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  • SCAFFALE: PIEMONTE DA GUSTARE DI PIERO ABRATE

    30 giugno 2023 • LUOGHI E LIBRI • 2105

    piemontedagustare

    Eccomi a sfogliare le pagine di un nuovo volume dedicato al mangiare. Piero Abrate, valente collega della carta stampata e dell’informazione on-line, ci fa da cicerone per le strade del Piemonte, comune per comune, alla scoperta di mille specialità, ricette o prodotti tipici. Divisa per province, questa guida va alla scoperta di quei piatti o di quelle golosità che si trovano solo nella nostra Regione: l’Italia ha un patrimonio unico al mondo nella norcineria, ma il salame cotto è solo piemontese. Lo stesso dicasi per i formaggi, ma il Montebore o la Robiola di Roccaverano si trovano esclusivamente in questi territori. Il Cardo gobbo nasce solo a Nizza Monferrato, la Mustardela deriva dalla cultura Valdese così come le Ravioles che si trovano in Valle Varaita e in tutte le comunità dove si parla ancora l’Occitano.

    E l’elenco potrebbe continuare all’infinito.

    Una cucina, quella piemontese, frutto dell’influenza francese e delle ricette di Casa Savoia, certamente. Ma anche di tanta territorialità: mille i modi di fare i plin o la polenta, di assaporare gli amaretti e il cioccolato, di preparare lo zabaglione. Sempre, però, con una costante: è una cucina che nasce dalla povertà, dalla sopravvivenza. Specie nelle campagne si è cresciuti con l’imperativo categorico del “Non si butta via nulla. Mai!”. A cominciare dal rito invernale della macellazione del maiale.

    Piero Abrate va alla scoperta di queste caratteristiche per raccontarci che il Piemonte non è solo tartufo o Brasato al Barolo: la vera ricchezza  di questa terra non si trova unicamente nelle eccellenze, ma soprattutto nei cosiddetti piatti poveri, che tanto poveri non sono. La Supa Barbetta della Val Pellice, le Grive di Langa, la frittata di Porri di Cervere, il Bunet con i Nocciolini di Chivasso e i Torcetti di Lanzo, sono piatti da Regine e da Re.

    E vogliamo parlare della Soma d’Aj? Non la conoscete? Beh, non sapete cosa vi perdete… un motivo in più per sfogliare queste pagine e per incamminarvi per le strade del Piemonte alla ricerca di queste leccornie: sarebbe meglio andare a piedi, perché di calorie ne incamererete in grande quantità, stando con le ginocchia sotto il tavolo. E, comunque, di strade, sentieri e cammini questa terra, dolce e aspra allo stesso tempo, ne ha parecchi e sono tutti da scoprire.

     

    PIERO ABRATE

    PIEMONTE DA GUSTARE

    EDIZIONI PEDRINI

    16 euro

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  • TRA UN ANNO SI VOTA: E TORNANO LE PROVINCE, FORSE

    29 giugno 2023 • COSE NOSTRE • 2326

    ELEZIONI

    Esattamente tra un anno saremo chiamati alle urne per eleggere i rappresentanti del Nord-Ovest al Parlamento Europeo, per scegliere il Presidente della Regione Piemonte e il Consiglio Regionale, in centinaia di comuni si voterà anche per il Sindaco e il Consiglio Comunale. Si conosce già la data esatta dell’Election Day, il 9 giugno 2024. Così ha deciso l’Europa.

    Per il Parlamento Europeo tutto si stabilirà nelle varie segreterie dei partiti: candidature, capilista, collegi sono in mano ai notabili che tirano le fila della politica, e a noi cittadini non resterà che mettere una croce sul simbolo preferito. Nei Comuni, grandi e piccoli che saranno chiamati al voto, è un rincorrersi di voci su conferme, abbandoni, corteggiamenti e i prossimi mesi saranno decisivi per capire chi parteciperà alla corsa per la poltrona di primo cittadino.

