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  • NON BASTA PIANTARE ALBERI

    11 ottobre 2019 • COSE NOSTRE • 2817

    bosco

    Ormai è diventata una moda. In tanti corrono a piantare alberi per salvare il pianeta. Lo fanno i comuni, le aziende, le testate giornalistiche, le classi scolastiche e le singole persone. Ottima iniziativa, niente da dire. Ma non basta.

    Certo: più alberi ci sono sul pianeta e meno anidride carbonica circola nell’ atmosfera. Quindi ben vengano milioni di nuovi alberi, anche per affrontare la continua deforestazione che la follia umana sta perpetrando.

    Ma ci sono tante altre buone azioni che ognuno di noi può introdurre nella propria vita quotidiana. A cominciare dalla raccolta differenziata: però quella vera, fatta bene, nelle proprie case. E’ ovvio che questa va supportata da efficienti servizi comunali di raccolta rifiuti, ma intanto cominciamo a separare la plastica, il vetro, le lattine, la carta, l’ umido. Buttare tutto insieme fa male al pianeta.

    E poi la luce. Quante lampadine accese, inutilmente; quanta docce lunghissime,interminabili, con enorme spreco di energia e di acqua, per non parlare della pessima abitudine di lasciare il rubinetto aperto mentre ci si lava i denti; quanti condizionatori o termosifoni accesi 24 ore su 24 per portare le temperature negli appartamenti a quote polari o equatoriali.

    Per non parlare della carta o della plastica usata sempre in eccesso: è obbligatorio stampare tutte le mail che riceviamo? Perché ogni volta al supermercato acquistiamo il sapone liquido o il detersivo con il distributore e non soltanto la ricarica? Tonnellate e tonnellate di carta (quindi di alberi abbattuti) e di plastica che consumiamo inutilmente. Per non parlare dei trasporti: la macchina è sempre indispensabile? E pensare che fare due isolati a piedi fapure bene alla salute. Prendere l’ abitudine di salire qualche rampa di scale a piedi serve quanto andare in palestra e si risparmia l’ energia degli ascensori.

    Piccoli esempi che diventano gesti concreti per salvare il pianeta, tutti suggeriti da papa Francesco nella sua enciclica “Laudato sì”. Varrebbe la pena metterli in pratica, oltre a piantare alberi.

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  • UN TURISMO VECCHIO STILE E CHE NON RENDE

    19 settembre 2019 • COSE NOSTRE • 4387

    montagna estate 2

    Leggendo i dati di Unioncamere sull’ andamento turistico del Piemonte nel 2018 viene proprio da pensarla così. Siamo al penultimo posto in Italia per l’ incidenza di questo settore sul Pil regionale, anche per “turisticità” (cioè propensione al turismo) siamo in fondo alla classifica, davanti solo al Molise.

    Eppure il numero di visitatori continua a crescere (meno però della media nazionale) , così come aumentano le imprese e i lavoratori del settore, al punto che siamo al settimo posto in Italia per numero di aziende e addetti al turismo.

    Cos’è che non va? Non va bene che sia un turismo mordi e fuggi, da un giorno o poco più, che il visitatore venga una volta e poi non torni più e, soprattutto, che soltanto il 20 per cento dei turisti che arrivano in Piemonte siano stati richiamati dal web, da internet. Siamo ancora al passaparola, che va benissimo. Addirittura il 53 per cento dei visitatori è arrivato su consiglio di amici.

    Quindi siamo una bella regione, con grandi attrattive, ma il turismo non rende come dovrebbe e potrebbe. Quante località, quante aziende, quanti hotel, quanti ristoranti sono presenti e attivi su internet? Attenzione. Non vuol dire soltanto avere un sito, ma significa tenerlo aggiornato quotidianamente, collegarlo ai social network, utilizzarlo per campagne promozionali. Attività che non si possono fare artigianalmente, nei ritagli di tempo: occorre affidarsi a società di comunicazione specializzate.

    Non parliamo poi delle campagne pubblicitarie istituzionali, forse siamo ancora alla preistoria, alla cartellonistica.

    C’è un solo aspetto positivo in tutto questo. Non possiamo che migliorare.

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  • OTTIMA ANNATA PER VINI E NOCCIOLE, MA INTERESSA A QUALCUNO?

