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  • E SE TORNASSIMO ALLA LEGNA?

    27 ottobre 2022 • COSE NOSTRE • 2302

    POTAGER

    Quando ero bambino e andavo dai nonni in Langa, dormivo nel lettino accano alla stufa a legna e mi scaldavo con il “prete” e la boule dell’acqua calda. Il risveglio non era segnato dal profumo della caffè della moka, ma dall’aroma del minestrone che già bolliva, di primo mattino, sul potagè. Sono cresciuto, sono diventato un uomo alto un metro e 85 e peso più di 90 chili. Ricordo quell’infanzia caratterizzata dalla quasi assenza di raffreddori e influenze: il mio libretto delle assenze alle scuole elementari e medie era praticamente intonso.

    Oggi i nostri ragazzi crescono con una media di 20-22 gradi di temperatura in casa e in classe, li accompagniamo a scuola con l’automobile fin dentro l’atrio per paura che prendano freddo, si bagnino quando piove e si ammalino. Se non bastano i piumoni, usiamo anche le termocoperte per scaldar loro i lettini. Sono più robusti e più sani di noi? No.

    Eppure sento genitori allarmati per la crisi energetica e la necessità di ridurre di qualche grado i caloriferi e di diminuire le ore di accensione degli impianti di riscaldamento.

    E invece forse è l’occasione per tornare ad una vita o un po’ più spartana ma altrettanto sana. Una felpa o un maglioncino in più, anche quando si sta in casa nel prossimo inverno, non saranno la fine del mondo. E chi ce l’ha potrà usare magari la stufa o il camino a legna.  Il fascino di quel fuoco è garantito e poi – ve lo assicuro con assoluta certezza – il minestrone cotto sul potagè è molto più saporito di quello preparato sui fornelli a gas o sulle piastre a induzione.

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  • LA BONTA’ DELLE CASTAGNE DELLA VAL PELLICE

    22 ottobre 2022 • CINQUE SENSI • 2616

    castagna (1)

    La bellezza di andar per castagne proprio quando le foglie ingialliscono e cominciano a cadere, quando i sentieri nei boschi si riempiono di ricci aperti e di frutti belli, sodi, color marrone, e nell’ aria c’è quel profumo di funghi e umidità, mentre in casa crepita il camino. Abbiamo provato tutte queste emozioni su per le montagne della Valle Pellice, in provincia di Torino, attorno ai 750 metri di altitudine dove troviamo centinaia di alberi secolari. Crescono dai 500 ai 900 metri di altitudine e nel 2001 è nata un’ Associazione di Produttori con precise regole di coltivazione e di raccolta. Negli ultimi anni in Val Pellice sono stati realizzati centiaia di innesti su piante giovani valorizzando le antiche varietà di Gioviasca e Marrone.

    Non è vero che le castagne sono di chiunque le raccoglie. E’ possibile prendere soltanto quelle cadute sul sentiero, vietato inoltrarsi nei terreni privati. Quando si apre il riccio e cadono a terra significa che sono perfettamente mature, mentre per riconoscere i marroni basta osservare quelli con striature più evidenti.

    Mille modi per gustare le castagne, dalle classiche caldarroste oppure al forno, al sale, bollite o in altri modi. Noi siamo andati all’ 0steria dei Barbet a Villar Pellice per provare un intero menù a base di castagne: dai tajarin fatti con farina di castagne, alla minestra di latte e castagne, ai formaggi della Val Pellice abbinati a castagne caramellate per finire con il classico castagnaccio. Il tutto innaffiato con i vini del Pinerolese, bianchi e rossi.

    E c’ è anche il pane di castagne fatto a Bobbio Pellice da un panificatore marchigiano che cuoce le classiche micche ancora su forno a legna.