    Per la Regione i giochi sembrano ormai definiti da una parte, e in alto mare dall’altra. Il presidente uscente, Alberto Cirio, ha già fatto capire – più o meno velatamente – la sua disponibilità a guidare il Piemonte per altri 5 anni. Se gli elettori lo vorranno. E la scomparsa di Silvio Berlusconi non dovrebbe cambiare le carte in tavola, nel centrodestra. Il centrosinistra invece è un cantiere aperto, anzi apertissimo. Nessun candidatura ufficiale, soltanto voci, smentite, nomi di papabili pronunciati al mattino, che muoiono entro sera. Dopo Chiamparino la sinistra pare incapace di aggregarsi attorno a un nome, a un gruppo dirigente, che possa concorrere con buone prospettive alla guida del Grattacielo Piemonte.

    Ma attenzione, si potrebbe andar al voto anche per l’elezione delle Province. Le ricordate? C’erano, poi furono abolite da Renzi, poi arrivarono le città metropolitane e adesso in Parlamento si sta discutendo una legge che prevede il ritorno con il suffragio diretto dei cittadini.

    La nostra politica non finirà mai di stupirci.

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  • LA TRUFFA DELLE AUTOSTRADE

    22 giugno 2023 • COSE NOSTRE • 2298

    AUTOSTRADAPEDAGGI

     

    Dicesi “truffa quel reato ai danni del patrimonio di un’altra persona eseguito mediante falsificazioni o raggiri allo  scopo di trarne profitto”.

    In base a questa spiegazione giuridica mi permetto di chiamare truffa quella che, da anni, stanno perpetrando le varie società che gestiscono le autostrade italiane ai danni degli automobilisti. E mi spiego ancora meglio: se tu mi fai pagare un pedaggio promettendomi un servizio che poi non mi garantisci mi stai dicendo il falso e mi stai raggirando. E’ chiaro?

    Sono disposto a pagare un prezzo (piuttosto elevato: fra i più cari d’ Europa e, in Piemonte, fra i più cari d’ Italia) in cambio della promessa che impiegherò meno tempo per percorrere quel tratto di strada. Ma se poi – causa cantieri, interruzioni, cambi di corsia, ecc – quel risparmio di tempo non c’è (o peggio mi trovo ad affrontare ritardi e blocchi nel traffico) non dovrei pagare nulla. E invece….

    Negli ultimi week end chi dal Piemonte ha voluto recarsi in Liguria si è trovato ad affrontare vere e proprie peregrinazioni. Chilometri e chilometri di code – 5 ore per arrivare da Marene a Savona – intasamenti, blocchi, ecc. Ma puntuale all’uscita, al casello, la sbarra per il pagamento del pedaggio è ben attiva.

    Sono intervenuti i presidenti di Piemonte e Liguria che hanno incontrato i vertici delle società Autostrade, promesse e assicurazioni per il futuro, ma…

    Le varie associazioni consumatori o automobilisti dove sono? Se si tratta di truffa, voglio essere rimborsato, ma so di non potermi permettere una causa legale personale. Quando ci sarà una class action collettiva? Se chi gestisce le autostrade italiane non è in grado di garantirmi un servizio, almeno non me lo faccia pagare, poi deciderò io stesso se andare lo stesso sulle loro vie di comunicazione, se prendere le statali, le provinciali, le mulattiere o stare a casa.

    Ma almeno non avrò, oltre al danno, anche la  beffa del pedaggio.

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  • ED ECCO IL CARPIONATO DEL MONDO

    17 giugno 2023 • CINQUE SENSI • 2292

    carpionato

    Il Carpionato del mondo vuole far “giocare” con un piatto tipico della nostra tradizione estiva, dandogli nuova dignità e visibilità. Il carpione è una marinatura con aglio, aceto, vino, cipolle e salvia. In questo “bagnetto” si fanno riposare (almeno per una notte prima di gustarli, rigorosamente freddi) ortaggi, uova, carni o pesci, prima fritti o bolliti. L’origine del carpione risale probabilmente al Medioevo (ma ce ne sono tracce già tra i Romani) e rispondeva alla necessità di conservare gli alimenti quando ancora i frigoriferi erano di là da venire.

    Il carpione è ecologico e a basso impatto ambientale. Non serve il freddo, basta il fresco. È un piatto della tradizione contadina estiva. Il Carpionato del mondo vuole rilanciare l’uso dell’agro, delle marinature e del classico aceto di vino piemontese.

    Dove si disputa questo “Carpionato del mondo”?

