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  • SCRITTE NAZISTE E VIOLENZA SESSUALE, SCONFITTA LA GIUSTIZIA

    28 gennaio 2021 • COSE NOSTRE • 2597

    legge-uguale-tutti

    Un anno fa. Era la notte fra il 23 e il 24 gennaio e a Mondovì, sulla porta di casa del figlio di una deportata in un campo di concentramento, comparvero scritte di chiaro stampo nazista: “Juden here”, “qui ebrei”. Indagini, scandalo, scalpore in tutta Italia.

    Ad un anno di distanza la Procura di Cuneo ha chiesto l’archiviazione del caso. Impossibile trovare i colpevoli: “Non c’erano testimoni né videocamere, non avevamo altre informazioni. Abbiamo disposto due consulenze: una chimica e una morfologica. Lo strumento utilizzato era una bomboletta spray di uso comune. Chiunque poteva averla. Quello che è certo, è che la scritta è stata realizzata accuratamente e senza fretta. Non abbiamo avuto nessun riscontro dai gruppi neonazisti individuati. Per questi motivi, ho richiesto l’archiviazione del fascicolo contro ignoti”. Queste le parole del Procuratore capo Onelio Dodero.

    Nei giorni scorsi a Torino un ottantenne viene condannato a 9 anni per aver violentato, nel 2006, 15 anni fa, la figlia quarantenne insieme a un paio di amici. L’imputato non ha mai fatto un giorno di galera e mai lo farà perché, in considerazione dell’età, potrà godere di misure alternative e, in attesa della sentenza definitiva della Cassazione, arriverà la prescrizione del reato. Intanto l’uomo è stato accusato di aver abusato di un’altra figlia e di una nipotina. Dal 2006 e per più di una decina d’anni, tutta la vicenda (inchiesta, interrogatori, testimonianze, perizie, insomma l’intero faldone d’indagine) si è arenata in qualche armadio del Palazzo di Giustizia di Torino. E così l’orco resterà impunito e le vittime senza giustizia.

    Da quanto sentiamo parlare di riforma della giustizia? Per qualsiasi governo  è tra i punti programmatici e fondamentali. Parole che si scontrano con la realtà. E la realtà sono questi due casi di palese sconfitta della giustizia stessa.

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  • LA MONTAGNA NON AMMETTE IGNORANZA

    21 gennaio 2021 • COSE NOSTRE • 2619

    seggiovia

    Il direttore degli impianti di una importante stazione sciistica piemontese mi ha raccontato le vicissitudini passate nelle ultime settimane. “A metà dicembre quando sembrava che a Natale saremmo stati chiusi ho deciso di lasciare a casa tutti i miei stagionali, una cinquantina di persone. Poi, quando il governo ha detto che durante le festività avremmo potuto aprire piste e impianti, li ho riassunti. Invece niente: cambio di programma, ancora tutto chiuso. Possibile riapertura il 7 gennaio, ma Il 2 gennaio ulteriore proroga al 18 gennaio. Sarà vero? Che faccio? Richiamo in servizio il personale attorno al 15? Oppure aspetto?”

    La medesima realtà è vissuta da decine di altre stazioni sciistiche in Piemonte: regna solo l’incertezza. E l’incertezza deriva dal fatto che siamo governati da ignoranti. Non è un insulto. Ignoranti nel senso che ignorano come funzionano gli impianti di risalita in montagna.

    Non basta pigiare un bottone e si parte. Occorre preparare le piste, attrezzare tutti gli impianti, verificare l’intero sistema della sicurezza. E’ un lavoro enorme, meticoloso e importante per la salute di chi va a sciare.

    Ho la sensazione che chi scrive i vari decreti e Dpcm non sappia minimamente di cosa stiamo parlando. Forse perché si tratta di ministri, sottosegretari, presunti esperti che ignorano quel mondo. Una malignità? Forse perché tutti nati in località molto lontane dalle montagne.

    Lo sci e tutti gli sport della neve non sono soltanto il divertimento di ricchi cittadini che arrivano in montagna con i Suv. E’ una vera e propria economia che si regge sullo sci. Ogni euro speso sulle piste genera un giro d’ affari di 10 euro, fra bar, ristoranti, hotel, negozi sportivi, ecc. Da dieci mesi chi ci governa non è stato in grado di definire le linee guida per gli impianti sciistici. Semplicemente perché ignora quel mondo.

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  • SONO SPARITI GLI OROSCOPI?

    14 gennaio 2021 • COSE NOSTRE • 2765

    oroscopo-del-giorno

    Ci avete fatto caso? Negli anni passati i programmi di intrattenimento in tv e in radio erano affollati da esperti di astrologia che tracciavano le previsioni per l’anno in arrivo.

