Il Punto » COSE NOSTRE https://ilpunto.unannoinpiemonte.com il Blog di Beppe Gandolfo Fri, 13 Feb 2026 03:28:34 +0000 it-IT hourly 1 http://wordpress.org/?v=4.3.1 LO SMACCO DELLE TERME DI ACQUI https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=4710 https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=4710#comments Thu, 29 Jan 2026 03:28:16 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=4710 Una città con l’ acqua bollente che sgorga a 70 gradi nella piazza centrale. Siamo ad Acqui Terme, in provincia di Alessandria. Una città senza le terme, e senza la possibilità di fare cure inalatorie, fanghi, cioè tutto quanto legato al fantastico mondo del benessere. Che potrebbe rappresentare anche una ricchezza economica per l’ intero territorio.

Sembra assurdo ma è proprio così.

Una vicenda che si trascina da anni, giunta al culmine qualche settimana fa con il licenziamento di 25 dipendenti, senza nemmeno il preavviso. Adesso la Regione ha annunciato di “essere pronta a rientrare nella governance delle Terme”: lo ha ribadito Alberto Cirio. Non si tira indietro nemmeno il sindaco della città, Danilo Rapetti, che punta ad una riapertura entro il 2026.

Non conosco nel dettaglio i termini della vicenda sindacale, industriale, finanziaria e, quindi, non mi addentro in giudizi, ricerca di responsabili, o previsioni. Quel che intendo ribadire, qui, è che trovo assurdo, incredibile che in una città come Acqui (che nel toponimo ha già la parola Terme) non sia possibile godere di trattamenti termali. Questo territorio ha davvero bisogno e merita un centro di benessere moderno e attrattivo per il turismo nazionale e internazionale.

E’ una vergogna che la natura abbia dotato di acque bollenti, salutari e curative (apprezzate fin dall’ epoca dei Romani) ma che l’ incapacità e l’ insipienza dell’ uomo non renda possibile sfruttarle e farle diventare un patrimonio identitario, economico e occupazionale dell’intero territorio. Il rilancio ( o per meglio dire, la partenza vera) deve poggiare su un progetto industriale credibile, capace di valorizzare le potenzialità sanitarie, turistiche e di sviluppo locale.

Perché le Terme di Acqui sono un patrimonio di tutto il Piemonte. Lasciarle in questo stato è uno smacco. Per tutti.

 

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OLIMPIADI VISTE DAGLI USA https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=4707 https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=4707#comments Thu, 22 Jan 2026 03:05:10 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=4707 Scusate se ritorno su un argomento già trattato nel Punto di qualche settimana fa. Ma sto scrivendo dagli Stati Uniti dove ho avuto la fortuna di trascorrere una settimana a casa di amici. La tv è accesa e sui vari canali americani continuano a scorrere le immagini delle prossime Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. “A month together”, un mese insieme: questo lo slogan scelto da un canale di News mentre il video è invaso dal Duomo di Milano, dalle piste di sci di Cortina, dagli impianti di Livigno, e così via.

E mi sale una rabbia. Perché potevamo esserci anche noi del Piemonte.

Una vetrina internazionale incredibile, impagabile. La storia delle nostre terre è cambiata con i Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006: impossibile negarlo. C’è un prima e un dopo quel mese straordinario di 20 anni fa. Abbiamo scoperto di avere una vocazione turistica. Abbiamo compreso di vivere in una regione affascinante, attrattiva.

Avremmo potuto rilanciare quell’immagine con i Giochi di Torino-Milano-Cortina. E invece no. Per precisa volontà della Giunta 5 Stelle di Chiara Appendino si è scelto di stare fuori, di autoescluderci dai Giochi del 2026, che si chiamano soltanto Milano-Cortina.

E intanto la CNN rilancia i video con le immagini di Lombardia e Trentino. Mamma mia che rabbia.

 

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IL TEMPO, IL BENE PIU’ PREZIOSO https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=4698 https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=4698#comments Thu, 15 Jan 2026 03:36:06 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=4698 Diogene andava in giro per il mercato, borbottando tra sé e sé: “Guarda, guarda… quanta roba di cui non ho bisogno!”