    Saranno coinvolti con la stessa vitalità e fantasia del Bagna Cauda Day un gruppo di ristoranti e agriturismo piemontesi che si rivolgeranno al grande pubblico dei bagnacaudisti proponendo il nuovo appuntamento da “carpionisti”.

    Il Carpionato del mondo si gioca tutta l’estate 2023 dal 23 giugno al 23 settembre per un totale di 12 settimane.

    Chi potrà partecipare

    Ristoranti, trattorie, agriturismi che si impegnino ad avere in carta per tutta l’estate 2023 un loro piatto di carpione proposto a prezzo libero e dichiarato. I locali possono aggiungere al prezzo indicato comunicandolo altre cose tipo antipastini, dolce, caffè, ecc.  (come avviene per il Bagna cauda day).

    Il locale metterà sul conto il piatto di carpione come da indicazione comunicata in precedenza. Altri piatti o servizi se richiesti e concordati saranno addebitati sul conto finale.

    Possono aderire per serate e week end speciali a tema anche alcune Pro loco, la cui adesione al Carpionato è da concordare volta per volta.

    I molti modi di fare il carpione

    Ogni locale dovrà fornire la ricetta e gli ingredienti dettagliati del proprio carpione (uova, carni, pesce, verdure, ecc) che sarà pubblicata e divulgata sul sito dell’evento. Le prenotazioni vengono raccolte direttamente dai responsabili dei locali che le gestiscono al meglio.

    Astigiani sul sito www.carpionatodelmondo.it , collegato a quello del bagnacaudaday.it pubblicherà l’elenco di tutti locali che partecipano al Carpionato del mondo con la loro descrizione (posti all’aperto ecc) e su come raggiungerli.

    Ogni locale avrà una scheda dove raccontare come fanno il carpione. Durante le settimane e i mesi dell’evento ogni locale oltre che la pagina fissa sul sito verrà presentato sui social con foto e scheda

    Fatevi dare il lasciapassare del Carpionato del mondo

    Ogni locale aderente riceverà da Astigiani il libretto-lasciapassare da regalare ai carpionisti. Il libretto conterrà il racconto del contesto storico del carpione nel mondo con interventi e citazioni letterarie. Potrete leggere la storia affascinante di questo piatto straordinario. Nelle due pagine centrali ci sarà lo spazio dove mettere i timbri identificativi del locale che certificano il passaggio del carpionista dal locale. I timbri con il logo del Carpionato del mondo saranno personalizzati con il nome del locale e forniti a tutti i locali.

    Premi ai carpionisti più assidui

    Al termine del Carpionato chi avrà raccolto tra i carpionisti più bolli di locali diversi (5- 10- 15) e lo presenterà o ne manderà la foto ad Astigiani riceverà una dotazione di prodotti o servizi da Astigiani tramite gli alleati dell’evento. Ci sono a disposizione decine di cene e altri premi gustosissimi per chi avrà raggiunto i dieci timbri. E infine chi arriverà ad avere 15 timbri entrerà nell’albo d’oro del “carpionato del mondo” con la celebre musica di sottofondo rivisitata: “We are the carpions”!

    Molti modi per dire “carpione” nelle cucine del mondo

    Una precisazione etimologica è necessaria per motivare la diffusione di questa preparazione. Lo storico Franco Cardini pone all’origine il termine castigliano escabeche, a sua volta proveniente dal persiano sikbaj. Sembra però che la tradizione culinaria araba non abbia recepito questo termine, mentre grande fortuna ha avuto negli idiomi della penisola iberica (escabeche) e italica (scapece). A questi paesi, e a quelli sotto l’influenza spagnola e portoghese, dobbiamo guardare per rintracciare i piatti “in agro”, il cui comune denominatore, a parte l’aceto e i variabili aromi aggiunti (aglio, cipolla, salvia, rosmarino, mentuccia, zafferano), è la frittura dell’alimento base.

    In Liguria c’è lo scabeccio, con piccoli pesci come le acciughe, al Centro-Sud predomina la/lo scapece: da quella molisana (a base di pezzi di pesce) a quella gallipolina, particolare per l’uso del pangrattato e dello zafferano, passando per la scapece di zucchine (Campania), per lo scapece trapanese (con le parti meno pregiate del tonno). In Sardegna, sia per il pesce sia per le olive, si fa su scabecciu, mentre a Orbetello lo scaveccio prevede l’anguilla a tranci. In Piemonte e in Veneto le parole cambiano: da un lato il carpione, dall’altro il saor, buono per marinare le sarde ma anche alcuni ortaggi.

