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  • Grattacieli a Torino

    25 aprile 2014 • Archivio • 16535

    Leggo che a Torino verranno realizzati altri sei grattacieli. E’ stato modificato il piano regolatore della città e si stanno cercando gli investitori (alcuni ci sono già). In tutto ne avremo 8.

    E io che ancora non riesco a digerire quello del SanPaolo in corso Inghilterra e quello della Regione al Lingotto che stanno nascendo. E non sopportavo nemmeno la torre Littoria di piazza Castello o il palazzo Lancia in borgo San Paolo.

    A me il panorama di Torino piace solo con la Mole, i tetti rossi, le facciate gialle degli edifici e i campanili delle chiese.

    E voi? Che ne pensate?

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  • I nostri ragazzini e internet

    17 aprile 2014 • Archivio • 12124

    Father dragging son from the computerOgni giorno la cronaca ci porta qualche brutta nuova a proposito di cyberbulli, cioè di ragazzini che fanno i furbi dietro l’ anonimato di internet. Poi arrivano le tragedie come quella di Venaria o quella di qualche mese fa a Oleggio. Ragazzine che si tolgono la vita forse anche perchè bersagliate da amici virtuali sui vari siti della rete.

    Ma cosa fanno i nostri ragazzi quando sono attaccati al computer o al telefonino? Noi genitori non lo sappiamo. E’ questo il vero problema.

    Per un presunto e sbagliato  concetto della privacy non li disturbiamo, non li controlliamo. Ed è sbagliatissimo. Loro passano tantissimo tempo a chattare e noi in quel mondo non ci siamo. Siamo attentissimi se hanno qualche linea di febbre, se danno un colpo di tosse, ma ignoriamo tutto il loro mondo virtuale. Che è la loro vita di relazione più importante.

    Mi è capitato di assistere a ritrovi di adolescenti dove nessuno parla, ma tutti “dialogano” solo attraverso messaggini o chat. E in quel mondo il peso delle parole è terribile. Dire a un ragazzino “ma va a morì ammazzato” con una risata, è ben diverso da scriverglielo su un sito. E tra i messaggi trovati sul computer della tredicenne di Venaria che si è uccisa c’ era anche la frase “sei un cesso…ammazzati!”

    Stiamo perdendo i nostri ragazzi, sono finiti in un mondo a noi totalmente sconosciuto. Quando ero ragazzino ho sorpreso più volte mio papà sbirciare sul mio diario, allora mi fece imbufalire. Adesso so che aveva ragione.

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  • Pane e brioche

    13 aprile 2014 • Archivio • 6228

    Il presidente della Corte Costituzionale prende 1490 euro al giorno. Il segretario generale della Camera dei Deputati 1309 euro al giorno. Quello del Senato 1169. Il presidente della Corte dei Conti 852. Tutte cifre lorde, purtroppo per loro. Fate voi i conti di quanto fa al mese e all’ anno. E datemi pure del populista o del demagogo..

    Io so soltanto che ci sono famiglie che quelle cifre non le prendono nemmeno in un mese. Ad esempio quei pensionati che hanno lavorato una vita e si trovano con una miseria di assegno mensile…

    Cosa aggiungere altro? Potremmo dire che “siamo senza parole”….

    «Se non hanno più pane, che mangino brioche!». La frase è tradizionalmente attribuita a Maria Antonietta d’Asburgo-Lorena: l’avrebbe pronunciata riferendosi al popolo affamato, durante una rivolta dovuta alla mancanza di pane. Forse lei quella frase non l’ ha mai pronunciata, ma finì sotto la ghigliottina…

    Per fortuna, oggi, il popolo non è affamato e il pane non manca. E nemmeno le brioche. Però quegli stipendi…

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  • Ma cosa dovrei leggere…

    2 aprile 2014 • Archivio • 7303

    Tra il 2011 e il 2013 la quota dei lettori in Italia è scesa dal 49 al 43 per cento, quella di chi ha acquistato almeno un libro dal 44 al 37. Il calo ha toccato soprattutto le persone tra i 35 e i 44 anni, solo gli over 65 hanno speso di più per leggere. La vendita di ebook (libri su internet) è cresciuta, ma troppo poco per compensare il calo dei lettori.

    Tante le cause. La crisi economica, la chiusura delle librerie indipendenti, lo scarso impegno dei governi e della scuola nel far amare la lettura..certamente. Nella sola Torino in due anni le librerie sono passate da 134 a 127  (ha chiuso anche la storica Paravia di via Garibaldi, la più antica libreria d’ Italia) e tutte hanno fatto registrare un notevole calo di fatturato.  Tra qualche settimana partirà la kermesse del Salone del Libro di Torino e tutti saremo travolti dall’ ottimismo delle cifre e delle presenze…ma non è tutto oro quello che luccica.

    Fra le tante cause del crollo delle vendite di libri mi permetto di aggiungerne una, la mia. La povertà dell’ offerta sul mercato. Quant’è che non compro un libro davvero bello? Un volume che mi travolga con le sue emozioni? Tantissimo.

