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  • TERMINAL UNICO PER AUTOBUS? A TORINO NON C’ E’

    16 gennaio 2020 • Archivio, COSE NOSTRE • 3076

    TERMINAL AUTOBUS

    Da dove partono a Torino gli autobus per Caselle? Vivo in questa città da 60 anni e non lo sapevo: dopo aver chiesto a tante persone ho scoperto che si trova in corso Bolzano, a fianco di Porta Susa.

    Mi è ignota anche la stazione dove prendere i pullman per Alba, Cuneo, Asti, oppure quelli per il Sud. L’ unica certezza è che i torpedoni per la Romania e i paesi dell’ Est partono e arrivano in corso Vittorio a fianco del Palazzo di Giustizia. L’ ho capito osservando lo scempio, la sporcizia, il disordine che regnano sempre in quel controviale, non certo solo per colpa dei passeggeri.

    Posso esprimere un desiderio per il 2020? Mi piacerebbe tanto che Torino fosse dotata di un terminal unico per gli autobus. Asti ce l’ ha, a fianco della stazione ferroviaria. A Cuneo è al Movicentro. In tutte le città europee c’ è. Ne sono sicuro. L’ anno scorso ero a Siviglia e sono andato in unica stazione, lì partivano le corriere per Madrid, Barcellona, Granada, ecc.

    Tanti anni fa a Torino c’ era una stazione-autobus in via Fiocchetto. Chissà se c’è ancora?

    Migliorare l’ offerta turistica del capoluogo piemontese significa anche questo. Sapere che in un unico posto puoi trovare i collegamenti stradali per tutta la Regione e per l’ Italia. E’ un piccolo desiderio per l’ anno che si apre.

    Non credo costerebbe molto realizzarlo. Ma ho paura che resterà solo un sogno.

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  • ADDIO AL 2019, ANNO DEL CAMBIAMENTO

    4 gennaio 2020 • COSE NOSTRE • 4937

    Copertina 2019 stampa

    Abbiamo appena salutato il  2019. Un anno che è stato, per il Piemonte, l’ anno del cambiamento.

    A cominciare dal cambio alla guida della Regione. Dopo anni di governo di centrosinistra, il giovane albese Alberto Cirio, a capo di una giunta di centrodestra, si è insediato in piazza Castello prendendo il posto di Sergio Chiamparino. Sei mesi di nuova guida politica segnati, nelle ultime settimane, dalla batosta dell’ arresto dell’ assessore Roberto Rosso. Cambiamenti radicali anche in quei mille comuni piemontesi dove si è votato per il rinnovo dei sindaci e dei consigli comunali. Staremo a vedere.

    Il cambiamento ha investito anche la Fiat-Chrysler, andata a nozze con il gruppo francese Peugeot-Citroen-Opel. Tutte da scoprire le implicazioni che questo matrimonio porteranno al sistema industriale del Piemonte e dell’ Italia.

    Per quel che riguarda la TAV dopo anni di parole, manifestazioni, discussioni, scontri, polemiche… adesso si cambia rotta. Si deve andare avanti: a questo punto fermare i cantieri costerebbe di più che proseguire i lavori per il tunnel del Moncenisio. Sulla vicenda Tav è caduto, in estate, il governo giallo-verde, ma la notizia delle nuove gare di appalto in partenza ha portato consensi e soddisfazione nel Piemonte che produce.

    Una regione che cambia obiettivo sportivo. Dopo essere stata esclusa e tagliata fuori dall’ organizzazione delle Olimpiadi Invernali del 2026 che sono andate a Milano-Cortina, Torino si è aggiudicata le ATP Final di Tennis per 5 anni a partire dal 2021. Una magra consolazione o una vittoria? Lo scopriremo solo vivendo.

    In tutti questi mutamenti, non cambia la nostra voglia di raccontare il Piemonte. Buon 2020

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  • MICHELE FERRERO, IL GIGANTE AMICO

    27 dicembre 2019 • COSE NOSTRE • 3497

    michele-ferrero

    Chi non ricorda la vecchia pubblicità della Ferrero, quella di Jo Condor e del “gigante, pensaci tu”. A distanza di decenni mi sono tornati in mente i passaggi tv dentro Carosello, sfogliando le pagine del volume “Michele Ferrero e l’ Alta Langa – Un uomo, un’ azienda, un territorio, un amore senza fine” , uscito in libreria in questi giorni.