    Nella cucina spagnola e portoghese è abituale trovare piatti “escabechados”: cozze, sardine, tonno, baccalà fino ad alcune carni bianche, come il pollo e le quaglie. Anche la Francia ne è toccata, con le provenzali sardine (o sgombri) en escabeche.

    Gli escabeche sono diffusissimi in Centro e Sud America: Argentina e Bolivia (con le carni), Perù, Cuba, Giamaica (con il pesce), Cile (con la cipolla fresca).

     

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  • SCAFFALE: TALLONE E LA RAGAZZA DEL BRISTOL

    16 giugno 2023 • LUOGHI E LIBRI • 2352

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    Chi è Clarice Cavalcante? Con questa domanda apre la prima aletta di copertina de “La ragazza del Bristol” di Massimo Tallone, edito da Edizioni del Capricorno per la collana Piemonte in Noir. Ed è una domanda che ha risposta solo se siete disposti a mettervi in gioco in modo completo e senza alcun tipo di pregiudizio, interfacciandovi con la mente articolata e imprevedibile dell’autore.

    Anche questa volta, Tallone si diverte a scrivere un giallo di grande spessore, dove, a una trama coinvolgente e perfetta, aggiunge personaggi tridimensionali con l’animo scandagliato nel profondo e spiattellato nero su bianco.

    Le donne sono protagoniste indiscusse. Clarice Cavalcanti, con gambe sinuose e così perfette da produrre fascinazione in chiunque le guardi e destinate a “cavalcare” in modo prepotente e potente l’intero romanzo. Aurora, sua fidata collaboratrice, avvolta dalla luce riflessa di Clarice, disposta a tutto pur di continuare a condividere il progetto e la scena con lei. E Elena Tarso, che pur di diventare giornalista, è pronta a imbarcarsi in un’avventura che rivela subito torbidi contorni, un autentico lancio senza paracadute. Donne quindi: belle, affascinanti, spietate, ingenue, determinate e destinate a entrare in conflitto. L’autore, con la sua straordinaria capacità di scrittura, pare si diverta a spiare, e a farci spiare, le loro vite, i loro stati d’animo, le loro reazioni, quasi non fosse lui a crearle.

    Lo spunto è la partenza del leggendario “Postale dei Fiordi”, un esclusivo evento itinerante e blindatissimo, a cui possono avere accesso solo ricchi eccentrici, selezionati dalla stessa Clarice. Una tappa del Postale è in un castello della collina torinese, e proprio questa è la ghiotta occasione in cui Elena, aspirante giornalista, viene infiltrata per portare in redazione un reportage unico, destinato a destare curiosità e clamore mediatico. Uno degli ospiti viene però trovato morto nella piscina del castello e da qui parte l’avventura che si dipana con colpi di scena magistrali, quanto imprevisti. Quello che ha le caratteristiche di un classico “delitto in camera chiusa” in realtà trova spazi infiniti e ampi voli di fantasia.

    Lo sguardo e la penna di Tallone affondano nel mondo del jet-set fatto di maschere, di personaggi fasulli, di veri ricchi, di abili truffatori e di esser umani quanto meno discutibili.

    Tutto il romanzo regala ampi spunti di riflessione sull’animo umano, alla domanda “Chi è Clarice Cavalcanti ?” se ne aggiungono altre, “Chi è Aurora, chi è Elena?” e così via… Perché tutti noi abbiamo incrociato nel cammino della nostra vita un personaggio che ci ha affascinato e coinvolto al limite dell’adorazione, tutti noi abbiamo esperienza di persone che vivono di luce riflessa e non riescono a uscire da quel fascio di luce, nonostante quel faro nasconda abilmente ampie zone di buio.

    Massimo Tallone ci tiene incollati a più di trecento pagine con maestria, con la sua scrittura fantasiosa e potente, e con personaggi così unici, intagliati e reali, da appartenere all’animo sfaccettato di ciascuno di noi. E sfido chiunque ad affermare che non avreste mai voluto essere, almeno una volta nella vita, Clarice Cavalcanti.