    12 settembre 2019 • COSE NOSTRE • 3303

    Vigneti-Langhe

    Nei vigneti piemontesi è partito il conto alla rovescia della vendemmia 2019, per la quale i tecnici tracciano un profilo d’annata che fa ben sperare. Grandi soddisfazioni si attendono in termini qualitativi per i 17 vini Docg e i 42 Doc della nostra regione.

    Al via anche  la raccolta delle nocciole, in particolare nelle province di Alessandria, Asti e Cuneo, ma la coltivazione si è diffusa in questi ultimi anni anche nel Torinese. Importante prodotto per l’economia del territorio, la Nocciola Igp Piemonte, coltivata su una superficie complessiva di oltre 20 mila ettari di cui 15 mila sono impianti attivi e la produzione totale è di 240 mila quintali di cui 103 mila certificati Igp, è tra le eccellenze agroalimentari del Piemonte, conosciuta in tutto il mondo.

    Due ricchezze del Piemonte stanno vivendo la stagione del raccolto per una annata che si preannuncia straordinaria. Una notizia da prima pagina e che invece passa del tutto inosservata.

    Siamo attentissimi appena cala la produzione di automobili di qualche punto in percentuale, sobbalziamo preoccupati ad ogni modifica dello Spread. E invece restiamo indifferenti se due nostre eccellenze si apprestano a vivere un’annata record.

    Questo è il peccato originale del nostro Piemonte. Aver dimenticato le nostre vere ricchezze. Non siamo più la regione dell’ automobile… Vogliamo rendercene conto?

    Il nostro autentico valore e la vera fama mondiale stanno nei prodotti della terra: vino, tartufi, riso, nocciole in testa. Madre Natura ci ha regalato questi tesori e se non sappiamo nemmeno apprezzarne il valore… Poveri noi!

     

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  • VACANZE SÌ, MA PROPRIO PER TUTTI

    29 agosto 2019 • COSE NOSTRE • 3747

    anziani

    Lei si chiama Melanie, ha 29 anni, è affetta da spina bifida e questa malformazione l’ ha costretta sulla sedia a rotelle fin dall’infanzia. Lui, Trevor, ha 42 anni e da 5 ha perso la vista a causa di un glaucoma. Vivono nel Colorado, ma insieme scalano le montagne. Trevor si carica sulle spalle Melanie, lei lo guida nel cammino e gli racconta le meraviglie della natura.

    Una storia fantastica che arriva dagli Stati Uniti che può e deve avere tante emulazioni anche dalle nostre parti. E invece, proprio nel periodo delle vacanze, le difficoltà per i disabili sembrano moltiplicarsi. Per molte persone le vacanze sono ancora tabu’.

    Per fortuna, invece, ci sono associazioni – anche nel nostro Piemonte – che regalano momenti di spensieratezza e di svago ai soggetti più deboli. La Casa del Movimento Lento(casa@movimentolento.it ohttps://www.noisyvision.org/it/), ad esempio, offre un percorso condiviso tra vedenti e non vedenti: un’esperienza nuova e interessante per chiunque.

    Il vedente può descrivere il paesaggio che percepisce con gli occhi, mentre il non vedente può raccontare quello che coglie con gli altri sensi, il profumo dell’acqua, il suono delle ali delle api. Uno scambio equo, in cui abbandonare i ruoli di guida e guidato, di disabile e normodotato, per sperimentare insieme, fuori dai luoghi comuni, il concetto di diversa abilità.

    E poi c’ è SloWays che ripropone dal 29 Agosto al 1 Settembre  “Il Cammino di Oropa, con altri occhi“, un viaggio multisensoriale di quattro tappe aperto a persone vedenti, non vedenti, ipovedenti, che decideranno di condividere un pezzo di vita scambiandosi esperienze, conoscenze ed emozioni, insieme a guide esperte e camminatori ciechi o sordi. Dal 27 al 29 settembre 2019 Dario Sorgato scrittore, designer, blogger, affetto da una malattia rara che colpisce vista e udito, terrà alla Casa del Movimento Lento il seminario “In Cammino, in ogni senso”,  uno straordinario viaggio multisensoriale.