    Un tempo le castagne erano il cibo dei poveri specie in queste montagne, oggi sono un’ autentica prelibatezza da gustarsi in mezzo a boschi e vallate di incredibile bellezza

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  • SCAFFALE: PIERO ABRATE CON PIEMONTE E VALLE D’ AOSTA

    21 ottobre 2022 • LUOGHI E LIBRI • 2270

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    Quindici tour diversi per scoprire le 8 province del Piemonte e la confinante Valle d’ Aosta. Itinerari per approfondire la conoscenza del territorio, delle sue bellezze naturalistiche, storiche, culturali ma anche dei vini e dei cibi più caratteristici e prelibati. Non soltanto le mete più famose e iconiche ma anche angoli nascosti e quasi sconosciuti.

    Ogni tour è illustrato da fotografie che diventano il primo impatto descrittivo di Piemonte e Valle d’ Aosta.

    Una guida per turisti, quindi? Non solo. Il giornalista Piero Abrate nelle 170 pagine del suo volume conduce per mano il lettore a passeggio per le Langhe e per il Canavese, fra i grandi e i piccoli laghi, sulle vette del Monte Bianco, del Monviso e del Rosa,  a degustare le prelibatezze del Monferrato e del Biellese, fra le risaie del Vercellese e dell’ Alessandrino…. con la consapevolezza che Piemonte e Valle d’ Aosta possono regalare ancora – e a tutti – sorprese e conferme con  tanti luoghi straordinari tuttora da scoprire.

    Alla fine della lettura non resisterete alla voglia di mettervi in viaggio alla scoperta di queste terre

    MERAVIGLIOSA ITALIA: PIEMONTE VALLE D’ AOSTA

    PIERO ABRATE

    EDIZIONI PEDRINI

    18 euro

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  • SE IL LAVORO DIVENTA SCHIAVITU’

    20 ottobre 2022 • COSE NOSTRE • 2177

    rider

    “Sebastian lei è licenziato perché ieri non ha rispettato gli impegni di lavoro presi con la nostra organizzazione”. Peccato che Sebastian – ieri – fosse morto , ucciso da una vettura che ha travolto la sua bici mentre stava consegnando un pranzo. E’ l’ ennesima tragedia accaduta a un rider, questa volta a Firenze. E quanti ne vediamo sfrecciare per le strade della nostra città con il carico di cibo sulla bicicletta da portarci a casa. Anzi, portarvi, perché personalmente ho sempre rifiutato i delivery. Si sa, che dietro a quel servizio, c’è una vera e propria forma di schiavitù.

    Senza contratto, senza assicurazione: vengono pagati, in media, 10 euro lordi all’ora, cioè meno di 7 euro netti. Fate due conti e capirete. A contattarli è una app gestita da un algoritmo (lo stesso che ha licenziato Sebastian, a Firenze). Più lavori, più c’è possibilità che tu venga richiamato e, quindi, che tu accresca i guadagni. E se quello stipendio ti serve per mantenere la famiglia e, magari, pagare il mutuo, accetti di sottometterti alle regole del folle gioco.

    Una volta era chiamata schiavitù. Poi cottimo. Adesso rider.

    Ma non basta. Alcuni giovani aspiranti giornalisti, incontrati recentemente e provenienti da diverse regioni d’Italia, mi hanno detto di essere pagati 0,0020 centesimi di euro a parola, oppure 0,0018 centesimi a carattere, spazi inclusi. Quindi per un pezzo di 60 righe arrivano a guadagnare “addirittura” 6 euro lordi. Non ti paghi nemmeno la benzina o le telefonate fatte per apprendere la notizia con relativi dettagli e commenti. “E’ il giornalismo odierno, bellezza… se non ti piace, puoi solo rinunciare”. Certe razze di editori, o presunti tali, troveranno sempre qualcuno pronto a subentrare.

    Questa è la società dei diritti del 2022. E’ lavoro o schiavitù? Chiediamocelo quando ordiniamo un pasto a casa, oppure quando leggiamo un articolo giornalistico.