    PATRIZIA DURANTE

     

    Titolo: La ragazza del Bristol

    Autore: Massimo Tallone

    Editore: Edizioni del Capricorno

    Prezzo: 13.00 euro

     

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  • E SE FACESSIMO CUNEO CAPITALE DEL PIEMONTE

    15 giugno 2023 • COSE NOSTRE • 1879

    CUNEO

    Cuneo supera e batte Torino per reddito pro-capite, per numero di persone che lavorano, per più basso tasso di disoccupazione, per sopravvivenza delle imprese, per crescita del numero di abitanti. E l’elenco potrebbe continuare. Insomma, la provincia di Cuneo continua a tenere botta e a dimostrarsi più solida e ricca del capoluogo Torino e dei suoi territori.

    I dati registrati dalla Camera di Commercio di Cuneo, peraltro, parlano molto chiaro. Il turismo in Granda nel 2022 è cresciuto del 30,1 per cento rispetto all’anno precedente; la disoccupazione è ferma al 3,7 per cento, anzi tra le difficoltà segnalate c’è quella di reperire – nel Cuneese – personale da assumere, i particolare quello specializzato.

    Se l’anno scorso il Piemonte ha perso complessivamente 101mila abitanti (a Torino nei primi tre mesi del 2023 sono nati soltanto 1210 bambini contro i 14mila di dieci anni prima), nel Cuneese il numero di residenti è sceso soltanto di 6mila unità.  Migliora, infine, il rapporto con l’estero sia per quel che concerne l’import che l’export.

    Insomma, dati incontrovertibili e che ci fanno dire che forse è giunto il momento di spostare la capitale del Piemonte da Torino a Cuneo.

    Non parlo di strutture amministrative: il grattacielo della Regione resti pure lì, a Torino-Sud.

    Ma è giunta l’ora che il presidente Cirio (d’altronde lui è un “langhetto”) e i suoi assessori, le istituzioni, le banche, insomma tutti coloro che operano in Piemonte, che organizzano eventi, che fanno informazione, ecc…. guardino con maggiore attenzione alla Provincia Granda piuttosto che sempre e solo a Torino.  Che pare una città ferma, bloccata.

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  • GIROVAGANDO: IL MUSEO DI CAVALLERIA DI PINEROLO

    9 giugno 2023 • LUOGHI E LIBRI • 2276

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    Per tantissimi la città di Pinerolo rimane sinonimo di Cavalleria, tant’è che in questi anni si è coniata l’identità: Pinerolo è Cavalleria. Il Museo Storico nazionale, che dal 1968 ha sede nell’antica Caserma Principe Amedeo, ripercorre la vita della famosa Scuola e dell’Arma attraverso l’evoluzione dell’uniforme, i copricapo, le medaglie e le decorazioni, le bandiere e gli stendardi.

    Con le sue 33 sale si tratta di uno dei musei più importanti d’Europa dedicati alla Cavalleria. Le collezioni permanenti comprendono le carrozze della Belle Époque, la Scuola di Cavalleria di Pinerolo e le memorabili imprese del Capitano Caprilli, le uniformi di Cavalleria degli ultimi 300 anni di storia, le migliaia di soldatini rievocativi con i giganteschi plastici della Battaglia di Waterloo, la preziosa la raccolta documentaria delle fotografie d’epoca dalle imprese ai protagonisti, delle telepittoriche e dei bozzetti bronzei, dei trofei.

    Il Museo, adatto a tutte le fasce d’età, è in grado di far rivivere gli ultimi tre secoli della storia d’Italia attraverso una ricchissima collezione di uniformi, dipinti, fotografie e sculture e, in particolare la storia di Pinerolo con la sua Scuola di Cavalleria e le memorabili imprese del Capitano Caprilli, maestro mondiale di equitazione.

    Con la collezione di migliaia di soldatini rievocativi, le ambientazioni con i cavalli imbalsamati e le carrozze della Belle Époque, è considerato uno tra i più ricchi musei militari a livello europeo.