    Come non ricordare, infine, i volontari che accompagnano le persone in carrozzina al mare oppure in montagna (http://www.turismabile.it/). Insomma, se vacanza deve essere….che lo sia proprio per tutti.

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  • SIAMO GIA’ NELL’ ERA DEL GRANDE FRATELLO

    14 agosto 2019 • COSE NOSTRE • 4287

    COMPUTER

    L’ altra sera ero a cena con un amico e parlavamo dell’ intolleranza al lattosio. Il mio cellulare era nella tasca della giacca, accanto a me. Il mattino dopo, quando ho acceso il telefonino, ecco un messaggio: “sei intollerante al lattosio?”. Incredulo, ho cercato di capire e mi hanno spiegato che esistono applicazioni che  percepiscono i dialoghi fra persone, anche se l’ apparecchio non è attivo.  Spesso, autorizzando l’ uso di un’ applicazione, si consente – inconsapevolmente –  anche questo cosiddetto “cavallo di troia”. L’ inchiesta sui magistrati del CSM me ne ha dato conferma.

    Scorrendo le cronache scopriamo che – per scoprire, colpire e prevenire episodi di maltrattamenti – c’ è la volontà di installare telecamere nascoste in tutti gli asili, negli ospedali, negli istituti di assistenza per anziani. C’ è, inoltre,  un progetto di legge che, per sconfiggere i cosiddetti “furbetti del cartellino”, prevede la sostituzione dei badge per i controlli orari con apparecchi che rilevano le impronte digitali.

    Per non parlare dei motori di ricerca: sarà capitato a tutti di cercare, ad esempio, un hotel a Berlino e di essere bombardati, nei giorni successivi, di inserzioni pubblicitarie di alberghi, ristoranti, musei, ecc. che si trovano nella capitale tedesca. Tranquilli, nelle nostre città non riusciamo a fare dieci metri senza essere sorvegliati da telecamere.  I dialoghi e i messaggi di Whatsapp, Twitter, Facebook, Instagram siamo sicuri che siano davvero gratuiti? In questo mondo non c’ è nessuno che regala nulla e quindi tutti le nostre conversazioni da qualche parte finiscono e chissà l’ uso che ne faranno.

    Insomma, viviamo nella società del Grande Fratello. Alla faccia della privacy. Tutto questo ci piace? A me, personalmente, mette un po’ di inquietudine. Mia mamma mi diceva spesso “male non fare, paura non avere…”. Questo è vero. Ma ho la sensazione che la nostra vita sia diventata tutta di dominio pubblico, nulla più sia privato. Tornare indietro non si può, bisogna conviverci. Occorre però saperlo ed esserne consapevoli.

     

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  • SE TRUMP UCCIDE LE API

    7 agosto 2019 • COSE NOSTRE • 3383

    api-alveare.630x360

    Due settimane negli Stati Uniti sono utili anche per disintossicarsi dall’ informazione di casa nostra. Quanto sembrano distanti le baruffe fra Salvini e Di Maio oppure le scemenze di un consigliere comunale di Vercelli. Poi però, ascoltando i TG americani, senti una notizia che ti fa sobbalzare sulla sedia. Nei giorni successivi ne cerchi traccia sui media italiani, niente.

    L’ EPA, agenzia per la protezione dell’ ambiente negli Stati Uniti, ha approvato definitivamente l’uso del sulfoxaflor, un potente insetticida tossico per le api. Questo veleno è prodotto da un’azienda che ha finanziato la campagna elettorale di Trump, mentre diversi studi scientifici, condotti sul sulfoxaflor, hanno stabilito che è altamente micidiale per tutti gli insetti impollinatori, ma soprattutto per le api.Le api sono il più importante essere vivente per il nostro pianeta e sono in via di estinzione per colpa dell’ uomo. Negli ultimi anni è scomparso quasi il 90 per cento della popolazione di questi insetti nel mondo. Sono i numeri a parlar chiaro: il 70 per cento dell’ agricoltura dipende dalle api che sono il miglior sistema di trasporto per la riproduzione delle piante.La vicina Francia è già corsa ai ripari vietando l’ uso di 5 pesanti pesticidi. In Piemonte il troppo caldo sta danneggiando gli alveari, le api hanno smesso di volare e si prevede un crollo della produzione di miele del 40 per cento.Eppure giornali e telegiornali italiani continuano a occuparsi delle baruffe fra Salvini e Di Maio…..