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  • NON TOGLIETECI LO SPORT

    13 ottobre 2022 • COSE NOSTRE • 2382

    SPORT

    Crisi energetica. Bollette impazzite. Gas alle stelle.E subito si leva alto il grido d’allarme da palestre e piscine, società sportive, gestori di impianti sciistici. Con questi costi saremo costretti a chiudere o ad aumentare iscrizioni e abbonamenti a cifre vertiginose e insostenibili per tante famiglie. Tutto giusto, ci sta.

    Scaldare l’ acqua per una piscina o per le docce di un intero impianto costerà molto più degli anni passati. Le società dilettantistiche, così come tutte le scuole di pratica sportiva, non riusciranno a tenere in piedi bilanci che già traballano. Ricordo a tutti, però, che arriviamo da anni in cui – causa pandemia – era diventato quasi impossibile giocare a tennis, farsi una bella nuotata in vasca, sfidarsi in una partita di pallacanestro o di calcetto.

    E i bambini? Addio corsi di judo, danza, ecc. Ho sentito il gestore di un impianto sciistico ipotizzare l’apertura delle piste soltanto nei week end, per stare dentro ai costi dell’energia e per la neve programmata.

    Insomma, se non si corre presto ai ripari c’è il pericolo di ulteriori riduzioni della possibilità  di praticare sport. Non quello sport inteso nello stare sul divano a guardare le partite alla tivù, ma proprio quel muoversi, correre, sudare, sforzare i nostri muscoli che tanto ci piace e ci fa bene.

    Ne va della salute di un popolo, fisica e mentale. Più incrementiamo l’attività fisica e meno spendiamo per la sanità pubblica e privata.

    È statisticamente provato. L’Italia è un paese di sedentari e i nostri ragazzi tendono all’obesità. Secondo i dati del Coni, invece, grazie allo sport  25mila patologie si potrebbero evitare ogni anno, per un risparmio nelle cure di 1,5 miliardi di euro.

    E scusate se è poco. Ci farete sfogare, divertire e risparmieremo tutti.

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  • SCAFFALE: CENA DI CLASSE PER PERISSINOTTO E D’ ETTORRE

    7 ottobre 2022 • LUOGHI E LIBRI • 2634

    20220926_101623

    Ennesima prova letteraria per Alessandro Perissinotto. Opera prima per Piero D’ Ettore che di mestiere fa il penalista. E prima indagine per l’ avvocato Giacomo Meroni. C’è quindi un nuovo binomio nel variegato mondo del giallo-noir italiano, in particolare del legal thriller.

    Perissinotto-D’Ettorre alle prese con un cold case, ambientato in Torino e provincia. Una cena di fine anno scolastico del 1984 finisce in tragedia con un ragazza stuprata e uccisa. Nel 2018, d’ improvviso, un anonimo ingegnere viene arrestato,  all’ alba, nella sua abitazione di corso Francia a Torino. Lui vive ancora con la madre che, affranta, si reca nello studio di un avvocato, Giacomo Meroni, appunto. Di lì si dipana una vicenda avvincente perchè al legale non interessa solo garantire ai propri assistiti l’ equità del processo, ma soprattutto la ricerca della verità. L’ arrestato Riccardo Corbini è colpevole o innocente? Al suo difensore racconta proprio tutta la verità?

    Intanto l’ avvocato Giacomo Meroni prosegue la sua vita quotidiana con la moglie Rossana. Un legame profondamente colpito l’ 11 settembre 2001 da una tragedia familiare. Insomma, un romanzo che si legge tutto d’ un fiato: e già ne sono preannunciati altri, sempre con Meroni protagonista. Sempre narrati con gli occhi dell’ avvocato vero – Piero D’ Ettorre – e dall’ abile scrittura di Alessandro Perissinotto.