    La visita al  Museo è gratuita al pubblico e le sale sono visitabili nei giorni di martedì, giovedì e domenica

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  • CODE AL SALONE E LIBRERIE SEMIVUOTE

    8 giugno 2023 • COSE NOSTRE • 2229

    CODESALONE

    Tutti contenti ed entusiasti – io per primo – dei risultati dell’ edizione 2023 del Salone Internazionale del Libro di Torino. 215mila visitatori, crescita generalizzata delle vendite, folla agli stand delle case editrici, ressa agli incontri con gli scrittori. Ne ha tratto giovamento non soltanto l’ organizzazione della kermesse letteraria, ma l’ insieme del sistema Torino e Piemonte. Hotel, ristoranti, bed and breakfast al completo.

    Quindi, tutti felici. E mi aggrego alla festa.

    Però mi pongo anche una domanda: quei 215mila visitatori sanno che in tutte le città e i paesi del mondo ci sono librerie aperte tutto l’ anno? Che quei volumi che hanno acquistato al Salone si possono trovare anche fra gli scaffali, freschi o polverosi, delle rivendite di libri o delle centinaia di biblioteche sparse sul territorio. E invece spesso regna il deserto e per una libreria che apre altre decine abbassano le serrande definitivamente. Molti per le loro letture preferiscono scegliere sulle piattaforme on-line; sono sempre in aumento quelli che usufruiscono dei volumi digitali e degli audiolibri. Mentre i librai fanno fatica a sopravvivere.

    Per diversi giorni, passeggiando fra gli stand e osservando le code – anche sotto la pioggia battente – ho cercato una risposta al perché i visitatori preferissero pagare il prezzo del biglietto (senza peraltro uno sconto garantito sull’ acquisto dei volumi) piuttosto che andare tranquillamente in libreria. Quella risposta non l’ ho trovata. Mi auguro, però, che l’ andare al Salone non sia solo una moda passeggera, una caccia al selfie, all’ autografo, all’ incontro con il vip. Ma che ognuno di quei 215mila visitatori leggano quest’ anno almeno un libro in più, uno per ciascuno.

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  • Napoleone e le Cantine Bonaparte, a Mondovi’

    3 giugno 2023 • CINQUE SENSI • 9062

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    01Riuscite a immaginare Napoleone, il grande condottiero e conquistatore, che rimane senza fiato davanti a un panorama? Ebbene, pare che questo sia accaduto a Mondovì quando l’Empereur si affacciò alla sommità della torre del Belvedere. La sua esclamazione fa parte della storia: “Noi siamo qui, nel più bel paese del mondo!”

    Così come è storia che Napoleone non si trovasse a Mondovì per turismo ma per la prima Campagna d’Italia. La stessa cittadina fu conquistata per due volte dalle truppe francesi e il 21 aprile del 1796 è ricordato per la battaglia in cui furono sconfitte le truppe austro-piemontesi. Qui si posero le basi per l’armistizio di Cherasco e le successive vittorie sull’Austria.

    L’eco delle battaglie e oramai lontano ma Mondovì, come allora,  continua a essere una deliziosa cittadina e il panorama che la circonda è ancora mozzafiato.

    Napoleone, come in molte città piemontesi e non solo, ha lasciato tracce del suo passaggio in alcuni punti aulici e storici, ma a Mondovì lo ha fatto anche in un locale meno pretenzioso dal punto di vista storico, ma certamente importante per quello del palato: le Cantine Bonaparte.

    Si tratta di un ottima osteria vineria situata in piazza Maggiore, il salotto di Mondovì, la scala che porta nelle Cantine è a lato della piazza, sotto l’insegna della farmacia. Il palazzo che le ospita  risale al 1500, ma si presume che le sue fondamenta siano ancora più antiche e che fossero quelle della prima cattedrale della cittadina. L’ambiente è curato e accogliente senza però abbandonare l’insegna della tranquillità e dell’informalità. Con il clima favorevole, potrete cenare sulla meravigliosa terrazza che si affaccia sulle Langhe Monregalesi, il panorama vi lascerà stupiti e anche voi come Napoleone rimarrete senza fiato.

    I menù proposti sono elaborazioni dei piatti della tradizione piemontese: ottime le carni, ma anche i primi meritano attenzione.  La cantina ha un’ampia scelta di vini nazionali e internazionali, serviti anche a calice, accompagnato da paste di meliga per un dopocena sfizioso, o per un aperitivo con gli amici. Nella pausa pranzo vengono proposti piatti veloci e leggeri, ideali per chi deve tornare al lavoro.