    Anche sui giornali e sui siti, così come le vetrine delle librerie, erano in bella mostra i volumi dei vari Paolo Fox, Branko e tanti altri con la lettura del futuro attraverso i pianeti, per ogni segno zodiacale. Quest’anno sono quasi del tutto spariti. Ma era prevedibile dopo la pandemia e tutto quel che è successo nel 2020. Nessuno, dico e ripeto nessuno, un anno fa aveva previsto, ma nemmeno intuito o abbozzato, la pandemia, i milioni di morti e di contagiati, la vita stravolta per tutti, l’economia in ginocchio. Non ce l’ho con l’astrologia a prescindere.

    Spesso ho curiosato, o almeno sbirciato, consigli e previsioni per i Pesci, anche tenendo conto del mio tema natale. Più per divertimento che  altro. Quindi nessuna volontà di irridere gli esperti di stelle e astrologia. La realtà è che, di questi tempi, c’è poca voglia di giocare sul futuro.

    L’umanità intera ha bisogno di certezze e non di ipotesi. E le certezze possono arrivare dalla ricerca scientifica, dalla sanità, dalla dedizione di medici, infermieri, operatori sanitari. Ma anche da chi ci governa. Ci sarà tempo per guardare alle stelle. Per il momento se alzo gli occhi al cielo, confido nella protezione divina e chiedo a mio papà e mia mamma di tenere una mano sul mio capo e su quello dei miei cari.

    Quando tutto sarà tornato alla normalità riprenderò la lettura delle previsioni, anche per i Pesci.

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  • PANETTONE E PANDORO PER TUTTO IL 2021

    7 gennaio 2021 • COSE NOSTRE • 2673

    panettone-pandoro-

    Qualche anno fa mi sono presentato a casa di amici per una grigliata di Ferragosto con un panettone. Vi lascio immaginare lo stupore e l’incredulità di tutti gli invitati: fui preso per pazzo.

    E invece no. Panettone e Pandoro soltanto in Italia solo il dolce tipico delle feste natalizie. Per mesi i nostri artigiani e le industrie dolciarie italiane lavorano giorno e notte per portare sugli scaffali di negozi, pasticcerie, supermercati queste delizie della nostra gastronomia, poi – dopo l’Epifania – spariscono. Quasi impossibile trovarli. Perché? Non c’è risposta. In Francia, negli Stati Uniti, in altri paesi europei e nel mondo, invece, sono a disposizione della clientela anche in primavera, estate, autunno. E io sono d’ accordo.

    Panettone e Pandoro sono diventati un’eccellenza italiana, nel mondo. Da quelli di filiera a quelli artigianali sono davvero ottimi, dietro c’è una ricerca e un lavoro di perfezionamento che li rendono una vera prelibatezza. Perché privarcene dal 7 gennaio fino a dicembre?

    Se li mangiassimo per tutto l’anno si perderebbe quel clima di festa che circonda i fine pasto nei giorni natalizi, dicono alcuni. Non è così, invece, per altri piatti: gli agnolotti li mangiamo al Pranzo di Natale e poi anche – spesso – durante l’anno. Stappiamo bottiglie di bollicine in ogni occasione di festa, e non solo, per 365 giorni. Solamente per Panettone e Pandoro il consumo è limitato a poco più di due settimane l’anno. Al massimo mangiamo quelli avanzati a colazione, quasi di nascosto.

    Invece no. A casa mia Panettone e Pandoro saranno un dolce per tutto il 2021. Con il sincero augurio che sia un anno sereno e dolce per tutti i nostri lettori.

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  • SCAFFALE: LE MIE DUE GUERRE DI MAURO ESPOSITO

    1 gennaio 2021 • LUOGHI E LIBRI • 2439

    Le mie due guerre

    Mauro Esposito è architetto, ingegnere, imprenditore. Quindi non è uno scrittore. Ma la  terribile esperienza che ha vissuto come vittima di mafia l’ha spinto a scrivere questo “Le mie due guerre”. E nel sottotitolo c’è tutta la sua amara esperienza: “Ho denunciato la ‘ndrangheta. Ho combattuto da solo. Ho vinto”.

    Mauro è un imprenditore che ha scelto di non piegarsi ai dettami e alle minacce della criminalità organizzata calabrese. Ha denunciato boss e gregari. Ha fatto condannare 19 imputati di associazione a delinquere di stampo mafioso. Per questo lui e la sua famiglia hanno pagato (e continuano a pagare) un prezzo altissimo, minacciati da un’organizzazione potente e radicata anche al Nord, in Piemonte, nel Torinese. Ma ha dovuto combattere (e lo fa tuttora) contro una burocrazia e una macchina statale troppo spesso lontane dalla gente.

