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  • Sindone, il fascino del mistero

    18 aprile 2015 • COSE NOSTRE • 5425

    SINDONE

    Ancora una volta mi sono ritrovato di fronte alla Sindone. E ancora una volta mi sono emozionato, per non dire commosso.

    E’ il lenzuolo più famoso del mondo, è il lenzuolo del mistero.

    Quel che mi affascina, infatti, non è l’ aspetto sacro, oppure le varie discussioni sulla sua autenticità: sono da sempre stupefatto che tutti gli studi scientifici eseguiti nei secoli non siano mai riusciti a spiegare come su quel lino si siano formate le immagini di un uomo martoriato e crocefisso. Certamente non è un dipinto, ma nessuno sa come si siano formate quelle macchie…

    Per me, credente, è un invito alla preghiera.

    Ma per molti è un falso: benissimo, ma questo vuol dire che secoli e secoli fa qualcuno è riuscito a realizzare un manufatto che a oggi, nonostante tutti gli studi scientifici eseguiti, risulta inspiegabile.

    Il mio invito è di andare, da qui al 24 giugno, a vedere la Sindone nel Duomo di Torino. Soffermatevi e riflettete. E scrivete, qui sul blog, le vostre impressioni, le vostre emozioni.

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  • Non toccatemi le piazze storiche

    24 febbraio 2015 • COSE NOSTRE • 6910

    mercatini piazze

    Non sono snob, mi piacciono le contaminazioni. Ma per favore lasciate stare le piazze storiche delle nostre città.

    I gazebo dei cioccolatieri in piazza San Carlo. Le bancarelle nella piazzetta della Biblioteca Nazionale. Piazza Carignano invasa dai mercatini. Un venditore di “4 salti in padella” in piazza Vittorio.

    Tempo di crisi,  tutti hanno diritto a lavorare,  capisco tutte le ragioni degli ambulanti…ma anche il valore storico ed estetico di certi angoli di Torino  non ha prezzo.  Non si può  rovinare l’ immagine di un palazzo storico,  nascondere un portone artistico con un tendone, un banchetto improvvisato. Ci sono angoli di Torino che sono opere d’ arte: mettereste un post-it sul sorriso della Gioconda?

    Ripeto: giusto e legittimo il diritto di commercio degli ambulanti. Basterebbe farlo nelle vie limitrofe, oppure allestire spazi espositivi, eleganti appositamente per queste manifestazioni.  I mercatini di Natale che si vedono in Trentino o in Austria sono un bell’ esempio. I gazebo no…

    Ecco perché sto con le lenzuola in piazza Carignano : “piazza più bella senza la bancarella “, “basta mercati fra i musei”…

    Lasciateci il gusto del bello!

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  • Michele Ferrero, l’uomo Nutella

    16 febbraio 2015 • COSE NOSTRE • 6679

    michele-ferrero

    Un piemontese doc….un imprenditore che chiamava i suoi dipendenti “collaboratori “….un uomo di fede….colui che ci ha regalato la Nutella…un tifoso del Toro…l’uomo che ha dato dignità alle Langhe della Malora…un lavoratore che provava i suoi prodotti e voleva che piacessero ai bimbi e alle mamme…un industriale che guardava al prodotto e non alla finanza…uno degli uomini più  ricchi al mondo ma che ha sofferto tanto la povertà. .un padre che ha perso un figlio…un nome famoso ma sempre lontano dai riflettori. ..

    sono solo alcune delle frasi lette in queste ore. Il resto aggiungetelo voi.

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  • Crescono i malati di gioco, niente bar con slot-machine

    7 febbraio 2015 • COSE NOSTRE • 6664

    macchinette-video-poker-multilinea

    Negli ultimi 10 anni in Piemonte sono aumentati del 700 per cento i cosiddetti malati di gioco. Quelli che si rovinano la vita e distruggono famiglie e capitali giocandosi tutto alle slot-machine. In crescita, a dismisura, sono i giovani e gli anziani. Gratta e vinci, videpoker, gioco su internet, macchinette mangiasoldi. E’ tutto un proliferare di truffe legalizzate, sulle quali lo Stato ci guadagna.

    Un fenomeno ben visibile a tutti, ma sommerso perchè – a differenza della droga e dell’ alcol – sono pochissime le persone che ammettono di rovinarsi la vita con il gioco.

    Eppure basta entrare in un bar, a qualsiasi ora del giorno, per vedere code di persone davanti a quelle dannate macchinette.

    E allora io proseguo la mia personale battaglia. Mi rifiuto di prendere il caffè nei bar dove ci sono le slot-machine. Se entro e le vedo, esco e cerco un altro bar.

    Servirà a poco, capisco l’ interesse dei gestori dei bar che godono di questi facili guadagni. Ma sapendo dei drammi che avvolgono intere famiglie, faccio una scelta. Il caffè preferisco prenderlo con l’ anima in pace e non in locali che sfruttano le debolezze della gente.

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  • Perché tanto odio verso il Natale

    16 dicembre 2014 • Archivio, COSE NOSTRE • 10581

    albero natale

    Colgo nei dialoghi fra la gente e scorrendo le pagine  dei social network una insofferenza, se non addirittura  odio, nei confronti delle prossime festività natalizie.

    Da sempre  sono convinto che il Natale sia soprattutto la gioia dei bambini e che la vera festa ci sia in quelle case dove ci sono i piccoli che vivono in trepidazione, in attesa dei regali.