All’inizio di un nuovo anno di cosa abbiamo veramente bisogno? Tutti rispondiamo in coro: amore, pace, amicizia, salute, calore umano.  Ma non dobbiamo soltanto chiederli a chi ci sta attorno, agli altri, agli oroscopi… dobbiamo essere noi, per primi, “produttori” di questi beni, per costruire un mondo migliore.

Ma c’è un altro bene prezioso di cui tutti necessitiamo. Questo bene è il tempo. Il mio approccio con il 2026 è proprio quello di prendermi il giusto tempo. Non voglio arrivare a fine anno, come sempre più spesso accade, con il fiato corto, con l’affanno, con il dover sempre rincorrere l’ orologio. “Con calma” è il mio motto per l’ anno che cominciamo.

Ed è l’ augurio che faccio a tutti. Correre, correre… per cosa? Per fare più soldi?  “Non mi interessa essere la più ricca del cimitero” confidava una vecchia ostessa di San Sebastiano Curone che aveva deciso di tenere chiuso il suo ristorante alla sera, per stare con la famiglia, per guardare la tivù, per divertirsi con gli amici.

Correre per il successo? Per l’ affermazione personale? Valutiamo bene se ne vale la pena, davvero. Cosa ha più valore degli affetti personali, delle amicizie, del calore attorno a noi.

Allora, l’ augurio per il 2026 è di avere il giusto tempo per noi stessi. E soprattutto di utilizzarlo come il bene più prezioso.

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2025, TEMPO DI BILANCI https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=4695 https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=4695#comments Wed, 07 Jan 2026 23:00:00 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=4695 Si è chiuso un anno e si tirano le somme, si fanno i bilanci. Proviamo anche a farlo noi, per questo nostro Piemonte. Come sempre, luci e ombre.

Partiamo dalle luci. Dal 2006, anno delle Olimpiadi Invernali, fino a questo 2025 i numeri del turismo in Piemonte sono in crescita continua e quasi esponenziale. Merito di grandi eventi come le Atp Finals, la Vuelta di Spagna, il Torino Film Festival ma anche di una propensione all’accoglienza che si diffonde a macchia d’olio nella nostra regione. Il Salone del Libro e le varie fiere (dal Tartufo alla Nocciola, dalla Bagna Cauda a Cheese) si confermano volano e richiamo per visitatori e turisti. Per non parlare dei nostri musei, a partire dall’Egizio e del Cinema, che fanno registrare numeri record di ingressi. E l’anno si conclude alla grande, con la conferma del Club Med di aprire a Sansicario-Cesana un mega-resort e la notizia che nel 2027 Alba sarà Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea.

Dal dolore per la scomparsa del pontefice piemontese, Papa Francesco, all’annuncio di Papa Leone della sua prossima venuta a Torino per pregare davanti alla Sindone. In mezzo la gioia per San Pier Giorgio Frassati e per la nomina cardinalizia dell’arcivescovo di Torino e Susa, mons. Roberto Repole. La cronaca religiosa l’ha fatta da protagonista in questo 2025.

Non meno della cronaca giudiziaria con le vicende della famiglia Agnelli-Elkann a tener banco per parecchi mesi. Ma non sono mancati i disastri per il maltempo, purtroppo anche con vittime e danni ingenti.

La riapertura del Tenda e la fine degli eterni lavori della Asti-Cuneo segnano l’ uscita dall’ isolamento della Provincia Granda.

Per l’economia piemontese il 2025 si era aperto con il terremoto provocato dalle dimissioni di Tavares e si chiude con l’avvio della produzione della 500 ibrida a Mirafiori. Nel mezzo la nomina di un italiano, Antonio Filosa, come amministratore delegato di Stellantis. Italiano il presidente John Elkann, italiano l’ad Filosa. La grande casa automobilistica avrà un occhio di riguardo per il nostro Paese, per Torino e per il Piemonte? Lo spera il mondo dell’indotto-auto ancora nelle secche di una pesante crisi. Mentre l’industria del Food (Ferrero, Inalpi, Galup ma anche piccole eccellenze artigiane) tira sempre, alla grande.

Per Toro e Juve ancora una stagione che lascia la bocca amara. Nel mondo granata cresce la contestazione nei confronti del presidente Urbano Cairo, mentre in casa Juve c’è il cambio di ben tre allenatori (Thiago Motta, Tudor, Spalletti) in un anno. Cambio di panchina (da Vanoli a Baroni) anche al Toro. Ma i risultati, per entrambe le compagini, sono ancora insoddisfacenti.

