Il Punto » Archivio https://ilpunto.unannoinpiemonte.com il Blog di Beppe Gandolfo Fri, 13 Feb 2026 03:28:34 +0000 it-IT hourly 1 http://wordpress.org/?v=4.3.1 IN MONTAGNA QUANTI ZOZZONI https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=3904 https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=3904#comments Thu, 28 Dec 2023 03:10:46 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=3904 Non era necessario lo studio di CleanAlp: basta camminare per sentieri e boschi, per rendersi conto di quanti zozzoni ci sono in giro perché le nostre montagne. Ma certo, lèggere nero su bianco, che quasi mezzo chilo di rifiuti, in gran parte in plastica, è disseminato ogni chilometro di escursione, fa veramente impressione.

Si trova di tutto, a partire dai fazzoletti di carta ai mozziconi di sigarette, e poi confezioni per gli alimenti – bottiglie, contenitori per succhi, cioccolatini, caramelle, panini – e tutto ciò che, escursionisti e frequentatori della montagna, si portano dietro e disseminano in giro.

Ma non mancano ritrovamenti singolari: mutande, pneumatici, preservativi, assorbenti femminili, lattine, cotton fioc, puntine da disegno, sacchetti con feci di cani. I padroni magari non li raccolgono in città, ma nei prati e boschi (dove si smaltirebbero naturalmente in poco tempo) invece sì, lasciandosi dietro la plastica. Quasi il 30% dei rifiuti risale a oltre 40 anni fa.

 

Ed è giusto anche stilare classifiche, come ha fatto Franco Borgogno ideatore del progetto CleanAlp. Gli escursionisti più puliti sono quelli che sono transitati sul Sentiero dei Fiori in Valle Stura (Cuneo), mentre quelli sul Monte Barone in Val Sessera (Biella) hanno lasciato il maggior carico di rifiuti.

Stupisce però che, a lasciare tante schifezze sui monti, siano proprio coloro che li frequentano con maggiore assiduità, perché proprio alpinisti, escursionisti e villeggianti, dovrebbero essere invece grandi amanti dell’ambiente e della natura. Ma il rispetto, lo dimenticano a casa.

]]>
https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?feed=rss2&p=3904 0
SCAFFALE: TORINO-OPERAZIONE SECONDO TEMPO DI BALLACCHINO https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=2259 https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=2259#comments Fri, 04 Dec 2020 03:35:29 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=2259 Cosa importa se è finita

Cosa importa se ho la gola bruciata o no?

Ciò che conta è che sia stata

Come una splendida giornata…

Nonostante sia un giallo, ho deciso di spoilerare la fine.

Queste sono le parole scelte da Rocco Ballacchino per terminare il suo ultimo romanzo. E, come dichiarato da lui stesso nei ringraziamenti, ultimo davvero, perché chiude la fortunata serie, edita da Fratelli Frilli, che ha visto protagonisti il duo Crema-Bernadini.

La coppia investigativa formata da Sergio Crema, commissario perfino troppo normale e Mario Bernardini, invadente, quanto arrogante e spigoloso, critico cinematografico, giunge quindi al capolinea.

Dal 2014 al 2020, i nostri hanno affrontato sette indagini, ambientate a Torino in tempo reale, così come è ambientata, in città e nell’immediato pre-Covid, la loro ultima avventura.

La storia prende inizio in una mattina di febbraio 2020, quando una donna si presenta in commissariato per denunciare la scomparsa del figlio: un rider impegnato in battaglie per rivendicare diritti di lavoro. Sergio Crema sottovaluta il grido d’aiuto della donna, convinto che il ragazzo presto tornerà a casa. Di fatto, il suo cuore e la sua mente, sono in tumulto per vicende che lo vedono coinvolto, al di fuori del lavoro, con il suo magistrato: Giulia Bonamico.