    Cosa sarebbero stati i 38 comuni di quel pezzo di Piemonte, chiamato Alta Langa, senza l’ azione lungimirante di quell’ imprenditore illuminato. Negli Anni Cinquanta quelle erano le terre della Malora di Beppe Fenoglio. Oggi c’ è diffuso benessere, cresce il numero di turisti, senza intaccare il radicamento all’ agricoltura fatta di vigneti e noccioleti. In particolare, proprio la Nocciola Igp Piemonte non sarebbe quel che è, senza l’ opera del signor Michele, come veniva chiamato Ferrero da Cortemilia a Murazzano, da Roccaverano a Cravanzana.

    Ricordo ancora benissimo le corriere bicolori (giallino e tinta Nutella) che si inerpicavano su per le colline di Langa per raccogliere i dipendenti e portarli a lavorare nello stabilimento di Alba e quindi ricondurli a casa, a fine turno. E quel servizio-pulmann continua ancora adesso perché la gente non deve lasciare la terra, i campi: le coltivazioni devono resistere. E nei giorni di vendemmia, spesso, potevano restare a casa per raccogliere le uve, poi magari si recupererà la produzione con un terzo turno in Ferrero.

    Anche per questo ognuno dei 38 comuni dell’ Alta Langa ha voluto ricordare Michele Ferrero con l’ intitolazione di una via, di una piazza, di una biblioteca. Il segno della gratitudine, della riconoscenza di un popolo verso un imprenditore che certamente ha fatto i propri interessi (diventando uno degli uomini più ricchi del mondo) ma nel rispetto e nell’ amore di un territorio.

    Non così è accaduto in altre aree del Piemonte: basti pensare al Canavese, in provincia di Torino. Dopo Adriano Olivetti (altro imprenditore illuminato) è arrivato chi ha pensato solo a spolpare l’ economia locale per i propri interessi. Per questo Michele Ferrero è considerato il “gigante amico

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  • RIDATECI LE CASE CANTONIERE

    19 dicembre 2019 • COSE NOSTRE • 3500

    casa-cantoniera-1

    In Europa sono state censite circa 800mila frane. Sapete quante di queste si trovano sul territorio italiano? Ben 630mila. E’ evidente che la particolare conformazione geologica del nostro Paese, stretto fra montagne e mare, ha favorito nel corso degli anni questi fenomeni. Ma sapere che più di 3 frane su 4 si trovano in Italia, fa davvero impressione.

    Vogliamo aggiungere che sul territorio italiano si trovano 60mila fra ponti, viadotti e gallerie? E che è incalcolabile il numero di  strade provinciali, comunali, statali.

    Ecco che  in questi giorni di alluvione, maltempo intenso, nevicate anticipate e copiose, scopriamo tutta la debolezza della nostra rete viaria. Le strade sono dei colabrodo, buche che sembrano voragini, viadotti crollati, frane e smottamenti. Un’ autentica groviera.

    Avete mai notato lungo le statali e le provinciali quelle case rosse in mattoni, con scritto Anas? Sono le vecchie case cantoniere. Ci abitavano gli operai addetti alla manutenzione delle strade, spesso con le loro famiglie. Udite, udite: avevano il compito di tenere in ordine le carreggiate, pulire le cunette, chiudere le buche, svuotare i tombini… insomma, quei lavori semplici e quotidiani, indispensabili per l’ efficienza e la sicurezza delle vie che percorriamo tutti i giorni con le nostre automobili. Oggi quelle case sono disabitate, perché non ci sono quasi più i cantonieri.

    Ma io dico: ridateci le case cantoniere! Soltanto la presenza sul territorio di personale specializzato può garantire quei pronti interventi e quella manutenzione, indispensabili per curare le strade. Costerebbe troppo caro? Scusate, ma forse costa di meno rifare ponti, strade, viadotti? Ormai è risaputo: con i cambiamenti climatici saranno sempre più frequenti eventi alluvionali, piogge torrenziali e nevicate eccezionali. A conti fatti, sono sicuro: sarà più conveniente riaprire le case cantoniere e magari assumere qualche migliaio di disoccupati.

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  • TROPPI CINGHIALI, ADESSO E’ EMERGENZA

    12 dicembre 2019 • COSE NOSTRE • 3527

    cinghiale

    Ogni anno in Italia 10mila incidenti stradali sono causati da animali selvatici. In Piemonte 1200 all’ anno, con tendenza ad aumentare e, purtroppo, spesso con morti e feriti.

    Nella sola provincia di Cuneo sono circa 200, ogni anno, gli incidenti causati da cinghiali. Ad Alba, l’estate scorsa, c’è scappato pure il morto, in tangenziale: d’ improvviso un 59enne davanti alla sua auto si è ritrovato un branco di un cinghiali, la sbandata, la vettura fuori strada, il decesso.