    CENA DI CLASSE

    PERISSINOTTO-D’ETTORRE

    MONDADORI EDITORE

    17 euro

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  • QUEI GENITORI CON LO SPECCHIETTO RETROVISORE

    6 ottobre 2022 • COSE NOSTRE • 2530

    GIOVANI

    Ho avuto occasione, recentemente, di partecipare ai lavori di una commissione di selezione per un master universitario. Con mia grande sorpresa (lo ammetto e me ne scuso) ho incontrato giovani preparatissimi, informati, attenti ai cambiamenti, ma soprattutto capaci di investire sul proprio futuro. Ragazzi che hanno imparato il cinese, l’ arabo, le lingue nordiche, oltre a quelle oramai tradizionali, per poter avere un atout in più per future carriere professionali. E io che credevo che la gran parte dei nostri giovani vivesse solo sui social. Imbecille che sono!

    Dobbiamo sbarazzarci presto di quella presbiopia che ci illude di guardare avanti con lo specchietto retrovisore. “Ai miei tempi…” diceva il papà al nonno, il nonno al bisnonno…e così via. Dobbiamo cambiare lo sguardo sui giovani d’oggi, accantonare facili etichette: fannulloni, aggressivi, senza valori, capaci solo a cercare lo sballo facile.

    “La nostra musica sì che era bella, c’erano i cantautori impegnati… oggi invece solo rap e parolacce”. Ammetto di averlo pensato più volte. Poi ricordo che per mio padre esisteva solo il liscio, il bel canto, la lirica e che Battisti e De Gregori erano autentiche lagne. E’ la legge della vita. Da sempre, gli adulti osservano i giovani con lo specchietto retrovisore.

    Ma se non crediamo nelle future generazioni vivremo solo di ricordi e di delusioni: occorre avere fiducia nel futuro. Un esempio? Io, a malapena, riesco a fare una cosa per volta. Mio figlio è multitasking, cioè riesce contemporaneamente a rispondere o scrivere con il telefonino, prendere appunti, guardare la tv e parlare con me, a volte anche mangiare….. Ha già vinto lui!

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  • CHE SARA’ DELLA NOSTRA LIBERTA’?

    29 settembre 2022 • COSE NOSTRE • 2359

    RISCALDAMENTO

    Arriviamo da due anni e mezzo di restrizioni ferree. A causa della pandemia sono state ridotte al minimo indispensabile le nostre possibilità e libertà di movimento, di incontrare gente, di avere contatti. È prevalsa la salvaguardia della salute pubblica.

    E qui lo dico e non lo nego: a mio parere è stato giusto così.

    Così facendo, forse ora possiamo dire che abbiamo sconfitto un nemico pericolosissimo quanto invisibile.

    Ma subito, all’orizzonte, ecco profilarsi un altro nemico, nelle vesti della crisi energetica. E allora la Commissione Europea ha allo studio una serie di misure eccezionali, mirate e limitate nel tempo, per ridurre il consumo di energia elettrica nelle tre-quattro ore di punta e  nei giorni feriali. Insomma, se ho ben capito, i governi europei decideranno come e quando potrò fare la doccia, a che ora potrò accendere il riscaldamento e a che ora spegnerlo, quanti gradi avere in casa, e così via. Nulla di deciso invece sul tetto per il prezzo del gas.

    Lì si toccherebbero interessi troppo forti.

    Sempre in ossequio ad un presunto bene comunitario, ancora una volta viene ridotta la libertà personale.  Nessun dubbio che servano risparmi e un oculato uso delle fonti energetiche, ma perché bisogna sempre imporre obblighi e divieti?

    Il singolo individuo è così ignorante o incosciente che deve essere comandato e teleguidato?

    Siamo essere pensanti e ragionevoli oppure semplici sudditi?

    Tra un po’ tornerà lo smog e quindi verranno imposti altri divieti per non far circolare auto diesel e quelle maggiormente inquinanti.

    Nei secoli scorsi si è lottato, ovunque, per conquistare la democrazia e la libertà : però oggi quei valori assoluti vengono lentamente erosi e scardinati in virtù di un non ben identificato Bene Superiore.