Sarà una leggerezza che costerà cara al nostro Crema e alla sua squadra che si vedranno, costretti dai sensi di colpa, ad impegnarsi ancor di più per arrivare alla soluzione di un caso intricato quanto pieno di facili e false piste. Alla fine, la soluzione arriverà, nel secondo tempo, anche grazie a lui: Mario Bernardini, a cui basta una frase per illuminare il buio percorso del commissario Crema.

Le cose stanno cambiando nel piccolo mondo del commissario, Giulia Bonamico e Mario Bernardini stanno compiendo delle scelte che li porteranno ad allontanarsi. Una storia d’amore mai concretizzata e un’amicizia, interrotta ma mai finita, sono forse arrivate a una svolta. Le loro scelte scavano l’animo di Crema, infliggendo ferite profonde e gli fanno aprire gli occhi su una realtà che pare non bastargli più.

L’amicizia con Bernardini e il legame ambiguo, seppur mai concreto con la Bonamico, hanno regalato entusiasmo, adrenalina e galoppate di fantasia al nostro commissario, che ora pare rifugiarsi nel legame sereno, complice e duraturo con la moglie e nell’amore concreto e senza voli pindarici dei suoi figli.

Quando si chiude una serie è un momento sospeso, per l’autore e per i suoi lettori, si apre uno squarcio di tempo indefinito in cui ci si crogiola nelle emozioni date dalla scrittura o dalla lettura di quanto pubblicato. Ci si delizia tra il piacere di aver condiviso quell’avventura e l’attesa di cosa accadrà.

Se si riprende tra le mani Scena del crimine primo romanzo della fortunata serie, leggendo qua e là, ci si rende conto della crescita dell’autore, dell’evoluzione della scrittura, della maggiore cura riservata agli ultimi libri e della ricerca di nuovi modi per delineare personaggi, paesaggi ed emozioni. In questi anni Rocco Ballacchino è maturato con noi, per noi e grazie a noi lettori, ed è ora un autore completo, con uno stile preciso.

Attendiamo quindi il prossimo ciclo, la prossima serie, sicuri che saprà ancora sorprenderci. Con Torino – Operazione secondo tempo, si è chiusa una porta, ora è il tempo di aprire un portone.

Patrizia Durante

Titolo:  Torino – Operazione secondo tempo

Autore:  Rocco Ballacchino

Editore: Fratelli Frilli Editori

Prezzo:  14.90 euro

 

]]>
https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?feed=rss2&p=2259 0
TERMINAL UNICO PER AUTOBUS? A TORINO NON C’ E’ https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=1884 https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=1884#comments Thu, 16 Jan 2020 05:59:19 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=1884 Da dove partono a Torino gli autobus per Caselle? Vivo in questa città da 60 anni e non lo sapevo: dopo aver chiesto a tante persone ho scoperto che si trova in corso Bolzano, a fianco di Porta Susa.

Mi è ignota anche la stazione dove prendere i pullman per Alba, Cuneo, Asti, oppure quelli per il Sud. L’ unica certezza è che i torpedoni per la Romania e i paesi dell’ Est partono e arrivano in corso Vittorio a fianco del Palazzo di Giustizia. L’ ho capito osservando lo scempio, la sporcizia, il disordine che regnano sempre in quel controviale, non certo solo per colpa dei passeggeri.

Posso esprimere un desiderio per il 2020? Mi piacerebbe tanto che Torino fosse dotata di un terminal unico per gli autobus. Asti ce l’ ha, a fianco della stazione ferroviaria. A Cuneo è al Movicentro. In tutte le città europee c’ è. Ne sono sicuro. L’ anno scorso ero a Siviglia e sono andato in unica stazione, lì partivano le corriere per Madrid, Barcellona, Granada, ecc.

Tanti anni fa a Torino c’ era una stazione-autobus in via Fiocchetto. Chissà se c’è ancora?

Migliorare l’ offerta turistica del capoluogo piemontese significa anche questo. Sapere che in un unico posto puoi trovare i collegamenti stradali per tutta la Regione e per l’ Italia. E’ un piccolo desiderio per l’ anno che si apre.

Non credo costerebbe molto realizzarlo. Ma ho paura che resterà solo un sogno.