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  • COMPRA IN VALLE, BATTAGLIA DI GIUSTIZIA

    19 luglio 2019 • COSE NOSTRE • 4993

    montagna

    Nello scorso weekend le nostre montagne sono state prese d’assalto ed erano affollate come le spiagge a Rimini nei giorni di ferragosto. Per sfuggire al caldo africano siamo saliti in quota. Dalle Valli di Lanzo alla Val Varaita, dal Monferrato alle Langhe, dalle Valli Po alla Valsusa.. Ovunque, code di auto ininterrotte e famiglie festanti.

    La domanda per tutti è : cosa vi siete portati a casa? Niente? Malissimo.

    La nostra montagna è povera. I Comuni a rischio spopolamento. Sono pochi i negozi, i bar, le osterie che resistono, tenacemente. Molti hanno dovuto chiudere, abbassare le serrande. E una comunità senza esercizi commerciali è destinata a morire. L’ unica speranza di vita sono i turisti e i gitanti della domenica. Ma certamente non quelli che arrivano con il bagagliaio pieno, quelli che si portano anche l’ acqua comprata al supermercato e il caffè nel thermos… E poi tornano a casa lasciando alla montagna solo sacchi di immondizia.

    L’ Uncem (unione comuni comunità enti montani) e la Camera di commercio di Cuneo hanno lanciato la campagna Compra in Valle. Un salame, un pezzo di formaggio o di burro d’ alpeggio, un pacco di biscotti fatti con la ricetta della nonna, un chilo di frutta del contadino, un caffè o un gelato al bar… Comprate anche solo uno di questi prodotti, vi porterete a casa una prelibatezza sicuramente genuina e regalerete una boccata d’ ossigeno all’ economia delle nostre vallate. Un qualsiasi acquisto, seppur piccolo, è uno stimolo a non mollare. Ad andare a avanti, seppur fra mille difficoltà.

    La montagna e la campagna ci regalano aria buona e panorami mozzafiato. Ricambiamo comprando in valle. È una battaglia non solo economica, ma culturale e di giustizia.

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  • CHE NOSTALGIA DELL’ORATORIO

    4 luglio 2019 • COSE NOSTRE • 3521

    oratorio

    Finita la scuola. Per gran parte delle famiglie si apre un problema enorme: il tempo libero dei ragazzi.

    Un problema che ci accompagnerà per tutta l’ estate, tranne le poche settimane di ferie che tutta la famiglia trascorrerà insieme. Spesso ci sono i nonni che suppliscono e seguono i bimbi più piccoli, ma sono soprattutto gli adolescenti a non saper come riempire giornate intere, se non chattando con il telefonino. Ed è proprio in questi giorni che mi torna – forte, molto forte – la nostalgia dell’ oratorio.

    Io ho frequentato due oratori, quello della mia parrocchia Madonna Divina Provvidenza e quello del Martinetto, dove andavo a giocare a basket. Entrambi a Torino.

    Ho ricordi meravigliosi di quegli anni, forse anche perchè rappresentano la mia adolescenza e l’ età in cui vivi e imposti tutte le speranze del futuro. Oggi sembra che gli oratori siano scomparsi e i ragazzi forse non sanno nemmeno cosa voglia dire ritrovarsi per interminabili partite di pallone, per suonare la chitarra, per stare insieme ore e ore a discutere e ridiscutere su tutto, dalla pace nel mondo al calcio, dagli amori giovanili alla canzone dell’ estate. Oggi li vedo: preferiscono passare le giornate davanti al computer o al cellulare.

    Certamente c’ è carenza di vocazioni, quindi di sacerdoti, ma anche di animatori. Sono a conoscenza di molte parrocchie e comunità che, con sforzi enormi, tengono aperti gli oratori, i campeggi estivi, i centri per estate ragazzi. Ma che tristezza vedere quei cortili, quei campi di calcio assolati e deserti, abbandonati mentre i nostri ragazzi passano le giornate a bighellonare per le vie delle città e dei paesi.