    Un racconto in prima persona per una storia di coraggio e di paura contro la piovra della ‘ndrangheta e i suoi tentacoli. La testimonianza intensa di una battaglia umana e civile di un giovane imprenditore che ha avuto al fianco negli ultimi 20 anni, sempre e solo, la moglie Barbara. “La nostra è una storia di persone normali che pensavano di vivere in un paese normale e credevano che, di fronte a una normale situazione di ingiustizia, potessero essere tutelate da una giustizia normale. La strada è ancora lunga. Speriamo di non sbagliarci”. Scrive Mauro Esposito in questa narrazione appassionata e sofferta.

     

    LE MIE DUE GUERRE

    MAURO ESPOSITO

    EDIZIONI: LA NAVE DI TESEO

    17 euro

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  • ADDIO AL 2020 CON VERA SOLIDARIETA’

    31 dicembre 2020 • COSE NOSTRE • 3855

    solidarieta

    Stiamo chiudendo un anno davvero terribile, con 7.000 vittime in Piemonte causa Covid. La pandemia ha colpito tutti, in misura differente, ma nessuno ne è rimasto escluso. Chi non è stato contagiato, ha sofferto per parenti, amici, vicini che si sono ammalati o che hanno perso la vita. Tutti, a fine 2020, siamo più poveri, anche economicamente. Non c’è settore produttivo che non faccia registrare un calo nei fatturati e quindi gli stipendi, le pensioni, qualsiasi introito è diminuito. Per tutti.

    Insomma, un anno da dimenticare.

    Ma c’è chi ha sofferto maggiormente e mi riferisco a chi si dedica all’aiuto degli altri. Parlando con responsabili di onlus, di associazioni di volontariato, con le Caritas, e in genere con chiunque faccia assistenza, sento ripetere sempre la stessa frase: “Che fatica, si sono ridotte parecchio le offerte, le donazioni, le persone non possono uscire di casa e quindi è anche difficile trovare volontari per assistere anziani, poveri, bambini, persone deboli”.

    Succede sempre così. Appena la crisi si fa sentire ognuno si chiude maggiormente in sé stesso. Non è una colpa, ma una constatazione. Non facciamo vincere l’egoismo. Soprattutto in questi giorni di festa. E allora apriamo i nostri cuori e il nostro portafoglio verso chi fa più fatica. Ognuno conosce qualche realtà che si occupa degli altri. Parrocchie, missioni, onlus, associazioni di volontariato, fondazioni private. Ce ne sono un numero incredibile, soprattutto in Piemonte, terra dei Santi sociali e dove sono fiorite una miriade di iniziative di solidarietà, carità e assistenza. Non c’è che l’imbarazzo della scelta.

    Anche in questo anno difficile, in fondo al nostro cuore è rimasto sicuramente qualcosa da regalare a chi fa più fatica. Un’offerta, un pacco dono, una spesa sospesa, un’ora del proprio tempo offerta per gli altri, si trasformeranno in un regalo per ognuno di noi. Allora sì che sarà davvero Festa, perché avremo donato un sorriso al prossimo e un po’ di calore al nostro cuore.

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  • SCAFFALE: TORINO DARK DI DANIELA SCHEMBRI VOLPE

    18 dicembre 2020 • LUOGHI E LIBRI • 2895

    Torino Dark

    Quanti libri sono stati scritti e pubblicati su Torino magica, misteriosa, nera, ecc..? E quante baggianate abbiamo letto. Tante. Troppe.

    Ecco perchè suggeriamo questo “Torino Dark” di Daniela Schembri Volpe, palermitana, laureata al Politecnico di Torino. In 158 pagine l’ autrice si ferma sul lato oscuro di Torino per smontare leggende, bufale e vicende, spiegabili e inspiegabili, sulla città magica per eccellenza. I misteri dell’ Inquisizione (quando mai fu Santa?) la massoneria, i cimiteri abbandonati. Ma anche la cronaca nera con una serie di omicidi che hanno appassionato (dai tempi della Corte dei Savoia ai decenni più recenti) che hanno atterrito e appassionato i torinesi.

    La magia nera e quella bianca le suggestioni e i misteri. Senza quella voglia di stupire che caratterizza tanti volumi scritti sull’ argomento, ma con un unico obiettivo. Quello di fare chiarezza, di cancellare dicerie e luoghi comuni, senza cancellare quel fascino misterioso che tanti angoli di Torino ci regalano. E che ritroviamo nelle illustrazioni  di Giovanni Gentile ad arricchire le 4 parti del lavoro di Daniela Schembri Volpe.