]]>
https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?feed=rss2&p=1884 0
Perché tanto odio verso il Natale https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=806 https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=806#comments Tue, 16 Dec 2014 12:38:02 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=806 Colgo nei dialoghi fra la gente e scorrendo le pagine  dei social network una insofferenza, se non addirittura  odio, nei confronti delle prossime festività natalizie.

Da sempre  sono convinto che il Natale sia soprattutto la gioia dei bambini e che la vera festa ci sia in quelle case dove ci sono i piccoli che vivono in trepidazione, in attesa dei regali.

Ma perche tanti non hanno più voglia di fare l’albero o il presepe? Parecchi mi dicono  “vorrei che fosse già il 6 gennaio.”

È solo perche c’è la crisi? Perche mancano i soldi? Non credo.. Temo piuttosto un inaridimento dei cuori.  Non abbiamo più la capacità di esprimere i nostri sentimenti.. 

Io ho una mamma molto anziana.  La mia gioia del Natale è trascorrerlo con lei.  Ogni anno temo possa essere l’ultimo. E già so che quando non ci sarà più,  il Natale non avrà più lo stesso sapore.

E mi pentirò amaramente di tutte le volte che ho maledetto il Natale.

]]>
https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?feed=rss2&p=806 16
Lasciateci le supplenti https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=562 https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=562#comments Tue, 26 Aug 2014 09:40:05 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=562 Dicono che vogliono togliere i supplenti dalla scuola. Il ministro sostiene che non sono utili nè per gli studenti e nemmeno per gli insegnanti in quanto alimentano il precariato.

Non entro assolutamente nel merito dell’ insegnamento nè nelle beghe sindacali della scuola. Mi permetto di dire però che le supplenze ( o meglio le supplenti) sono importantissime per la crescita di un ragazzo.

Come posso dimenticare quella supplente d’ inglese dei primi anni delle mie superiori? Occhi azzurri, piccolina ma formosa, la classica ragazzina londinese con carnagione chiarissima e lentiggini sul nasino all’ insù. Così carina, tutti ci innamorammo di lei.

Confessatelo, tutti voi avete perso la testa per qualche supplente, maschio o femmina che fosse….E poi che divertimento quelle ore di supplenza quando in classe regnava il caos assoluto.

La scuola va riformata, va migliorata: certamente. Ma vi prego. Lasciateci le supplenti.

]]>
https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?feed=rss2&p=562 3
Siamo tutti scout https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=558 https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=558#comments Sun, 10 Aug 2014 15:59:18 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=558 Renzi è tornato tra gli scout. Il Papa ha telefonato al loro raduno nazionale. E adesso sui social si leggono commenti vari, perlopiù di presa in giro e anche sfotto’ pesanti.

Ma chi, da ragazzino, non è stato scout.. alzi la mano. Se non erano proprio quelli veri con tanto di fazzolettone al collo e pantaloncini corti, erano i gruppi parrocchiali, l’ Azione Cattolica,  l’ oratorio, il circolo sportivo, le giovani leve di un partito politico, i campi estivi della scuola.

Passavamo interi pomeriggi a chiaccherare, a progettare il futuro, a suonare con la chitarra le canzoni dei cantautori, a sfinirci in infinite partite a pallone o pallavolo. D’ estate in gita. E che gioia per una pasta scotta o un notte a dormire con la tenda aperta sotto un cielo stellato. Ci divertivamo di più noi o i nostri figli sempre alla disperata ricerca di un wi-fi libero per chattare?

Chi oggi sfotte o prende in giro gli scout rinnega la propria gioventù, perchè scout – in qualche maniera – lo siamo stati tutti.

E allora anche per tutti noi vale l’ invito di Papa Francesco: “Giovani non andate in pensione, camminate con coraggio, il mondo ha bisogno di giovani che abbiano un orizzonte”.

