Commenti a: Non voglio le quote rosa https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=373 il Blog di Beppe Gandolfo Wed, 10 Dec 2025 17:31:55 +0000 hourly 1 http://wordpress.org/?v=4.3.1 Di: Claudia Forzano https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=373#comment-1181 Wed, 29 Jan 2014 19:05:34 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=373#comment-1181 Premetto che non ho letto i commenti precedenti. C’è poco da dire.
La legge sulle quote rosa non può essere espressione di parità tra i sessi. Le quote rosa sono un’ammissione di inferiorità, una resa bella e buona. Mi rifiuto di credere che le donne davvero brave sono sempre e comunque svantaggiate. A volte fa comodo recitare quella parte.

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Di: Alessandro Valente https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=373#comment-1179 Tue, 28 Jan 2014 16:05:53 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=373#comment-1179 Quote rosa o pari opportunità. La differenza è sostanziale.
Finché si parlerà, pur con fervore, di quote rosa in questo Paese, si troverà il modo per truccare il risultato.
La quota è un numero non è un’intenzione, un obiettivo, un progetto: le pari opportunità sono tutte e tre queste cose.
Se posso vorrei raccontarvi la mia esperienza diretta.
Fino alla fine dell’anno scorso sono stato dirigente provinciale di partito (non mi interessa enunciarne il nome, chi desidererà me lo chiederà), un partito che ha sinceramente a cuore e stabilito nel suo Statuto il concetto di pari opportunità di genere, basato su un’idea essenziale di uguaglianza.
Partecipo ad inizio 2013 alle Primarie di partito – le primarie sono un altro argomento, come dice Beppe, spinoso, ma essendo “off of topics” non andrò oltre – e cerco con i mezzi che ho a disposizione, invero assai pochi, di condurre la mia campagna elettorale. Lo faccio insieme a una compagna di partito, poiché la conosco da diverso tempo e so che condividiamo molto a livello di visione del mondo e della società. Io concorro per la Camera e la compagna con cui formo il “tandem” pr il Senato.
Raggiungiamo entrambi, su scala provinciale, un 5% di preferenze, risultato che ci soddisfa moltissimo avendo contato unicamente sulle nostre forze, sul sostegno reciproco, sull’uso della rete web, sul passaparola, sulla fiducia di chi ci conosce. Insomma non abbiamo, come si dice in gergo, le famigerate truppe cammellate che ci sostengono in alcun modo.
Nel nostro partito vige però una regola ferrea: le liste per la Camera e il Senato saranno formate secondo l’alternanza di genere. Per restare alla competizione alla quale io ho partecipato la donna o l’uomo che prende più voti alle primarie per la Camera sarà la prima/il primo di lista. Seguirà,al secondo posto la persona di genere opposto che ha raccolto più preferenze. E così via, in un’alternanza di genere perpetua.
Morale.
Per la Camera ci presentiamo in 4 maschietti e 6 femminucce. Io arrivo terzo su quattro con 143 preferenze. Le prime cinque donne raccolgono più preferenze di me.
Io sono inserito in settima posizione perché non ci siamo fatti mancare 2 inserimenti dall’alto, anche questi però in rigorosa alternanza di generee tre donne sono inserite dopo di me nonostante abbiamo catalizzato più preferenze personali.
Queste sono le quote rosa!
Perché ci sono?
La mia piccola e parziale esperienza di questi tre anni mi ha fatto vedere che la maggior parte delle persone che vogliono le quote rosa sono donne. E generalmente sono le donne che ambiscono, hanno bisogno, desidrano, non so neanche più io come dire, sentirsi Uome.
Le donne che sono donne, con il carico immenso di lavoro che la società attribuisce loro, senza saper restituire in modo coerente o quanto meno dignitoso, voglliono invece le pari opportunità.
Cioè creare condizioni tali per cui sia facilitata la partecipazione di tuttii senza discriminazioni e senza porre degli ostacoli oggettivi: una per per tutte è l’abitudine consolidata e difficile da estirpare, come la peggiore delle erbacce, di fare le riunioni di partito dopo cena.
Dopo cena è libero chi non si assume responsabilità nella conduzione domestica, ad esempio. Direte voi: beh, sta alla maturità della coppia. Sì, rispondo io. E a 2000 anni di cultura maschile alle spalle.
Non mi piacciono gli esempi della Tatcher e della Merkel: ritengo che la nostra società abbia bisogno di donne decisamente migliori che possano apportare capacità, conoscenze, sensibilità arrichenti e opportune.
L’esperienza che ho vissuto non mi fa pensare, ovviamente, che tutti i contesti seguano questo esempio, ma mi ha fatto capire ancor di più, se già non lo sapevo,quanto sia necessario lottare contro questa cultura delle percentuali di rappresentanza, se sterili e autoreferenziali.
Vi saluto.
Alessandro

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Di: Federico https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=373#comment-1177 Sun, 26 Jan 2014 19:22:08 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=373#comment-1177 Le cosiddette: “Quote rosa”, personalmente mi sanno di riconoscimento forzato. E’ giusto che ci siano molte più donne in politica, ma senza una percentuale fissa. Il merito conquistato sul campo è a prescindere dal sesso della persona. L’importante che siano sempre delle persone capaci, con una visione del futuro nitida. E, soprattutto, sappiano tradurre in progetti concreti, con azioni concrete, le proprie proposte di legge. Comunque rimango favorevole alle donne in politica, ma solo, come ho detto prima, per vero merito e non per imposizione di legge.

