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Chi salverà il nostro calcio?

by • 14 febbraio 2015 • COSÌ PER SPORTComments (2)1279

Il presidente della Federazione Giuoco Calcio Tavecchio  – noto scrittore (non sa manco parlare italiano) – che fa acquistare due suoi libri dalla sua Federazione, spesa circa 200mila euro.

Il consigliere di Tavecchio, membro forte della stessa Federazione, Claudio Lotito,  in una telefonata registrata dice che la promozione in A del Carpi (attualmente primo in serie B) sarebbe una rovina. Troppi pochi tifosi, calo degli ascolti  tv, ecc..

Il Parma in totale dissesto finanziario, giocatori non pagati da mesi, squadra ultima in classifica  e campionato falsato. E nessuno dice niente.

E si potrebbe continuare….Il nostro calcio é in mano a pazzi irresponsabili. Arroganti, impuniti. Ma sembra che la gente e i dirigenti delle squadre si preoccupino solo per un centimetro di fuorigioco o per un rigore negato. Chi ci potrà  salvare? Qualcuno pensa a una rivolta delle tifoserie: stadi deserti, schermi tv spenti. Certamente sarebbero gesti che avrebbero effetti immediati, smuoverebbero un sistema corrotto e marcio.

In attesa che ciò accada, non resta che affidarci allo Spirito Santo che mandi una specie di papa Bergoglio a governare il mondo del calcio. Ci sarà? Beh papa Francesco fu scovato ai confini del mondo…Purtroppo sono disarmato. Non mi resta che questa speranza. E voi?

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2 Responses to Chi salverà il nostro calcio?

  1. roberto scrive:

    Ho appena finito di vedere la prima semifinale del torneo di Viareggio: 4-0 per l’Inter sulla Roma, dopo un primo tempo dominato dai giallorossi, due rigori di cui uno viziato da fallo di mano dell’attaccante nerazzurro, tre espulsi fra i romanisti e minirissa finale fra le due squadre, con un arbitraggio pacchiano su un campo che era una piscina. Aggiungi che ogni squadra Primavera aveva almeno due stranieri in campo, di cui uno di colore… Cos’è questo? Il solito calcio tradizionale o il calcio malato che serve a riempire i giornali sportivi e a prendere il controllo della Fgci?
    Nessuno dice che Lotito è vittima di attacchi continui da sempre, che domenica axoraa la Lazio ha perso in casa a causa di un arbitraggio osceno, dopo che in settimana si era riaperto il caso delle partite truccate per cui aveva già pagato il capitano della Lazio ed era costato il posto alla Juventus a Conte, che sa qualche settimana è di nuovo inspiegabilmente indigesto a tutti. Si sq che alla Fifa non piace Tavecchio e che Lotito, uno dei pochi presidenti ad aver fatto risultati sportivi ed economici, è inviso a un certo establishment. Dov’è il marcio allora? Nelle opinioni di un uomo di sport o in quelle di un imprenditore che usa una squadra di calcio o di altro sport per farsi pubblicità? Che dire quando quasi tutte le società di serie A sono indebitate e in perdita, nonostante percorsi lauti incassi dei diritti tv che ormai rappresentano il 50% delle loro entrate? E poi c’è la storia del fuorigioco che cambia ogni anno perché non si vuole usare la tecnologia, per non togliere potere agli arbitri (ormai ce ne sono cinque in campo e uno a parere, eppure…)

  2. Marco Gambella scrive:

    A questo spaccato sul mondo del calcio andrebbero aggiunte molte cose, che occuperebbero pagine intere, c’è di che scriverci libri interi.
    Ma temo che sia opportuno correggere la prospettiva, il punto di vista da cui osservare il problema. Ciò che succede nel calcio, così come quello che accade nella politica, altro non è che lo specchio della società italiana nella sua globalità.
    Storie come quella che ha proiettato Lotito sulle prime pagine, noi ne abbiamo sentite anche in altri campi. Così, sul momento, mi vengono in mente le risate di cosiddetti “imprenditori” la notte del terremoto de L’Aquila, fatto che oggi sappiamo essere avvenuto anche in occasione di altri eventi successivi, mi pare in Emilia, non so, vado a memoria.
    E anche nella politica, gli esempi di cinismo e opportunismo spregiudicato si sprecano, dalle case ottenute “all’insaputa” alla compravendita dei parlamentari. Per non parlare dei terremoti giudiziari che da qualche anno stanno colpendo tutti gli Enti Regionali, una per una, tutte le Regioni stanno mostrando magagne inaudite.
    È la società del nostro amato Paese, ad essere marcia, non soltanto il calcio.

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