    Spendo una ventina di euro, leggo i primi capitoli e poi sono già stufo. Eppure le case editrici continuano a sfornare nuove proposte e novità presentate come fenomenali. Io mi sto rifugiando nei vecchi Simenon (mai passati di moda) oppure in Sciascia, Pavese, Fenoglio, Tomasi di Lampedusa, insomma…i classici.

    E allora chiedo la vostra collaborazione. Suggerite romanzi, racconti, inchieste…libri che valga davvero la pena di spendere 20 euro e ritrovare il gusto e la passione della lettura.

     

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  • Papa Francesco piace perche’ piemontese

    16 marzo 2014 • Archivio • 16174

    Diciamolo con orgoglio: Papa Francesco piace. E piace perchè nelle sue vene scorre sangue piemontese. I suoi modi di fare, la sua spontaneità, l’ immediatezza dei suoi gesti sono tipici della nostra gente.

    Mio papà, langarolo purosangue, anche se si poteva permettere un paio di scarpe nuove, si faceva sempre risuolare i tacchi per fare ancora una stagione. Non si sarebbe mai fatto portare la valigia da nessuno, se la portava sempre da solo. Il conto lo pagava lui, di tasca sua. Avrebbe scelto di vivere sempre in un appartamento con la famiglia e non da solo, anche se in un palazzo lussuoso. Insomma, proprio come Papa Francesco che ha stupito il mondo perchè usa le vecchie scarpe di quand’ era vescovo di Buenos Aires, perchè si è portato a mano la valigia in aereo, perchè ha saldato il conto del residence dove ha alloggiato durante il Conclave, perchè vive in Santa Marta insieme ai confratelli e non da solo negli appartamenti pontifici. Piccoli esempi di piemontesità.

    Ma, certo c’ è un ma….Il Piemonte sembra non accorgersi di avere un Papa che arriva dalle nostre terre. Il turismo religioso è una delle maggiori fonti di reddito per tante zone del mondo. Si pensi quel che accadde a San Giovanni Rotondo per Padre Pio, a Medjugorie, e in tanti altri luoghi di santi o di santuari. Da noi, per il momento nulla. Che io sappia è stato intitolato a Papa Francesco un vigneto a Portacomaro d’ Asti. Null’ altro! Eppure sono sicuro che ci sarebbero migliaia di turisti- pellegrini che arriverebbero a frotte per vedere dove sono nati gli antenati della famiglia Bergoglio.

    Il mio potrà apparire un discorso blasfemo, ma in un momento di crisi come l’ attuale, mi permetto di suggerire – a livello istituzionale e a livello di imprenditoria privata – questa grande opportunità per attrarre gente e far girare l’ economia locale. Pensiamoci e magari prepariamoci per l’ anno prossimo quando milioni di pellegrini arriveranno a Torino per la Sindone, e verrà anche lui, Francesco: proporre in tour nei luoghi d’ origine del Papa sarebbe un successo. Ne sono sicuro.

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  • Una generazione di alcolizzati

    9 marzo 2014 • Archivio • 16082

    L’ altro giorno su Facebook mi imbatto in un filmato di mio figlio, 18 anni. Alle 10 del mattino si tracannava una birra tutta d’ un fiato. Preoccupato più che irritato l’ ho chiamato e lui mi ha risposto: “ma dai…è un gioco. Io devo farmi riprendere mentre bevo, poi nomino altri 6 amici che devono essere filmati mentre si fanno un alcoolico e così via” . Una catena di Sant’ Antonio alcolica.  Va be’ – ho pensato – di cavolate ne facevo anche io, alla sua età…

    Poi mi sono capitati sotto gli occhi questi dati

    – il 64,5 per cento dei ragazzi fra gli 11 e i 14 anni ha dichiarato d’ aver già fatto consumo di alcol

    – il 6 per cento prima degli 8 anni

    – il 49,9 per cento non sa che l’ alcol può creare dipendenza e alterare le funzioni dell’ organismo

    – il 32,4 per cento  dichiara di bere in famiglia, il 30 per cento con gli amici

    – il 47,3 per cento è convinto che l’ alcol non altera le proprie capacità

    E allora? stiamo crescendo una generazione di alcolizzati? che colpe abbiamo noi genitori? e la scuola? e lo Stato? e la pubblicità che a tutte le ore ci inonda di spot ad alto tasso alcolico?

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  • Che fine ha fatto il Carnevale?

    26 febbraio 2014 • Archivio • 7057

    Da bambino indossavo una maschera di Paperino, ma non volevo che mia mamma facesse i buchi per gli occhi temendo me la rovinasse. E così andavo a sbattere contro muri e porte. Quand’ ero più grandicello mi regalarono un costume da indiano, con tanto di arco e frecce. E io giravo orgoglioso per le vie del mio quartiere e partecipavo alle varie feste di Carnevale.