Un anno di dolorosi addii. Da Ormezzano a mons. Nosiglia, da Alessandra Balocco ad Alberto Bertone, da Bolaffi a Baima Bollone. Uomini e donne che hanno segnato la storia del Piemonte, se ne sono andati, lasciandoci un vuoto profondo.

 

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IL VERO GUSTO DELLE FESTE https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=4688 https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=4688#comments Thu, 01 Jan 2026 03:38:43 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=4688 “Non vedo l’ ora che sia il 7 gennaio” , “ Vorrei chiudere gli occhi e riaprirli a feste finite..” sono alcune delle frasi più ricorrenti in questi giorni di tourbillon per acquisti, regali, pranzi, cenoni, brindisi, raduni famigliari, e chi più ne ha più ne metta.  Ogni anno è così: si fanno mille propositi e poi, inevitabilmente, cadiamo nel baratro degli impegni, degli obblighi e delle corse.

E così il Natale, la festa più bella, si trasforma in vero e proprio incubo, Confesso che anche io, spesso, sono caduto in questo tranello. E oggi quando lo sento ripetere mi dà un enorme fastidio.

Poi, però, ci sono alcuni episodi che mi richiamano all’ essenza della Festa.

L’ altro giorno un bimbetto di nemmeno due anni è entrato in casa e ha visto, l’ albero, il presepio, le luminarie ha cominciato a saltellare, a fare gridolini tipo “oh! oh! oh!” e a battere le mani. Oppure, sovente, ripenso a mia mamma e mio papà che, negli ultimi anni della loro vita, aspettavano il Pranzo di Natale per averci tutti intorno al tavolo e ripetevano ad alta voce “dai che forse è l’ ultima volta che facciamo festa insieme”. E tutti subito a fare gesti apotropaici. Ma in fondo avevano ragione loro, i miei genitori. Infatti, ora che non ci sono più…quanto mi mancano quei Pranzi di Natale.

E’ inutile. Se non sapremo ritrovare, dentro di noi, lo spirito dell’ essere bambini o anziani, non sapremo più ritrovare il vero gusto del Natale. Quello degli agnolotti di mia mamma che certamente erano meno gourmand di quelli della gastronomia dove li acquisto, ma sapevano di famiglia, di casa. Altrimenti è tutto solo stress.

 

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EUROPA UNITA? NEMMENO SULLE PRESE ELETTRICHE https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=4679 https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=4679#comments Thu, 25 Dec 2025 03:15:18 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=4679 Per una strana coincidenza, nei giorni scorsi, mentre in famiglia ci apprestavamo a preparare albero, presepe e addobbi natalizi dai tg arrivavano le denunce di Donald Trump e di Elon Musk sulla ormai imminente fine dell’Europa Unita.

 Da anni è nostra usanza addobbare la casa, per Natale, con vari oggetti che acquistiamo nel corso dei nostri viaggi. E così ci troviamo ad avere luminarie che arrivano dalla Francia, altre dalla Germania, altre ancora dall’America o dall’Inghilterra. Parecchie, ovviamente, dall’Italia. E, quindi, ogni anno comincia una battaglia per conquistare prese, adattatori, prolunghe di ogni tipo: già, perché la tanto decantata Europa Unita è ancora divisa sul fronte delle prese elettriche: ci sono le tedesche, le francesi, le inglesi, le italiane… e così via.

 Lo stesso dicasi per le ricariche dei cellulari. Da anni si parla di unificarle, ma intanto ogni produttore di telefonini mette in vendita le proprie, e si va avanti così. Sempre più divisi e diversificati.

 E poi vorremmo parlare di politica estera comune? Di fisco comunitario? Di Esercito Europeo?

