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No Tav, ripartire dalla sentenza

by • 28 gennaio 2015 • COSE NOSTREComments (1)1256

Non ho mai gioito per la condanna di qualcuno.  Non riesco ad applaudire per  150 anni di carcere inflitti a una cinquantina di persone. Pertanto non mi unisco a chi fa il tifo per la galera.

Credo però che la mano pesante del Tribunale di Torino contro i teppisti protagonisti degli scontri in Val Susa sia una grande occasione per il movimento No Tav. L’ occasione per liberarsi una volta per tutte delle frange più estremiste e violente.

Ognuno deve poter protestare civilmente contro decisioni che non condivide, ognuno deve poter difendere i propri diritti.  Ma quando vedo un manifestante che indossa un casco, che si nasconde il volto, che si arma….allora non ci sto!!!

Il movimento No Tav deve saper ripartire dalla pesante condanna per ridisegnare il suo volto,  la sua organizzazione, la propria vita. Quella contro il cantiere di Chiomonte non è una guerra e nemmeno una battaglia…chi crede che quell’ opera sia inutile, costosa e dannosa deve riprendere il filo della protesta civile, democratica. Sostituire le ragioni dei numeri e  della logica al frastuono dei bastoni e delle molotov..

Dalle condanne può nascere una nuova pagina per il movimento No Tav, magari più redditizia.

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One Response to No Tav, ripartire dalla sentenza

  1. Camilla scrive:

    Hai ragione! E’ questo il momento nel quale la protesta vera, civile e pulita può ritornare a farsi sentire. E’ l’attimo da cogliere per allontanare tutti coloro che per interessi politici, economici o legati a semplice stupidità hanno infangato una protesta lecita e forse anche giusta.

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