Commenti a: Ma cosa dovrei leggere… https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=443 il Blog di Beppe Gandolfo Wed, 10 Dec 2025 17:31:55 +0000 hourly 1 http://wordpress.org/?v=4.3.1 Di: gandolfo https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=443#comment-1526 Wed, 09 Apr 2014 14:35:13 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=443#comment-1526 Grazie dei consigli..

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Di: Pat https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=443#comment-1525 Wed, 09 Apr 2014 13:08:10 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=443#comment-1525 http://futura.unito.it/blog/si-puo-vivere-soli-libri/

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Di: Cristina https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=443#comment-1524 Wed, 09 Apr 2014 12:42:22 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=443#comment-1524 un tuffo nei classici quando non c’è altro che riesca ad intrigare …. magari una storia un pò gotica tipo “Giro di vite” di Henry James …

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Di: gandolfo https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=443#comment-1519 Sun, 06 Apr 2014 05:37:33 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=443#comment-1519 Ho solo scritto che negli ultimi tempi il gioco di Ripper era il meno peggio dei libri che ho letto.. Certo la casa degli spiriti era tutt’altra cosa.
Adesso sto rileggendo Todo modo di Sciascia.. Mamma mia che bello.. Ma appunto è un classico e non sta nei scaffali novità in libreria..

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Di: Benedetta https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=443#comment-1518 Sat, 05 Apr 2014 18:43:15 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=443#comment-1518 Carissimo Gandolfo,

Forse resto legata alle atmosfere della Allende legate alla “Casa degli Spiriti”, “Ritratto in seppia”, “Il piano infinito”…non so, il “Gioco di Ripper” mi ha lasciata perplessa. Circa i thriller ho apprezzato “le quattro casalinghe di Tokyo” e “Il bambino segreto” della Lackberg. Dovrei rivedere la Allende sotto una luce diversa….

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Di: Pat https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=443#comment-1515 Sat, 05 Apr 2014 09:38:09 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=443#comment-1515 Dire che mi piace leggere è riduttivo. Ho iniziato a leggere prestissimo e non ho ancora smesso. Leggo per passione, per aumentare conoscenza e cultura, ma anche perché è il modo migliore per trascorrere del tempo con me stessa e staccare dal mondo che mi circonda, penso che i lettori coltivino questa bella abitudine anche perché hanno un profondo bisogno di mettere un bel muro tra loro e il quotidiano e lo spessore di un libro è un muro fantastico! Leggo anche per lavoro e per curiosità. Per scoprire nuovi generi letterari e nuovi linguaggi. L’italiano è vivo e vivace e anche in continuo mutamento, il cambiamento mi incuriosisce sempre. In questa continua ricerca ho anche letto libri divertenti, scritti da giovani autori, libri con linguaggi e pensieri nuovi che mi hanno strappato sorrisi e mi hanno fatto riflettere sulle peculiarità del nostro mondo. Ma passione no. Quella continua a essere riservata a pochi titoli che oramai appartengono al passato remoto. Penso che nel panorama della letteratura contemporanea non esista un titolo che rimarrà nella storia. Mi spiace, ma a mio modesto parere, non esiste nessuno che possa essere indicato come il degno erede di Cesare Pavese, o il prosecutore dell’opera di Verga, di Pirandello o di Sciascia, neppure Camilleri, che per quanto bravo ha limiti legati al dialetto e di scarsa analisi della società, soprattutto in Montalbano. E per quanto mi dia da fare a leggere libri gialli e noir, nessuno può neppure avvicinarsi al misurato equilibrio di Simenon, alla sua incredibile capacità di delineare con pochi tratti essenziali situazioni, personaggi e luoghi. A differenza di quanto scrive Laura, io ho pubblicato e non lo reputo un percorso impossibile. E’ chiaro che se uno manda la sua opera prima a Mondadori, la possibilità di vedere il libro sugli scaffali della libreria diventa abbastanza remota, ma esistono buoni editori locali che fanno il loro lavoro con grande passione e impegno. Penso che anche nella scrittura, come in ogni lavoro, debba esistere una sorta di gavetta e di percorso di crescita, quindi esistono scalini obbligati. In tutto questo, nonostante abbia già pubblicato, non penso di aver ancora scritto un capolavoro degno di nota, diciamo che ho fatto dei buoni libri, alcuni anche molto curati, ma da qui ad avvicinarmi ai grandi della letteratura, ne passa! Il male della nostra epoca è che purtroppo nessuno ha coscienza dei propri limiti, delle proprie capacità e soprattutto del proprio mestiere: facendo presentazioni in giro per il Piemonte, sovente parlo con persone che scrivono. Moltissimi scrivono e pochi leggono. Come si spiega questa faccenda? La penso quindi in modo opposto rispetto a Laura: in Italia e nel mondo si pubblica troppo e questo va a discapito della qualità. Molti degli scrittori che incontro sono del tutto occasionali: faccio il medico ma ho scritto un libro, sono un assicuratore ma avevo una storia d’amore che mi piaceva e l’ho scritta! Ma una storia di che??? Io scrivo, e non è che ogni tanto mi diverto a visitare le persone e fare diagnosi o li consiglio sulle polizze vita! Saltando a piè pari il discorso di calciatori e veline che non prendo neppure in considerazione, in Italia vengono pubblicati circa 600 titoli al giorno. Vi pare una cifra normale? E’ logico pensare che i libri pubblicati non siano tutti capolavori, così come e logico pensare che non siano stati scritti da chi fa della scrittura il suo mestiere. L’editoria a pagamento ha poi generato un danno enorme, dare la possibilità a chiunque, pagando il giusto, di vedere il proprio libro pubblicato, è uno degli elementi che ammazza la letteratura. Qualcuno mi spiega il senso? Io scrivo un libro e pago per vederlo stampato. Capite che è solo un atto di vanità, un modo per auto darsi una botta di vita all’ego? Ma soprattutto, se non trovi un editore che creda nel tuo progetto, e sia disposto a pagarlo per averlo, non ti viene il dubbio che il tuo libro sia poco commerciale? Chiudo con una battuta: penso che il detto “Perché la tua vita sia completa devi fare tre cose: piantare un albero, fare un figlio e scrivere un libro” sia stato preso un po’ troppo sul serio. Bastano le prime due. Non è che tutti siamo obbligati a completare il percorso! 😉