     

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  • SCAFFALE: SOTTO LE STELLE DI FRED DI MARINA ROTA

    23 settembre 2022 • LUOGHI E LIBRI • 2898

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    Tutti sanno che Fred Buscaglione è nato a Torino ma poco o nulla si sa degli anni dell’infanzia e dell’adolescenza trascorsi nella città subalpina. Ed è proprio in questa semioscurità che si inserisce Marina Rota con il suo romanzo “Sotto le stelle di Fred” edito da Buendia Books, la giovane casa editrice di Francesca Mogavero.

    Dalla sua finestra di una delle più belle piazze di Torino, una giornalista sogna di incontrare Fred Buscaglione vissuto per anni nella portineria di quel palazzo: lo spia, lo segue nelle sue scorribande musicali, forse se ne innamora un po’… e tutto questo ci aiuta a immaginare quella città degli Anni Venti e Trenta, con i suoi fermenti artistici, con la sua voglia di emergere e di ottenere un’affermazione nazionale e internazionale. Sia Torino, sia Buscaglione.

    “Fred è vivo, e canta nel nostro sogno di un’Italia che poteva essere e non è stata” scrive Vittorio Sgarbi nella prefazione. E il volume di Marina Rota scorre come la musica dell’artista prematuramente scomparso, al ritmo di jazz e blues, traversando notti di cotte e whisky facile.

    Una sorta di biografia romanzata con interviste a Leo Chiosso (figlio del paroliere di Fred) e Letizia Buscaglione, nipote dello “spirto guerrier”. 150 pagine per mettere in pratica quei versi…”t’ho veduto, t’ho seguito…”

    MARINA ROTA

    SOTTO LE STELLE DI FRED

    BUENDIA BOOKS

    14 euro

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  • ORA LEGALE, SEMPRE

    22 settembre 2022 • COSE NOSTRE • 2667

    ORA

    Il 30 ottobre torneremo all’ ora solare, quindi riporteremo indietro le lancette di un’ora. Attenzione! Potrebbe essere l’ ultima volta.  In questi mesi di panico per la crisi del gas e con l’esplodere della bolletta energetica, è tornato di gran moda il dibattito sul mantenere sempre l’ora Legale, per tutti i 12 mesi.

    Se ne parlò già nel 2018 quando circa il 75% dei cittadini europei si espressero a favore dello stop al cambio dell’ora. Poi non se ne fece nulla, come spesso accade nel nostro vecchio Continente. In questo caso, però, a ragione perché i Paesi del Nord Europa volevano mantenere sempre quella solare e quelli del Sud invece erano a favore dell’estensione di quella legale. Ora, invece, il dibattito è tornato assai incandescente. Anzi la Francia ha già scelto, dopo una consultazione popolare indetta dall’Assemblea Nazionale, di abolire per sempre il cambio orario.

    In Italia siamo ancora alle prese di posizione, più o meno ufficiali. Io lo dichiaro fin da subito: SONO FAVOREVOLISSIMO ALL’ ORA LEGALE PER TUTTO L’ ANNO.

    E non solo perché ci sarebbe un risparmio energetico che – a seconda delle stime – va dai 500 milioni al miliardo e mezzo di euro. E scusate se è poco, in questi tempi di bollette impazzite.

    Ma perché mi piace uscire dall’ufficio nel tardo pomeriggio e trovare il cielo ancora chiaro e non con quel buio incipiente. Perché non sarei costretto due volte l’anno a modificare le abitudini del mio sonno. E anche gli scienziati sono d’ accordo che cambiare le abitudini di vita – seppur solo di un’ ora – per due volte l’anno non è salutare.

    Speriamo che il nuovo governo decida in fretta, altrimenti il prossimo anno torneremo all’alternanza oraria in primavera e in autunno. Invece vorrei, il 26 marzo del 2023, spostare avanti le lancette di un’ora. Per sempre.

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