Ma mi faccia il piacere, direbbe Totò. Ci crederò soltanto quando avremo un unico tipo di presa elettrica per tutti i paesi europei, senza riduzioni, adattatori, prolunghe e ciabatte…

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TUTTI A SCIARE E LE OLIMPIADI IN TV https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=4674 https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=4674#comments Thu, 18 Dec 2025 03:01:35 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=4674  

Parte sotto i migliori auspici la stagione sciistica 2025-26. Tutte le Alpi Piemontesi sono innevate, le piste sembrano al top, una convergenza di situazioni che non accadeva da qualche anno, quando le precipitazioni nevose latitavano e si facevano attendere. La Regione Piemonte ha stanziato 50 milioni per il Bando Neve a favore dell’innevamento programmato, soprattutto nelle stazioni sciistiche in bassa quota. Forse sarà l’anno, nel corso del quale, riapriranno gli impianti del Frais in Val di Susa. Pronti a partire anche i treni della neve per raggiungere comodamente le principali stazioni sciistiche.

Intanto da Sestriere a Limone Piemonte, da Domobianca a Prato Nevoso, da Bardonecchia a Alagna Valsesia è tutto un panorama immacolato. Da cartolina.

Questa stagione invernale sarà caratterizzata, in febbraio, dalle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina.

E qui mi monta il magone. E anche un po’ di rabbia.

Noi piemontesi, da Torino alle Valli Olimpiche, le guarderemo soltanto alla tivù. Saremo spettatori. E non per nostra scelta. Ma per volontà di qualcuno che ha deciso che dovevamo starne fuori.

Questo qualcuno ha nomi e cognomi: la sindaca Appendino e la Giunta del Movimento 5 Stelle che governava Torino.

Avevamo gli impianti del ghiaccio e la macchina rodata di Torino 2006: insomma, tutte le carte in regola per fare le Olimpiadi di Torino-Milano-Cortina e tornare sotto i riflettori del mondo intero.

E invece no. In poltrona, davanti alla tivù, vedremo scorrere le immagini delle gare e di tutto il movimento turistico che porteranno.

Pazienza. Forse l’ appuntamento è solo rimandato.

Pare che le Olimpiadi delle Alpi francesi del 2030 sconfineranno a Torino e nelle nostre Valli Olimpiche.

I transalpini apprezzano i nostri territori, i nostri impianti e la nostra accoglienza. Fatelo sapere all’ Appendino e ai suoi amici.

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QUANDO IN PIEMONTE SI VINCEVANO I CAMPIONATI https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=4660 https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=4660#comments Thu, 11 Dec 2025 03:54:05 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=4660 La ProVercelli ha vinto sette scudetti tra il 1908 e il 1922. L’Alessandria non ha mai vinto scudetti, ma è stata fra le grandi del calcio italiano. Per non parlare del Grande Torino e del Toro di Pianelli e quello di Borsano. La Juventus è la più titolata squadra del nostro calcio, con l’incredibile serie di scudetti conquistati fra il 2012 e il 2020.
Ed è proprio da 5 anni che i trionfi calcistici hanno dimenticato il Piemonte. E ovviamente parlo di Juventus, perché se parliamo di Toro, per ritrovare uno scudetto, occorre fare un salto indietro di 50 anni, al 1976.
Non è solo questione di supremazia sportiva. Forse l’assenza di vittorie è anche la conseguenza di un territorio che patisce un momento di crisi. Quantomeno di difficoltà.
Il confronto con le regioni vicine è sconfortante. La Liguria ha una squadra in serie A e tre in serie B. La Lombardia 5 formazioni in massima serie e 2 fra i cadetti. Il Piemonte solo due in serie A e poi più nulla, 0 in B, e il Novara in C.
La ricchissima provincia di Cuneo ha una formazione che gioca, da quest’anno, nella Superlega di pallavolo maschile, poi più nulla.
Non si tratta solo di prestigio sportivo. Un gruppo di taxisti mi confidarono un giorno, a Torino: “Sa quando noi facciamo i veri affari? Quando la Juve gioca in Coppa”. E’ proprio così.
Il calcio costa caro, anzi carissimo ma crea interessi, giri d’affari enormi per ristoranti, hotel e per il commercio in genere.
Torino era la capitale del calcio. Era, appunto. Tutto questo al di là delle amarezze di noi tifosi
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SE CUNEO SURCLASSA TORINO https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=4649 https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=4649#comments Thu, 04 Dec 2025 03:23:11 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=4649 Negli ultimi giorni due eventi hanno catapultato il Piemonte al centro dell’attenzione, non soltanto italiana. Il successo straordinario (e riconosciuto da tutti) dell’organizzazione e del coinvolgimento del territorio per le ATP Finals. E l’assegnazione delle Stelle Michelin ai ristoranti italiani.