    Un’esplosione di ungulati che potrebbe considerarsi un’ emergenza nazionale se vogliamo aggiungere i danni all’ agricoltura: l’ anno scorso ammontano a quasi un milione di euro i danni arrecati alle coltivazioni nella sola provincia di Cuneo. Senza tener conto che la maggioranza degli agricoltori nemmeno denunciano le devastazioni, limitandosi alle bestemmie…

    In Italia i cinghiali sarebbero circa 2milioni e ormai li troviamo anche in città, la settimana scorsa in via Ormea, dietro Porta Nuova, a Torino. Va chiarito subito che questo proliferare non è soltanto frutto di Madre Natura, ma anche della mano dell’ uomo. Quanti gli allevamenti, anche clandestini, sono sorti come funghi, nei decenni passati, nelle nostre campagne e in montagna. Per non parlare dei vari piani di ripopolamento. E adesso si deve correre ai ripari.

    Secondo un sondaggio della Coldiretti, 8 italiani su 10 (l’ 81 per cento) sono favorevoli a piani di abbattimento. Ma c’è la ferrea opposizione delle tante associazioni animaliste. Almeno si proceda a interventi di sterilizzazione di massa. C’ è contrarietà anche su questo? Beh, qualcosa bisognerà pur fare, altrimenti ce li troveremo ovunque e sempre più aggressivi. E’ un problema di pubblica sicurezza e di difesa del nostro patrimonio agroalimentare. Tutto il resto è frutto di banali sentimentalismi e ragionamenti fatti solo con i paraocchi.

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  • MANUTENZIONE, PAROLA DIMENTICATA

    5 dicembre 2019 • COSE NOSTRE • 3382

    NEVE CAVI ELETTRICI MANUTENZIONE

    Due giorni di pioggia incessante (e certamente in eccezionale quantità) e il Piemonte è finito sott’acqua. Fiumi e torrenti esondati, anche perché nessuno da anni si preoccupa di pulire le rive e i greti.
    Una settimana prima erano bastate alcune ore di una nevicata, improvvisa quanto anticipata, per far precipitare intere aree del Piemonte in pieno Medio Evo. Dalla provincia di Cuneo a quella di Alessandria, dalle Valli di Lanzo al Canavese decine di migliaia di famiglie sono rimaste per più giorni senza energia elettrica e quindi senza riscaldamento. Inutile chiamare i vari gestori del servizio. Centinaia di operai erano già al lavoro, ma la neve molto bagnata, caduta su rami ancora pieni di foglie aveva abbattuto tralicci, pali e cavi. Quindi niente luce. Poi si è provveduto con generatori provvisori e l’ energia andava a singhiozzo: potete immaginare con quali problemi per i computer, i congelatori, gli impianti di riscaldamento…

    Già ma quegli alberi perché erano così vicini alle linee elettriche? Da quanto tempo nessuno si preoccupava di potare le fronde più esposte? Probabilmente da anni.

    Quella sarebbe stata opera di manutenzione. Parola ormai dimenticata e in disuso, praticamente in qualsiasi campo o settore delle nostre attività. E poi ci si lamenta e si piange sul latte versato. Sembra che investire o spendere sulla manutenzione e la pulizia dei terreni, dei boschi, delle rive e dei corsi dei fiumi sia diventata uno spreco inutile, salvo poi tirar fuori tanti soldi in più per le emergenze.

    Forse sarebbe giunta l’ ora di interrare le linee elettriche, facendo così del gran bene ai suggestivi panorami delle nostre montagne, ma qui si tratterebbe di investimenti milionari. Se, invece, ci limitassimo a quella sana manutenzione che ci hanno insegnato i nostri vecchi, quanto potremmo risparmiare.

    Si tratterebbe di usare il buon senso, ma forse anche quello è un concetto dimenticato, in disuso.

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  • TANTE FABBRICHE IN CRISI, PIEMONTE SEMPRE PIU’ POVERO

    28 novembre 2019 • COSE NOSTRE • 3968

    EURO

    Artoni, Blutec, Bundy Refrigeration, Csp, Arcelor Mittal, Manital, Mercatone Uno, Pilkington Italia, Ventures, Pernigotti. A questo triste necrologio si è aggiunta nelle ultime settimane anche la Mahle di La Loggia e Saluzzo. Sono le aziende in crisi in Piemonte. Migliaia di famiglie che vivono con l’ incubo di restare senza lavoro.