    L’ultimo venerdì del mese, finita la cena, si può godere dell’esibizione live di gruppi musicali, vario e articolato è il repertorio che spazia dal jazz, al blues alla musica d’autore. Insomma, se vi trovate a passare per Mondovì, fate una sosta e godetevi il cibo e il panorama, un’accoppiata formidabile!

    Patrizia Durante

    CANTINE BONAPARTE – PIAZZA MAGGIORE 3 – MONDOVì – TEL 0174 553074

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  • SCAFFALE: BLINI E TORINO LA CHIUSURA DEL CERCHIO

    2 giugno 2023 • LUOGHI E LIBRI • 2245

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    L’amore per Lucento, noto quartiere torinese, è davvero sempre presente nel cuore di Maurizio Blini, che qui è nato e vissuto ed è sfondo silenzioso, ma molto reale, in molti suoi libri e racconti. E anche nell’ultimo  lavoro, pubblicato da Fratelli Frilli Editori, con il titolo “Torino la chiusura del cerchio”, assume ruolo importante: proprio durante uno scavo in un’area giochi per bambini, vengono rinvenute delle ossa umane. Da questo episodio partono le indagini della sezione omicidi della Questura cittadina. In contemporanea la DIGOS sta seguendo le tracce di un terrorista che pare sia riuscito a nascondersi e a condurre per decenni una nuova vita. Tra le due indagini Blini inserisce la storia di Mario, un pensionato alle prese con un figlio, esasperato e guidato da una moglie senza scrupoli, che vorrebbe disfarsi del padre ricoverandolo in una RSA per poter vendere l’appartamento.

    Tre storie distinte e separate, in cui il lettore si trova immerso, chiedendosi quali siano gli intrecci e soprattutto come riuscirà l’autore a dare un senso a episodi così slegati e apparentemente lontani.

    L’ispettore Federico scopre ben presto che le ossa appartengono a tre donne e giacciono sottoterra dal lontano 1974. Un vero e proprio Cold case che pare senza soluzione, anche per l’oggettiva difficoltà nel reperire testimoni ancora vivi e con buona memoria. Vivaldi e Meucci, storici personaggi dei Gialli firmati Blini, aiutano l’amico ispettore con preziosi consigli inviati da Cuba via mail, palesando la loro assoluta volontà di rimanere a godere della bellezza della loro nuova vita nell’isola.

    L’indagine della DiGOS ci accompagna indietro nel tempo, in un mondo apparentemente lontano e con cui non abbiamo fatto ancora bene i conti. Se però rispolveriamo la memoria, tra le righe scritte da Blini, possiamo ancora sentire riecheggiare gli spari, così come possiamo quasi toccare con mano, il clima grigio e di terrore che permeava la nostra città e l’Italia intera.

    La storia del pensionato Mario è una vera chicca: Blini riesce a farci capire l’amarezza, la disillusione e la frustrazione del suo personaggio. Così simile a quella di molti anziani che si trovano spiazzati e confusi, davanti a decisioni prese da chi dovrebbe amarli, accudirli e proteggerli. Mario però non si rassegna all’ipotesi di un’esistenza vuota e alienante e trova il modo per combattere contro un destino che pare segnato.

    In questo intreccio tra storie diverse, tra passato e presente Maurizio Blini prende per mano il lettore e lo accompagna con maestria tra le strade, i locali e i personaggi del suo quartiere, facendo vivere la vera essenza di quella periferia così caratterizzata da essere paese e vera comunità. È un libro profondo, dove il “Giallo”, seppur costruito in modo impeccabile, è una scusa per scandagliare l’animo umano e sollecitare nel lettore alcune riflessioni sul nostro recente passato, ma anche sul futuro e sui valori che sembrano imperanti nella nostra società.

    Patrizia Durante

    MAURIZIO BLINI

    TORINO LA CHIUSURA DEL CERCHIO, UNA NUOVA INDAGINE PER VIVALDI E MEUCCI

     

    FRATELLI FRILLI EDITORI

    16.90 Euro

     

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