    Non so cosa possa stimolare le comunità a riaprire le tante sale chiuse, a rispolverare i tavoli da ping pong e i calciobalilla, a rimettere in sesto i campi di calcio, di basket e di pallavolo, a riaccordare le vecchie chitarre. Ma so che tenerli chiusi è una sconfitta, per tutti

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  • IL CORAGGIO DI SMETTERE, ELOGIO DEL CHIAMPA

    6 giugno 2019 • COSE NOSTRE • 3039

    CHIAMPARINO

    Per dieci anni sindaco di Torino, per cinque presidente della Regione Piemonte, più vari incarichi a livello nazionale. Alle 17.45 di lunedì 26 maggio, Sergio Chiamparino aveva  detto “basta”.

    “Questa è stata la mia ultima battaglia, l’ ho persa, ho già telefonato a Cirio per complimentarmi e gli ho detto: spero tu faccia meglio di me”.  A soli 71 anni, l’ ultimo “ragazzo rosso” di Torino ha lasciato la politica. Poi in settimana, la conferma: non farà nemmeno il consigliere di opposizione a Palazzo Lascaris.

    Tanto di cappello. Comunque la si pensi politicamente, il Chiampa ha segnato la storia della nostra regione in questi ultimi 20 anni. La politica del sorriso, dello stare vicino alla gente, del parlare in dialetto, ai confini fra l’ aurguzia e la bonomia. Sempre dalla parte di questi territori, a difesa del suo Piemonte.

    La sera della vittoria di Cirio, mentre ero a Palazzo Lascaris per raccontare i risultati di questa tornata elettorale, mi è capitata fra le mani una notizia di agenzia. A Nusco, paesino di 4mila abitanti, in provincia di Avellino, è stato rieletto sindaco Ciriaco De Mita, l’ ex leader della Democrazia Cristiana,  alla veneranda età di 91 anni.

    A quel punto ho detto (e dico),  con maggior riconoscenza, GRAZIE a Sergio Chiamparino per il suo impegno a favore della nostra terra. E soprattutto per aver saputo smettere al momento giusto. La politica ha bisogno di esempi così.

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  • LA RICCHEZZA DELL’ INVECCHIAMENTO ATTIVO

    6 maggio 2019 • COSE NOSTRE • 4418

    anziani

    Il 22 aprile è  il compleanno del Premio Nobel per la medicina Rita Levi Montalcini. Nata a Torino il 22 aprile del 1909: se fosse ancora viva, quel giorno compirebbe 110 anni. Proprio per ricordare il compleanno di questa grandissima donna, la Regione Piemonte ha deciso di istituire una giornata di festa – ogni anno – dedicata all’ invecchiamento attivo, per promuovere la partecipazione delle persone di età più avanzata alla vita sociale e culturale, valorizzandone esperienze e capacità.

    In Piemonte sono 1 milione e 146 mila le persone con più di 65 anni. Anziani attivi ai quali guardare come una risorsa per la società e non come un ‘costo’, favorendone l’integrazione nella comunità in cui vivono. Invecchiare bene si può: non è solo un problema di prevenzione sanitaria, ma di qualità della vita e di partecipazione sociale. Non possiamo permettere di disperdere il loro contributo sociale, culturale e anche professionale.

    In una regione che invecchia sempre più, occorre garantire agli anziani una vita dignitosa, ma saper sfruttare anche le loro indubbie qualità ed energie.

    E’ inutile che vadano a guardare i lavori nei cantieri, anche perché di cantieri aperti ce n’ è sempre meno. La nuova legge regionale finanzia le iniziative territoriali. Enti locali, Asl, strutture residenziali, istituzioni scolastiche e universitarie, organismi di formazione, associazioni di tutela e di rappresentanza degli anziani potranno promuovere e sostenere l’auto-organizzazione, il volontariato, la cittadinanza attiva e lo sviluppo sostenibile di reti sociali.

    Per tante famiglie i nonni sono l’ autentica ancora di salvataggio, ma che ricchezza poterli valorizzare anche nella società. Università della Terza Età, nonni-vigili, accompagnamento di disabili e invalidi per esami clinici, Protezione Civile… sono infiniti i campi di volontariato per questi anziani attivi.

    Oltretutto GRATIS. Parola quasi sconosciuta di questi tempi.

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