Commenti a: I nostri ragazzini e internet https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=453 il Blog di Beppe Gandolfo Wed, 10 Dec 2025 17:31:55 +0000 hourly 1 http://wordpress.org/?v=4.3.1 Di: Giorgia https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=453#comment-1565 Sun, 20 Apr 2014 05:21:34 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=453#comment-1565 INdubbiamente anche ai nostr tempi qualcuno si è suicidato, ma era uno, non uno al mese. Riguardo agli adulti, invece, sono un po’ più comprensiva: perdi tutto, il lavoro, la casa, non riesci a mantenere i tuoi figli, sei coperto di debiti… non giustifico il suicidio in nessun caso, ma diciamo che mi riesce più facile capirlo in questi casi piuttosto che per un ragazzino che si lancia dal balcone perché è stato insultato su FB.

Le colpe ai genitori le darei al 50%, l’altro 50% alla scuola, e proprio come ha detto chi mi ha preceduta “mancano gli educatori”. Mia mamma a scuola prendeva bacchettate e punizioni fisiche; io non ho avuto punizioni fisiche, ma punizioni sotto forma di “vai fuori dalla classe” (e anche qui, chi passava in corridoio ti prendeva in giro), compiti aggiuntivi, note sul diario. Tutte punizioni che a casa diventavano un raddoppio, non diventavano ritorsione contro il prof.
Facile per un ragazzino pensare che tutto gli è dovuto quando, ricevendo una punizione, viene difeso e protetto da mamma chioccia. Giustifico gli insegnanti che perdono qualsiasi stimolo a educare: chi me lo fa fare di provare a insegnare qualcosa al di fuori della mia materia, quando rischio una denuncia o il licenziamento?

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Di: Pat https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=453#comment-1564 Sat, 19 Apr 2014 21:30:20 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=453#comment-1564 Concordo con Paola. Non mancano i genitori, mancano gli educatori. In casa, a scuola, nello sport, in qualsiasi ambiente frequentino i nostri ragazzi. Questo fa di loro persone senza riferimenti e molto sole.

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Di: paola montresor https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=453#comment-1563 Sat, 19 Apr 2014 11:55:32 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=453#comment-1563 Infatti, carissimi,
… non vorrei banalizzare, ma il compito dei genitori è quello di educare. Per educare occorre implicare tutto se stessi. Forse è più facile piazzare un ragazzino davanti alla TV .. e ora …davanti a un pc!
C’è un aspetto preoccupante che molti trascurano: le nuove generazioni hanno in mano un mezzo che gli adulti troppo spesso non conoscono o non sanno manovrare con la stessa abilità con cui lo sanno manovrare e gestire i ragazzi.
Quando quelli della mia generazione guardavano la TV, i genitori potevano controllare più facilmente. E quando si andava ad un festino era semplice sapere indirizzi, conoscere persone.
Oggi educare credo sia una cosa un po’ più tosta … ma la radice è la stessa. Educo è un verbo latino …. …e-duco, cioè tiro fuori dal soggetto educando il meglio, lo faccio venire a galla, lo esalto.
Oggi tirar fuori dai nostri figli il meglio .. è esattamente come ieri ma, con mille provocazioni in più … anche per il compito di colui che è l’educatore.
Chi educa deve: implicare prima di tutto se stesso e poi conoscere .. e vagliare e capire … e correggere .. cioè .. reggere insieme …
Ci sarebbe da scrivere … altro che un’enciclopedia!!
Ripeto .. non voglio essere banale! Cercavo solo di essere sintetica!
C’è un’ultima cosa da dire: quello che lasciamo DAVVERO ai giovani NON va perduto.