    Nella mappa del reddito d’ Italia, la regione Piemonte risulta la più povera di tutto il Nord.

    Due facce della medesima medaglia. La crisi che attanaglia la nostra terra, uno dei motori dell’ economia italiana. C’ è un aspetto nazionale con risvolti economico-finanziari, e un risvolto sociale e personale, quello di troppe famiglie che fanno fatica ad arrivare a fine mese.

    Alcune aree un tempo contadine, come la provincia di Cuneo, sono cresciute molto in questi anni, grazie a grandi aziende come la Ferrero, all’ enogastronomia e al turismo. Le aree tradizionalmente industriali, dal Biellese del tessile al Canavese dell’Olivetti, sono quelle che hanno sofferto di più. Ma è evidente che al Piemonte manca soprattutto il ruolo egemone, dal punto di vista economico e anche culturale, di Torino.  Non bastano i saloni del Gusto o del Libro per far risorgere un tessuto basato soprattutto sull’ indotto dell’ auto.

    E intanto la Fiat va a nozze con la Peugeot e si allontana sempre più dal Piemonte.

    Una regione che ha fatto l’ Italia nell’ 800; che ha guidato la rivoluzione industriale del ‘900 oggi sembra vagare alla ricerca di un’ identità sociale, culturale ed economica. Aziende come la Mahle delocalizzano trasferendo gli stabilimenti in Polonia dove pagano meno tasse (alla faccia dell’ Unione Europea, unione ma su cosa?). E sembra che nulla possano fare i governi di Roma o del Piemonte, le proteste sindacali, gli appelli dei vescovi o dell’ opinione pubblica.

    E’ un quadro nero? Temo che purtroppo sia la fotografia della realtà.

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  • MORTI SUL LAVORO, E’ IN CORSO UNA VERA GUERRA

    22 novembre 2019 • COSE NOSTRE • 3649

    Ambulanza 2

    È in corso una guerra che sta mietendo migliaia di vittime. Non è quella assurda che si sta combattendo ai confini fra Turchia e Siria. Nemmeno quell’ altra – dimenticata e crudele – nello Yemen.

    La guerra di cui stiamo parlando provoca 3 vittime al giorno. Un ferito ogni 50 secondi. 17mila morti negli ultimi 10 anni.

    Tornate indietro e rileggete il paragrafo precedente. Assurdo vero?

    Eppure, i freddi numeri sono terribili. Nel 2018 le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail sono state 641.261, in aumento dello 0,9% rispetto alle 635.433 del 2017. L’ anno scorso le vittime sono state 1.133: 104 in più rispetto a quelle denunciate tra gennaio e dicembre del 2017. E in questo 2019 le cose non vanno certamente meglio. 685 vittime fino ad agosto.

    In Piemonte siamo messi molto male. 98 morti lo scorso anno, in aumento di 15 unità rispetto al 2017. Ma dietro questi numeri ci sono nomi, cognomi, vite umane, famiglie, mogli, madri, figli. Uomini e donne usciti di casa per andare a lavorare, per dare un sostegno alla famiglia, e mai più tornate a casa.

    È assente in Italia una cultura della sicurezza sia da parte dei datori di lavoro sia di chi rifiuta di indossare abiti, calzature, caschi, guanti, tutto ciò che è idoneo a tutelarsi. Sono pochi gli ispettori del lavoro: ne mancano circa 1500. C’è ancora tanto lavoro nero e sommerso dove le garanzie per la salute dei lavoratori sono quasi del tutto assenti.

    Ma i giornali e i TG parlano solo delle guerre lontane, dimenticando questa che è una guerra molto più cruenta.

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  • IN ARRIVO UN ALTRO OUTLET, NE SENTIVAMO LA MANCANZA?

    14 novembre 2019 • COSE NOSTRE • 3125

    Roma, 31 mag. (askanews) - Vola il carrello della spesa. A maggio i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,8% su base mensile e dell'1,9% su base annua (in accelerazione da +1,2% registrato ad aprile). E' la stima preliminare dell'Istat.

	I prezzi dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto salgono dello 0,8% in termini congiunturali e del 2,1% in termini tendenziali (in accelerazione da +1,4% del mese precedente).

    Quasi 15 anni fa, nel 2005, in Piemonte c’ erano 80 grandi centri commerciali, adesso sono 195. Siamo passati complessivamente da 425mila metri quadri a 650mila dedicati alla grande distribuzione. E non basta.

