino in fondo, quello che spiazza gli avversari, persino il guerriero Vidal ha sottovalutato il gesto atletico, pensava che Peres non sarebbe mai arrivato, che avrebbe desistito, e invece eccolo!
    Che gioia. Mi pareva incredibile.
    Il Toro ha perso per ingenuità, è mancata l’attenzione e l’astuzia.
    Omar El Kaddouri in primis. Quel gomito sollevato, tre secondi dopo che l’arbitro aveva spiegato come proteggersi durante la punizione, è stata la prima ingenuità. L’avrei preso a schiaffi! 😉
    L’uscita di Quagliarella mi ha fatto sorgere non poche perplessità.
    E poi Benassi, che dire, a venti secondi dalla fine quella palla la devi tirare fuori e perdere tempo con una rimessa laterale, lo sano anche i bambini, ma possiamo condannarlo? Ha 20 anni, la decisione è stata istintiva: mi pressano, provo ad ottenere una punizione. Ci sta. Così come ci sta che l’extraterrestre Pirlo ci provi e gonfi la rete.
    Una sola nota dolente: Amauri. Non c’è niente da fare, non si sblocca e non si sbloccherà. Non un’azione degna di nota, e quando si trova tra i piedi la palla gol, la butta alle ortiche. Possiamo nominarlo capo ultras ad onorem, ma nulla più. Serve una punta decente da affiancare a Quagliarella, senza se e senza ma. Subito!
    In ogni caso, bravi ragazzi! Avete messo a dura prova le mie coronarie, ma ne è valsa la pena. Come sempre.
    Forza Toro.

  5. Claudia Forzano scrive:

    C’ero.
    E quella galoppata di 78 metri vale più di una vittoria. Come vale più di una vittoria vedere quello stadio, che ieri ha impressionato noi (non voglio pensare ai nostri ragazzi), ammutolirsi incredulo, quasi ebete. A me basta.
    Eravamo tutti d’accordo che avremmo pesato l’atteggiamento, l’approccio. Prima.
    E poi invece, dopo aver visto la partita, si voleva il risultato. E non voglio dire che non avrei gioito per il pareggio, o meglio ancora, per la vittoria. Probabilmente sarei impazzita, un pelo in più di quanto non ho fatto, non abbiamo fatto, ieri, nel settore ospiti dove, al gol di Bruno, ci siamo urlati, a più riprese, abbracciando anche chi non avevi mai visto, “non può essere, non può essere!”.
    Dobbiamo solo metterci d’accordo. Gli episodi citati, si, ci sono stati, ma non mi hanno sfiorato.
    Io ho visto voglia, fame, sete, anche rabbia, ma soprattutto umiltà. Quell’ umiltà frutto dell’intelligenza, dell’astuzia, della consapevolezza dei propri limiti e delle proprie potenzialità, avendo ben chiaro che non si poteva e non si doveva scendere nell’arena per vincere. Bsognava arrivare lì per giocare da Toro. E l’hanno fatto, tutti, fino alla fine. Questo basta! E a me avanza!

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