    Non poteva mancare una guida per un tour a scoprire Torino con occhi diversi, quelli di Dario Argento che in città ambientò e girò il suo film più famoso, “Profondo rosso”.

    TORINO DARK-IL MISTERO E’ DIETRO L’ ANGOLO

    DANIELA SCHEMBRI VOLPE

    EDIZIONI DEL CAPRICORNO

    13 euro

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  • SE NATALE E CAPODANNO FOSSERO GIA’ PASSATI?

    17 dicembre 2020 • COSE NOSTRE • 2560

    albero natale

    Negli anni passati sovente sentivo tante persone ripetere “vorrei che Natale e tutte le feste fossero già finite…”. Era per quel senso di ansia, di frenesia, di preoccupazione che ci davano la corsa convulsa ai regali, ai brindisi di auguri, agli incontri con amici e parenti che magari non vedevamo da mesi e che non avremmo rivisto per altrettanto tempo. Ma a Natale era d’obbligo incontrarci e scambiarci baci e abbracci. Le Festività, quindi, coincidevano con un senso di fastidio e di affanno, che si placava solo dopo l’Epifania.

    Quest’anno è diverso. L’effetto pandemia sta rivoluzionando completamente il Natale e la fine dell’anno. Forse – però – più che la pandemia, sono i provvedimenti del governo a darci ansia e angoscia. Il giorno di Natale e di Santo Stefano non potrò muovermi dal mio comune, nemmeno per far festa con i parenti più stretti, se abitano in un’altra città. A Capodanno potrò festeggiare la fine di questo dannato 2020, ma restando in casa, e con un numero limitato di persone. La sera di Natale posso andare a Messa, ma a casa entro le 22. Il primo gennaio pranzo al ristorante, ma non più di 4 a tavola e nel raggio di pochi chilometri da casa. Quell’ agriturismo carino, sul lago, dove si mangia divinamente? Meglio scordarselo. E poi, ovviamente, niente baci e abbracci: d’obbligo sempre indossare la mascherina. E anche i regali che senso ha farli se tanto non avrò occasione di scambiarli con parenti e amici. E quindi una bella botta anche ai commercianti, mentre i ristoratori – con i locali chiusi – si beccano un crack da 40 miliardi di euro.

    Ecco perché anche quest’anno… ”vorrei davvero che fossero già trascorsi Natale e Capodanno”.

    Non voglio passare per negazionista e neppure per incosciente, ma per festeggiare chiusi in casa e imbavagliati, meglio saltare. Spengiamo la luce alla sera del 24 dicembre e quando la riaccendiamo è già il 7 gennaio. Che bello. Oltretutto saremmo nel 2021 e finalmente ci saremo lasciati alle spalle questo 2020 di emme.

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  • NON CI SONO SOLO LE PISTE DA SCI

    10 dicembre 2020 • COSE NOSTRE • 3122

    ciaspole

    Premetto che da parecchi anni non ho più messo gli sci ai piedi, per problemi alla schiena. Amo la montagna, conosco un’ infinità di amici il cui reddito è legato quasi esclusivamente alla stagione sciistica. Quindi so benissimo cosa può comportare la mancata apertura degli impianti nel periodo natalizio per grandi stazioni come Bardonecchia, Sestriere, Sauze, Courmayeur, Cervinia, Limone, ma anche per località meno note come il Frais, Frabosa, Pragelato, Usseglio, ecc. Miliardi di introiti in fumo, migliaia di addetti del settore senza lavoro.

    Alberghi, ristoranti e bar che aspettavano solo le vacanze di Natale e i week end per salvare un’ annata già balorda, che si trovano con un pugno di mosche.

    Giusto o sbagliato non consentire l’ apertura degli impianti causa emergenza sanitaria? Il dibattito è aperto quanto infuocato. Ognuno ha le proprie ragioni.

    Mi permetto, però, di ricordare sommessamente che la montagna non è fatta solo di piste e discese su pendii innevati. Da quando ho smesso di praticare lo sci, ho scoperto il favoloso mondo delle ciaspole, delle passeggiate in luoghi incontaminati e altrettanto suggestivi: pronti a regalare pace e bellezza.

    E poi c’ è lo sci di fondo, le salite con le pelli di foca e le discese sci ai piedi. Tutti sport altrettanto divertenti e che danno garanzie assolute: distanziamento assicurato, il rischio di assembramenti pari allo zero.