    Ma perche tanti non hanno più voglia di fare l’albero o il presepe? Parecchi mi dicono  “vorrei che fosse già il 6 gennaio.”

    È solo perche c’è la crisi? Perche mancano i soldi? Non credo.. Temo piuttosto un inaridimento dei cuori.  Non abbiamo più la capacità di esprimere i nostri sentimenti.. 

    Io ho una mamma molto anziana.  La mia gioia del Natale è trascorrerlo con lei.  Ogni anno temo possa essere l’ultimo. E già so che quando non ci sarà più,  il Natale non avrà più lo stesso sapore.

    E mi pentirò amaramente di tutte le volte che ho maledetto il Natale.

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  • Con che criterio mettiamo “mi piace”

    3 dicembre 2014 • COSE NOSTRE • 8351

    PC Like

    Un uomo ammazza la sua compagna, posta la “notizia” su Facebook con la scritta “sei morta tr…..” e riceve nel giro di poche ore 308 “mi piace”.

    Accade in Italia, nel 2014, a Salerno. Pare incredibile, ma è proprio così.

    E non solo. Di quei 308 like, una trentina sono precedenti alla notizia del femminicidio apparsa sulle agenzie, nei tg, sui giornale, alla radio. Altri 265 sono successivi al fatto accaduto e divenuto di dominio pubblico.

    Allora mi domando: ma con quale criterio mettiamo “mi piace” su Facebook? Gabriele Romagnoli su Repubblica ha scritto: “Schiacciare like è un gesto da scimmia in laboratorio, si reagisce con un istinto primitivo e quindi più bestiale che umano”.

    La pensate anche voi così? Discutiamone insieme.

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  • Gli angeli del fango

    14 ottobre 2014 • COSE NOSTRE • 6328

    angeli genova 1

    Li abbiamo visti tutti in televisione e io li ho visti anche dal vivo, mentre lavoravano nell’alessandrino,  nella zona di Gavi.
    Sono gli angeli del fango: ragazzi,  giovani, adulti,  anziani, uomini, donne con le pale, con le scope, con qualsiasi attrezzo per ripulire le strade, i negozi, gli scantinati. Sono l’immagine bella di questa alluvione che ci sta flagellando.
    La speranza è che da grandi non diventino anche loro una causa diretta o indiretta di quel che sta succedendo.
    Perché le colpe sono della burocrazia dello Stato,  ma anche di chi, a tutti i costi, ha voluto costruire case e capannoni, fabbriche e negozi in zone pericolose a ridosso dei fiumi.

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  • La fine dei talk show

    2 ottobre 2014 • COSE NOSTRE • 8178

    studio televisivo

    Tutti in crisi. Ascolti in caduta verticale per Floris, Giannini, Vespa, Paragone, Gruber, Telese, addirittura anche per Santoro. Insomma, l’ era dei talk show è finita.

    Io personalmente sono uno di quelli che ha smesso di guardarli. Che noia. Sempre le solite facce, i soliti politici che hanno poco o nulla da dire e allora lo gridano sempre più forte.

    Preferisco una partita di calcio o un bel film.

    E voi? Guardate ancora i talk show?

    E ancora: secondo voi,  la crisi da dove deriva? Colpa dei conduttori? Della formula ormai superata? Degli ospiti sempre più scialbi?

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  • Crisi e iPhone. Qualcosa non va

    26 settembre 2014 • COSE NOSTRE • 8415

    cellulare

    Raccontano le cronache che negli anni passati in certi bassi di Napoli non c’erano i soldi per le culle dei bimbi (li facevano dormire nei cassetti del como’)  ma c’erano uno o due televisori per ogni casa.

    Oggi si dice che le famiglie non arrivano a fine mese, ma abbiamo visto le code notturne per accaparrarsi l’ iPhone 6.

    Allora é sempre così.  Si rinuncia anche al necessario ma si spende per il superfluo.

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  • A scuola a 5 anni. No, grazie

    22 settembre 2014 • COSE NOSTRE • 6633

    torino

    Parlo per esperienza personale. Mio figlio è andato in primina, a 5 anni. Alla luce dei quasi 15 anni passati sui banchi scolastici, oggi dico: no, grazie!

    E lo dico dopo aver letto l’ annuncio del ministro Stefania Giannini: “Accorciamo le materne, diamo la possibilità ai genitori di mandare i figli a scuola un anno prima”. E via, a seguire una sequela di esperti psicoterapeuti che sposano la proposta: “Oggi i bambini hanno maggiori competenze cognitive, socializzano bene, giusto partire prima…”, “Quella del ministro Giannini è una buona idea…”, “Anche i più piccoli sono pronti per lo stress emotivo del primo giorno di scuola…”

    Negli Stati Uniti l’ obbligo scolastico è a 5 anni, in Giappone, Cina e Australia a 6. In Europa, quasi ovunque  (Italia compresa), a 6 ma in Svezia, Danimarca, Finlandia si entra in classe a 7 anni.

    Mah… continuo a pensare che sia giusto lasciare i nostri piccolini a giocare, oziare, divertirsi, dormire… Di anni da passare sui banchi di scuola ne avranno parecchi, comunque. Miglioriamo quelli, anzichè farci venire idee strampalate. E lo dico da genitore pentito…

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