    Fra tre anni  ne arriverà un altro, incredibilmente enorme, adiacente all’ aeroporto di Caselle. Pensate un’ area di 114mila metri quadrati, una città nella città con 230 negozi, 15 dedicati alla ristorazione. 2500 i posti di lavoro garantiti.  Insomma una città commerciale a fianco della grande città, pare ci saranno addirittura copie delle strade e delle case di Torino.

    Alla faccia di quelli che continuano a dire che bisogna aiutare il piccolo commercio, che non possiamo lasciar morire i negozi dei nostri comuni, piccoli e grandi. Queste operazioni portano milioni di euro nelle casse comunali per gli oneri di urbanizzazione e le amministrazioni locali fanno porti d’ oro pur di accaparrarseli.

    I giardini, le vie, i portici, le piazze delle nostre città sono sempre più vuoti, le serrande di migliaia di esercizi commerciali sono abbassate (forse per sempre) e intanto questi megacentri sorgono come funghi, in tutto il Piemonte.   E’ la vittoria del consumismo più sfrenato. Se poi non ci sono più tanti soldi da spendere che importa. E’ lì che dobbiamo andare a trascorrere le nostre giornate, compresi i festivi.

    Sarò demodè: queste città del consumo non mi sono mai piaciute. Le trovo estranianti, anonime, tristi. Preferisco il banco del mercato settimanale nei paesi (ma adoro anche Porta Palazzo), quando posso faccio la spesa dal piccolo commerciante che mi consiglia e orienta i miei acquisti. Questi grandi outlet li trovo architettonicamente brutti. Non vorrei  fare la Cassandra di turno,  ma temo che fra qualche decennio questi iper-mega-super centri commerciali saranno tanti dinosauri abbandonati alle porte delle nostre città. Monumenti inutili per una sfrenata corsa agli acquisti.

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  • LA PIOLA DI CATIA FESTEGGIA 50 ANNI

    13 ottobre 2019 • COSE NOSTRE • 6376

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    E’ lì dalla fine  degli anni ’70: una piola, incastonata come tante, nel tessuto sociale dei quartieri cittadini.

    Ma Borgo Vittoria non è un quartiere qualsiasi, esiste ancora una profonda radice, di memoria operaia, che non si rassegna alle mancanze, che non ci sta a vivere in un quartiere dormitorio, che non sopporta l’assenza di cultura, di iniziative, di confronto. Ed è proprio su questa sana radice che la coraggiosa Catia, supportata da Stefania, ha innestato la sua Piola.

    In epoca di chiusure lei apre, anzi allarga, ingrandisce, inventa.

    Apre il locale ma spalanca anche le porte alla cultura, all’incontro. Via quindi ai troppi tavolini e agli arredi tristi, crea un cortile e qui fa spazio ai libri, alla musica, alla poesia, al sociale, elementi che da sempre allontanano chi è abituato ad alzare il gomito o a creare problemi. Aggiunge sedie, piadine e panini dai nomi letterari, organizza incontri con gli scrittori e si mette addirittura in testa di creare un Festival letterario. Inutile dire che si svolgerà in primavera.

    Ma di non sola cultura vive l’uomo e Catia vuole mantenere intatta l’anima della sua piola, quindi seleziona con cura e attenzione i prodotti che mette in vendita. Lei, che è astemia, vende vini di qualità, oltre a marmellate artigianali, grappe di nicchia, dolci della tradizione e persino pezzi di sapone dalle mille profumazioni altrimenti introvabili.

    Catia è una forza della natura, non è mai ferma, legge, si informa, ha una curiosità mai paga. Nel giro di poco tempo, ai tavolini dellapiola, si sono avvicendati i maggiori scrittori e poeti torinesi, oltre a tantissimi musicisti, e tanti ne arriveranno ancora.

    Incontri proficui e mai banali, con un valore aggiunto in più, l’atmosfera familiare, la sensazione di essere a casa che consente a tutti di riassaporare l’incontro con gli amici.

    Se siete quindi a corto di idee regalo, se cercate un pensiero particolare, originale, per lasciare un segno nel cuore di chi lo riceverà, fate una capatina alla Piola Libreria di Catia, troverete di sicuro il regalo che fa per voi: un libro, una bottiglia di vino, un dolce artigianale, qualsiasi cosa sceglierete, racchiuderà l’esclusiva del regalo ricercato, quello che salta agli occhi perché fuori dagli schemi, quello dedicato proprio alla persona che lo riceve.

    Patrizia Durante

    La Piola Libreria di Catia

    Via Bibiana, 31

    Torino

    Tel. 011 250178

    www.piola-libreria.it

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