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Di: Laura https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=443#comment-1501 Fri, 04 Apr 2014 14:49:26 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=443#comment-1501 Di libri ce ne sono molti e sicuramente la scelta è soggettiva. Consiglio vivamente le lacrime di Nietzsche. Una conversazione insolita fra Breuer e Nietzsche. Intenso, a tratti complesso, ma sicuramente interessante e ben scritto.
Purtroppo in Italia pubblicare è diventato quasi impossibile e le case editrici preferiscono i nomi noti (calciatori inclusi) perchè il fine non è la cultura ma il business. Ho scritto due romanzi, ma quando ho provato ad inviarlo a case editrici importanti mi è stato risposto, al telefono, che non essendo io una persona famosa nessuno avrebbe preso in considerazione i miei scritti. Credo che sia pieno di buoni romanzi e bravi scrittori, purtroppo se non si rischia e non si investe tempo nelle persone, lasciando spazio solo a calciatori, politici e veline… la cultura del libro non può che risentirne. Basterebbe leggere i manoscritti e pubblicare quelli meritevoli e non solo quelli raccomandati o quelli scritti (scritti???) da persone che non fanno sicuramente della cultura la loro arma vincente.

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Di: gandolfo https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=443#comment-1500 Thu, 03 Apr 2014 13:46:30 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=443#comment-1500 Bravo cesco seguiremo i consigli

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Di: fra ncesco vannucchi https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=443#comment-1499 Thu, 03 Apr 2014 11:15:59 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=443#comment-1499 Ho scoperto bruno marchio un grande talento ve lo consiglio
E’ uno scrittore genovese scrive in modo semplice,ma efficace
Ci possso consigliare alcuni titoli: colpi di coda , con la morte non si tratta.fatemi sapere ciao a tutti Cesco
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Di: gandolfo https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=443#comment-1497 Wed, 02 Apr 2014 15:34:09 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=443#comment-1497 Grazie benedetta, devo dire che invece a me “il gioco di Ripper” di Isabel Allende non è che dispiaciuto..

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