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Di: gandolfo https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=453#comment-1562 Sat, 19 Apr 2014 10:35:05 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=453#comment-1562 Lo zio di Nadal a proposito delle follie di Fognini a Montecarlo: “non so, non lo conosco. Dico solo che gli alberi vanno raddrizzati da piccoli, dopo è troppo tardi”…

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Di: Camilla https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=453#comment-1559 Fri, 18 Apr 2014 16:38:05 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=453#comment-1559 Concordo al mille per mille con Patrizia. Francamente trovo abbastanza scontato il “li stiamo perdendo”, “non entriamo nel loro mondo”…certo! essere genitore comporta scelte, momenti nei quali sei il nemico numero uno, imposizioni non sempre simpatiche, così come comporta bellissimi momenti vissuti accanto ai propri figli. Molto più comodo mettersi davanti una bella maschera che si chiama “internet” o “rete” o come la volete chiamare. Molto più faticoso mantenere il contatto. Ogni giorno, tutti i giorni. Anche quando sai che non sarai adorato per quello che stai facendo, ma probabilmente un filino odiato. Detto questo, mi permetto di fare una piccola osservazione a Giorgia. Io di anni ne ho 10 più di te, e ti posso assicurare che conosco bene tutti gli scenari che hai descritto e che sono verissimi, ma anche allora come oggi ci sono stati ragazzi che hanno ceduto, che non sono riusciti a sopportare il peso di quello che forse allora non si chiamava bullismo, perchè semplicemente nessuno ne parlava. Così come anche qualche adulto che non riesce ad andare avanti e decide di fermarsi, di troncare tutto. Nessuno di loro, giovano o adulto è senza midollo, solo non è abbastanza forte, ma questa non è una colpa è solo un grande perdita. I giovani di oggi non sono senza midollo, più semplicemente, forse troppo spesso, sono senza genitori!

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Di: Giorgia https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=453#comment-1558 Fri, 18 Apr 2014 16:30:37 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=453#comment-1558 Mia mamma non ha mai letto i miei diari, non mi ha mai seguita/spiata, però due ceffoni al momento giusto non mi sono mai mancati. Lei è stata per me mamma e papà insieme (mio padre, quel grand’uomo, quando avevo 3 mesi ha deciso che non mi sopportava piangere, soprattutto durante le partite di calcio, e mi aveva scambiata per un sacco da boxe…), lasciandomi la totale libertà di sbagliare, di farmi ferite e cicatrici, di farmi le ossa e di capire che la vita è così: cadi e ti rialzi.
I bambini di oggi e gli adolescenti pare abbiano la malsana convinzione che tutto sia loro dovuto: il computer da 1400 euro, il cellulare da 800, i vestiti firmati, la playstation (e simili), la tv superfiga connessa a internet. Prendono una nota e i genitori fanno la ramanzina ai professori che, maledetti loro, hanno osato rimproverare il loro pargolo. Io prendevo una nota e uno schiaffo, altro che difese!
Visto come sta andando, tra ragazzini che si suicidano, altri che per un gioco si scolano 2 litri di alcol, altri che picchiano i passanti sempre per gioco, mi sa che c’è un solo rimedio: tornare ai due schiaffi, alle punizioni (che non vuol dire che per una sera niente pc), alla paghetta minima (non 50 euro a settimana) che salta per i brutti voti. Noi siamo cresciuti tutti così, e non siamo poi così malaccio, no?