]]>
https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?feed=rss2&p=558 0
Amarcord dell’ esodo di agosto https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=554 https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=554#comments Sat, 02 Aug 2014 08:24:03 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=554 Erano gli anni 60-70. Abitavo ancora in borgata Parella, a Torino.  Arrivava il primo venerdì di agosto e i miei vicini cominciavano a caricare la loro 500 come un Tir. Valigie, borse, sacchetti, e poi nella notte, papà, mamma e bimba piccola partivano per il Meridione su quella vettura che pareva scoppiasse.

Tre settimane al paisiello. Le sognate vacanze. Torino si svuotava. Il primo sabato di agosto era il giorno del grande esodo. I tempi della città erano dettati dalla Fiat.

Adesso la città non si svuota più.  La Fiat non c’è più. Vanno di moda le vacanze intelligenti. O forse la gente in vacanza proprio non ci va più. Solo qualche giorno,  mordi e fuggi.

Colpa della crisi,  si dice. Secondo me eravamo più poveri allora.  Forse si stava meglio quando si stava peggio.

]]>
https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?feed=rss2&p=554 11
Se questo e’ un uomo https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=536 https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=536#comments Fri, 18 Jul 2014 14:20:29 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=536 Se questo è un uomo

Che spara un missile contro un aereo di linea e uccide 295 innocenti

Che sequestra tre giovani israeliani e li uccide

Che spara razzi sulla spiaggia e ammazza quattro  bambini palestinesi

Se questo è un uomo

Preferisco non appartenere a questo genere “umano”

]]>
https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?feed=rss2&p=536 2
Matilda e Marina Di Modica, due modi di fare giustizia https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=528 https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=528#comments Fri, 11 Jul 2014 09:22:12 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=528 La piccola Matilda fu uccisa nella casa di Roasio, in provincia di Vercelli, nel luglio di 2005. In quella casa, insieme con la bimba di 22 mesi, c’ erano la mamma Elena Romani e il fidazato della donna, Pietro Cangialosi. Nessun altro. Dopo 9 anni quella morte resta un mistero. La madre è stata assolta e  l’ uomo scagionato. Nessun colpevole per il brutale omicidio di Matilda, uccisa con un violento calcio alla schiena che le aveva spappolato gli organi interni.

A Torino è morto il professor Gaetano Di Modica. Ha lottato tutta la sua vita per sapere la verità sulla scomparsa della figlia, Marina, sparita nel nulla nel maggio del 1996. Nonostante non sia mai stato ritrovato il cadavere, è stato condannato per omicidio in via definitiva a 14 anni di carcere (che sta scontando) il filatelico Paolo Stroppiana. Anche per la Cassazione l’ infinita serie di bugie dell’ uomo sono sufficienti a motivare la sua condanna.

Adesso il professor Di Modica, nell’ Aldilà, conoscerà tutta la verità.

Ma a noi rimane un dubbio. Grande come un macigno.  Ma di fronte a un omicidio come funziona la giustizia in Italia?

]]>
https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?feed=rss2&p=528 12
Odio i selfie https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=521 https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=521#comments Fri, 04 Jul 2014 09:49:24 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=521 Posso dirlo? Detesto i selfie, così come non sopporto quei fortunati che sono in Brasile, allo stadio, a vedere le partite dei Mondiali e quando si accorgono di essere ripresi dalle telecamere dimenticano le azioni della partita per sbracciarsi e far vedere che loro sono lì…

Sarò retrò oppure insofferente…però mi sembra un abuso di narcisismo. Questa mania di farsi l’ autoscatto con il telefonino è la dimostrazione lampante dell’ apparire piuttosto che dell’ essere. Ci si trova in un posto splendido (un concerto, al mare, in uno scenario mozzafiato in montagna, a una partita dei Mondiali, non importa) e per quasi tutti non c’ è nulla di meglio da fare che immortalarsi in una foto ricordo anche a costo di perdersi quel momento unico…

E’ senso di insicurezza? Si preferisce non vivere il presente? Secondo me è l’ immatura volontà di “godere di quel quarto d’ ora di celebrità” che aveva già preconizzato Andy Warhol.

Mah, che tempi…

]]>
https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?feed=rss2&p=521 11