    Forse questo inverno 2020-21 può diventare l’ occasione per fare un’ esperienza diversa, per scoprire una montagna nuova, ugualmente attraente. Basteranno un paio di scarponi adatti, se volete le ciaspole o gli sci da fondo, e via alla scoperta di panorami mozzafiato, camminate che regalano ristoro al corpo e allo spirito.

    E agli albergatori, ai ristoratori, ai baristi, agli operatori turistici suggerisco di predisporre – fin da adesso – programmi e proposte di escursioni, gite, giornate sulla neve all’ insegna del divertimento, della sicurezza e della pace.

    Le nostre montagne sono pronte ad accoglierci, con o senza impianti aperti.

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  • SCAFFALE: TORINO-OPERAZIONE SECONDO TEMPO DI BALLACCHINO

    4 dicembre 2020 • Archivio, LUOGHI E LIBRI • 1715

    Torino_Operazione

    Cosa importa se è finita

    Cosa importa se ho la gola bruciata o no?

    Ciò che conta è che sia stata

    Come una splendida giornata…

    Nonostante sia un giallo, ho deciso di spoilerare la fine.

    Queste sono le parole scelte da Rocco Ballacchino per terminare il suo ultimo romanzo. E, come dichiarato da lui stesso nei ringraziamenti, ultimo davvero, perché chiude la fortunata serie, edita da Fratelli Frilli, che ha visto protagonisti il duo Crema-Bernadini.

    La coppia investigativa formata da Sergio Crema, commissario perfino troppo normale e Mario Bernardini, invadente, quanto arrogante e spigoloso, critico cinematografico, giunge quindi al capolinea.

    Dal 2014 al 2020, i nostri hanno affrontato sette indagini, ambientate a Torino in tempo reale, così come è ambientata, in città e nell’immediato pre-Covid, la loro ultima avventura.

    La storia prende inizio in una mattina di febbraio 2020, quando una donna si presenta in commissariato per denunciare la scomparsa del figlio: un rider impegnato in battaglie per rivendicare diritti di lavoro. Sergio Crema sottovaluta il grido d’aiuto della donna, convinto che il ragazzo presto tornerà a casa. Di fatto, il suo cuore e la sua mente, sono in tumulto per vicende che lo vedono coinvolto, al di fuori del lavoro, con il suo magistrato: Giulia Bonamico.

    Sarà una leggerezza che costerà cara al nostro Crema e alla sua squadra che si vedranno, costretti dai sensi di colpa, ad impegnarsi ancor di più per arrivare alla soluzione di un caso intricato quanto pieno di facili e false piste. Alla fine, la soluzione arriverà, nel secondo tempo, anche grazie a lui: Mario Bernardini, a cui basta una frase per illuminare il buio percorso del commissario Crema.

    Le cose stanno cambiando nel piccolo mondo del commissario, Giulia Bonamico e Mario Bernardini stanno compiendo delle scelte che li porteranno ad allontanarsi. Una storia d’amore mai concretizzata e un’amicizia, interrotta ma mai finita, sono forse arrivate a una svolta. Le loro scelte scavano l’animo di Crema, infliggendo ferite profonde e gli fanno aprire gli occhi su una realtà che pare non bastargli più.

    L’amicizia con Bernardini e il legame ambiguo, seppur mai concreto con la Bonamico, hanno regalato entusiasmo, adrenalina e galoppate di fantasia al nostro commissario, che ora pare rifugiarsi nel legame sereno, complice e duraturo con la moglie e nell’amore concreto e senza voli pindarici dei suoi figli.

    Quando si chiude una serie è un momento sospeso, per l’autore e per i suoi lettori, si apre uno squarcio di tempo indefinito in cui ci si crogiola nelle emozioni date dalla scrittura o dalla lettura di quanto pubblicato. Ci si delizia tra il piacere di aver condiviso quell’avventura e l’attesa di cosa accadrà.

    Se si riprende tra le mani Scena del crimine primo romanzo della fortunata serie, leggendo qua e là, ci si rende conto della crescita dell’autore, dell’evoluzione della scrittura, della maggiore cura riservata agli ultimi libri e della ricerca di nuovi modi per delineare personaggi, paesaggi ed emozioni. In questi anni Rocco Ballacchino è maturato con noi, per noi e grazie a noi lettori, ed è ora un autore completo, con uno stile preciso.

    Attendiamo quindi il prossimo ciclo, la prossima serie, sicuri che saprà ancora sorprenderci. Con Torino – Operazione secondo tempo, si è chiusa una porta, ora è il tempo di aprire un portone.

    Patrizia Durante

    Titolo:  Torino – Operazione secondo tempo

    Autore:  Rocco Ballacchino

    Editore: Fratelli Frilli Editori

    Prezzo:  14.90 euro

     

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