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Di: Patrizia https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=373#comment-1175 Sat, 25 Jan 2014 16:21:57 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=373#comment-1175 Concordo in pieno, penso che già la parola quota sia discriminante. Libertà assoluta nel votare e nel candidarsi. E le donne votino le donne ma quelle che valgono.

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Di: Pat https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=373#comment-1174 Sat, 25 Jan 2014 15:02:09 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=373#comment-1174 Ci sono anche tanti uomini che ogni giorno scendono a compromessi, calpestano la loro dignità e il loro orgoglio, e non devono neppure lottare per avere parità di diritti.

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Di: ale https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=373#comment-1172 Fri, 24 Jan 2014 17:56:47 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=373#comment-1172 Fossi donna mi incavolerei a essere trattata da esemplare sotto tutela con tanto di riserva nelle liste elettorali (italicum). Su questo campo ci vuole un’evoluzione culturale, non legislativa. E poi è così politicamente scorretto dire che sono più i maschi ad appassionarsi alla politica? Che senso ha fare le liste in base alla genetica piuttosto che alla passione e all’impegno? Di questo passo dovremmo riservare il 10% delle liste ai mancini, il 2% a chi ha i capelli rossi ecc

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Di: Giorgia https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=373#comment-1171 Fri, 24 Jan 2014 17:17:21 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=373#comment-1171 L’igienista dentale, la conduttrice televisiva, l’ex velina, Flavia Vento (che, scusatemi, ma non so come definire), la porno star… grandi rappresentanze, senza dubbio. Poveri noi. Altro che quote rosa, andrebbero istituite le “quote scandalo”.

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Di: Laura https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=373#comment-1170 Fri, 24 Jan 2014 16:54:15 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=373#comment-1170 Il caso Hollande,e Berlusconi,dimostrano, purtroppo,che a volte,noi donne
stesse,scendiamo a compromessi, pur di avere denaro e notorietà,calpestando dignità e orgoglio. Tante volte,i nostri atteggiamenti,danno ragione a chi ci ritiene esseri inferiori,e non degne di ottenere la tanto agognata parità di diritti.

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Di: Maurizio Berta https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=373#comment-1169 Fri, 24 Jan 2014 16:45:37 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=373#comment-1169 So di incontrare qualche disappunto per quanto dirò, però vi chiedo di offrire ad un vecchietto come me l’opportunità anche senza il “pari” , di andare un po’ contro corrente. Ho detto vecchietto perché questa considerazione all’età si associa abbastanza alla deprecata “nazione patriarcale” e a quanto Laura ad esempio ne fa conseguire. Veniamo al dunque secondo me: L’esasperata ricerca di slogan e nuove definizioni politicamente corrette ha contribuito a confondere idee da sempre civili e positive in ostacoli alla progressiva e conclamata emancipazione della donna e della parità dei suoi diritti. E’ pur vero che certe definizioni datate possono suscitare ilarità e sarcasmo come ad esempio : sesso debole, regina del focolare, donna di casa o casalinga ecc, ma lo stesso succede a me quando sento parlare di quote rosa o pari opportunità in ogni circostanza senza considerare tutti gli elementi che concorrono nella realtà a darmene ragione.
Mi trovo dunque a condividere in pieno quanto scrive l’amico Beppe aggiungendo quel tanto di zucchero o se preferite di dolcezza che rende prezioso il genere femminile . Una donna ha, rispetto all’uomo una qualità singolare che non concorre ad alcuna parità e credo continui ad essere ancora accettata dalla maggior parte di loro: Mettere al mondo i figli e amarli fino a quando spiccano il volo.
Fino a qualche decina di anni fa questo non era considerato come oggi una possibilità da limitare , rimandare, rifiutare, ma era considerata preziosa oltre che umanamente anche socialmente. In quel mondo retrogrado veniva valorizzata e compensata ad esempio con la limitazione degli anni lavorativi ai fini pensionistici . Guardando con occhi d’amore la Primavera di Botticelli considero sciocca la pretesa indefinita parità con l’uomo. Una pretesa che ha reso maschile la donna e femminile l’uomo tanto da rendere ridicoli entrambi.
Ho visto di recente una “operatrice ecologica (sic!)” trascinare un carretto della spazzatura sul gradino di un marciapiedi e ce l’ha fatta grazie all’aiuto di un ragazzone obeso ma generoso. Oggi ci sono le palestre, lo jogging, le diete e gli integratori; vuoi mettere con la fienagione e la mungitura?
Il lungo cammino della donna nella storia per raggiungere una pari dignità con l’uomo è stato e sarà ancora oggi sofferto specie presso certe culture o religioni ma rivendicare dignità e rispetto non credo sia una questione di quote.

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Di: Franco Senestro https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=373#comment-1168 Fri, 24 Jan 2014 12:26:39 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=373#comment-1168 Concordo con Beppe, anche se trovo un sottile filo di collegamento con l’articolo precedente, che parlava del caso Hollande e dell’uso del potere. Con pieno rispetto per le donne e per il loro contributo alla storia, bisogna riconoscere che ultimamente le quote rosa si sono spesso associate alle cronache rosa. Senza far nomi abbiamo casi di igieniste dentali, entrate in politicae “mi consenta” ma per una parte degli italiani sembra diventata cultura. Quasi come se per entrare nella riserva delle quote rosa, servissero ben altre misure, mentre magari dietro ci sono centinaia di attiviste che sacrificano il loro tempo e a volte la loro famiglia per il partito.
sai cosa sogno? Che in mezzo a tutto questo fiorire di partii (perché continuerà), un giorno si alzi una gentil signora e dica: “Adesso il partito lo fondo io “.

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