Entrambi questi eventi portano la firma di Cuneo e non quella del capoluogo regionale, Torino.

E mi spiego. Le ATP Finals si sono svolte all’Inalpi Arena. Cioè in un impianto che porta il nome-sponsor di un’azienda della Provincia Granda (del resto come il precedente PalaAlpitour).

Nell’elogiare la lungimiranza, la bravura, la tenacia dei fratelli Invernizzi, proprietari di Inalpi azienda di latte in polvere e formaggi di Moretta (Cuneo), da torinese mi domando: possibile che il tessuto industriale della città non abbia saputo trovare, in questi anni, una realtà in grado di dare il nome al più importante luogo di sport e spettacoli di Torino? Lunga vita all’Inalpi Arena quindi, però smettiamola con la solita lagna retorica subalpina del “ma qui ci portano via tutto….”

La città di Alba e le Langhe hanno conquistato un paio di Tre Stelle Michelin, massimo riconoscimento della prestigiosa guida francese.

A Torino nemmeno un “tre stelle”, ma nemmeno un “due stelle”, la conferma dei soliti, e zero novità.

Si può discutere dell’importanza di questi riconoscimenti, ma sta di fatto, che danno il segnale che…qualcosa qui non va.

I Torinesi sono sempre pronti fare confronti con Milano. Ebbene, in questo settore il capoluogo lombardo vanta 18 stelle (tredici ristoranti con una stella, quattro con due stelle, uno con tre). Torino ne ha solo 9, la metà, e tutti con una stella. Oltre a indicare un’ottima cucina, una stella genera circa 805mila euro di indotto per il territorio locale, che salgono a 2,4 milioni per un due stelle e oltre 6,5 per tre stelle. Fate un po’ di calcoli.

Cuneo surclassa Torino? Beh, fate un po’ voi…

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LUCI DI NATALE GIA’ IN AGOSTO? https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=4647 https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=4647#comments Thu, 27 Nov 2025 03:06:07 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=4647 Non credo di averlo notato soltanto io. Con l’arrivo di novembre, le luci natalizie hanno iniziato a comparire nelle strade, i centri commerciali sono già stracolmi di decorazioni e, incredibilmente, molte persone stanno pensando a come addobbare le proprie case.  Rispetto all’anno scorso il desiderio di festeggiare è arrivato decisamente in anticipo, come una sorta di riflesso collettivo che va oltre la tradizione. Ma perché?

 Secondo gli esperti di sociologia, le ragioni sono molteplici. Spesso il Natale rappresenta una fuga dalle difficoltà della vita quotidiana: il processo di decorare la casa e di prepararsi al Natale diventa così un atto simbolico, che aiuta a distogliere la mente dai problemi e a concentrarsi su ciò che è positivo.

 I social media continuano ad avere un impatto enorme su come viviamo il Natale. Rispetto all’anno scorso, nel 2025 è aumentata la produzione di contenuti natalizi social, già dal mese di ottobre. Le piattaforme come Instagram, TikTok e Facebook sono invase da decorazioni, idee per regali e tutorial per realizzare l’albero perfetto, e questo fenomeno ha spinto molte persone a “iniziare prima”. Le aziende, inoltre, sono state particolarmente astute nel lanciare promozioni natalizie anticipate

 Non si può ignorare il fatto che l’anticipazione del Natale ha anche un lato economico. Il mercato delle decorazioni natalizie è un business in continua crescita, alimentato dal desiderio di rinnovare e di aggiungere nuovi elementi ogni anno. Le aziende di decorazioni, abbigliamento e regali spesso spingono l’acquisto anticipato con promozioni speciali e campagne pubblicitarie. La pressione commerciale, quindi, gioca un ruolo fondamentale nel far sì che il Natale arrivi sempre prima nelle nostre case.

 Dai, che così facendo, arriveremo a cominciare a pensare al Natale appena tornati dalle vacanze. Che tristezza. A costo di sembrare all’antica. Io metterò le decorazioni, farò l’albero e il presepe soltanto l’ 8 dicembre. Non prima!

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