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Di: Pat https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=453#comment-1557 Fri, 18 Apr 2014 11:25:35 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=453#comment-1557 Che difficile argomento! Difficile perché troppo facile a qualsiasi interpretazione. La colpa della solitudine e del disagio dei nostri ragazzi è di Internet, della casta (?) dei professori, degli amici e addirittura degli adolescenti stessi che sono dei deboli mollaccioni. Ho i brividi! Tutti noi abbiamo due figure interiori che regolano il nostro comportamento personale e di relazione, non solo durante la fase infantile e adolescenziale, ma per tutta la vita. Sono due figure che facciamo nostre dal momento della nascita in avanti: si chiamano mamma e papà. Questa è scienza e non fantascienza. La figura materna ci aiuta a relazionarci con noi stessi, quella paterna con l’esterno, con il resto del mondo. Loro sono il nostro unico riferimento e ci servono per crescere e per imparare a relazionarci e, in modo inconscio, a loro guarderemo nei momenti in cui dovremo fare le scelte più importanti della nostra vita. Il papà, in modo particolare, è il responsabile della nostra solidità, della nostra capacità di valutazione e della nostra autostima. Un rapporto sano con le figure genitoriali darà la giusta personalità all’adulto. Sano, non vuol dire “sempre liscio” sano, non vuol dire accondiscendente, sano, non vuol dire “da Mulino bianco”. Il rapporto conflittuale e critico è normale e aiuta i ragazzi a rapportarsi con la realtà. Dove sono i genitori? Cosa fanno? Di cosa si occupano? Esiste qualcosa da seguire più importante dei figli?
I nostri genitori forzavano i lucchetti dei diari, ascoltavano le nostre telefonate, sapevano cosa stavamo combinando ancor prima che decidessimo di farlo, ci stavano con il fiato sul collo e la nostra libertà era assai limitata, erano insomma dei grandi rompiballe, ma non ci perdevano di vista e dedicavano a noi gran parte, se non tutto, il loro tempo libero. Ora esiste la privacy del ragazzo. Ma la privacy de che??? Facciamoci furbi! Non facciamo travolgerci da questa inutile moda che nasconde egoismo e disinteresse. Stiamo DENTRO alla vita dei nostri figli , in tutti i modi e con tutte le nostre forze, avremo tempo di farci da parte quando saranno adulti. Loro sono il nostro tutto…facciamo in modo che un compagno cretino non ce li porti via.

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Di: Roberto https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=453#comment-1556 Fri, 18 Apr 2014 09:45:56 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=453#comment-1556 Che quello di Perissinotto è l’ennesimo attacco della casta al mondo online sul quale non hanno il controllo! Ma ci stanno provando, tramite Facebook e Microsoft…

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Di: Giorgia https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=453#comment-1555 Fri, 18 Apr 2014 05:54:32 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=453#comment-1555 Non so quanti anni hai Laura, ma io ne ho quasi 38 e quando andavo alle medie c’era già la tv con i suoi modelli, le riviste con le varie soubrettine, le mode da seguire sia per l’abbigliamento, sia per zaini e quaderni. C’erano già le rivalità tra le ragazze per essere l’indiscussa regina, c’erano i gruppetti, c’erano i balconi ai piani alti.
I social non amplificano niente, hanno solo sostituito la piazza (mettici quel che vuoi, io vivevo in un paesino di provincia e il ritrovo era la piazza), dove trovavi il compagno di scuola e quello del paese vicino che non conoscevi, ma ti prendeva in giro lo stesso perché lo facevano anche gli altri. A ogni angolo della piazza c’era un gruppo, di solito nato per scuola frequentata o età; dai 16-17 anni c’era invece l’accesso ai vari bar in piazza e questo sanciva il passaggio all’età adulta. Riti sociali che si sono ripetuti per anni (anche mia madre ha fatto lo stesso mio percorso!!!), e quante risate adesso con le stesse persone che 25 anni fa mi prendevano in giro perché ero grassa e avevo gli ochiali.
Non continuiamo a tenere gli adolescenti di oggi in una campana di vetro, non giustifichiamoli, non difendiamoli. Credo abbiano bisogno di imparare che la vita sarà sempre così, oggi c’è un cretino che ti dice che sei un cesso, domani ci sarà un datore di lavoro che ti farà sentire incapace, poi ci sarà un uomo che ti tradirà con una più giovane di te di 20 anni. Se dovessimo tutti suicidarci appena qualcosa non va, al mondo non resterebbe nessuno nel giro di qualche anno…

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Di: gandolfo https://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=453#comment-1554 Thu, 17 Apr 2014 18:15:30 +0000 http://ilpunto.unannoinpiemonte.com/?p=453#comment-1554 “sono peggio che i vigliacchi, pensano di poter dire qualsiasi cosa come se le loro parole non lasciassero tracce, solo perchè loro non lasciano tracce nascondendosi dietro l’ anonimato di un computer” (rapper Fedez)

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