    Ecco, il Carnevale: che fine ha fatto? A  me pare sia una festa che è andata via via scomparendo, almeno nelle grandi città.

    Perchè? Non so dare una risposta secca. Forse perchè non abbiamo più voglia di scherzare? O perchè viviamo già tutto l’ anno in maschera? Il Carnevale è stato soppiantato da Halloween?

    Dite la vostra, discutiamone insieme

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  • Il vostro Sanremo

    21 febbraio 2014 • Archivio • 13329

    Per ragioni varie, e non per scelta, quest’ anno non ho ancora visto nemmeno un minuto del Festival di Sanremo. Poco male, dirà qualcuno…ma non importa.

    Il Festival è comunque un appuntamento “nazional-popolare” che raccoglie milioni di persone davanti alla tv e che suscita commenti, critiche e paginate sui giornali.

    Avete voglia di raccontarmelo voi? Con i vostri giudizi, i vostri appunti, le vostre lodi, i vostri raffronti con le edizioni passate. Le canzoni più belle, gli ospiti più importanti (ho letto di Cat Steven favoloso), i perchè di un flop negli ascolti..

    Questa volta davvero il blog lo fate voi!

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  • Bamboccioni siete voi

    17 febbraio 2014 • Archivio • 8441

    Il primo fu l’ allora ministro Padoa Schioppa che invitò a “mandare i bamboccioni fuori di casa”. Poi toccò all’ ex ministro Elsa Fornero: “Non bisogna mai essere troppo choosy (schizzinosi), meglio prendere la prima offerta e poi vedere da dentro e non aspettare il posto ideale”. E infine John Elkann, presidente della Fiat: “Molti giovani non trovano lavoro perché stanno troppo bene a casa”.  Sono solo alcuni esempi….

    Ma dove vive questa gente? Ma sanno di cosa parlano? Ma hanno mai provato a cercare un lavoro?

    Non mi riferisco a Padoa Schioppa che purtroppo non c’ è più. Non vorrei nemmeno entrare in polemica con la professoressa Fornero,  però le ricordo che è facile parlare se la figlia ha ben due impieghi…Vorrei anche rammentare a John Elkann che se lui porta la Fiat (o FCA come diavolo si chiama..) all’ estero, i giovani saranno costretti davvero a stare a casa.

    Inviterei lor signori a girare un po’ per le città, per i centri “primo impiego”, a leggere le centinaia di domande di aiuto che che tanti ragazzi o i loro genitori mi spediscono anche a me nella vana speranza che io possa fare qualcosa . Vi garantisco che quasi tutti i giovani hanno voglia di lavorare e se ne andrebbero volentieri di casa il prima possibile, se solo potessero…

    Walter l’ anno scorso ha preso la laurea in Economia con 110 e lode: era sicuro di trovare lavoro subito, ma finora ha ricevuto solo banali proposte di andare porta a porta a vendere contratti per il gas..Mi dice: “Cosa mi è servito farmi il culo per 25 anni per prendere la laurea con il massimo dei voti?” Non so dargli una risposta.

    La cosa che più mi preoccupa, però, è la sempre più grande distanza che c’ è tra la vita reale e quella della politica e dell’ economia. Davvero chi ci comanda – a qualsiasi livello – non sa minimamente come vive la gente, ogni giorno. Le preoccupazioni, i sogni, le illusioni, le gioie e le speranze di chiunque ogni mattina prende l’ autobus e spera che domani sia un giorno migliore.

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  • Rivoglio il calciobalilla

    5 febbraio 2014 • Archivio • 10800

    L’ altro giorno  sono entrato in un bar di primo mattino. Il solito caffè, poi mi giro e vedono cinque persone, tra cui due donne e un ventenne, che alle 7.30 erano attaccate alle slot machine. Mi è presa l’ angoscia.

    Allora mi sono informato e ho scoperto che l’ anno scorso in Piemonte si sono giocati 5 miliardi di euro, 400 milioni nella sola  Torino. Nella nostra città sono 1600 i locali che hanno slot machine o video lottery terminal, il 93 per cento si trova a meno di 500 metri dalle scuole. La concentrazione massima di questi locali è nel quartiere Aurora, mediamente il più povero di Torino. Un bambino torinese su 4 ha giocato almeno una volta, mentre i più assidui  sono gli anziani.  In Italia sono 800 mila le persone dipendenti dal gioco e il nostro mercato è il mercato più fiorente in Europa, il quarto al mondo dopo Stati Uniti, Giappone e Macao. Tristi primati.

    Lo so, si gioca per cercare la fortuna che ti cambia la vita, ma si perde, quasi sempre si perde. Gli interessi in gioco sono tantissimi e miliardari, quelli della criminalità ma anche quelli dello Stato che gode e specula sui nostri vizi e sulle nostre debolezze . Un tempo si giocava per passione, nessuno finiva in rovina. Ora invece è una malattia. “Ho rinunciato alle macchinette e a fior di incassi, ma non mi andava di vedere la gente rovinarsi così” mi hanno detto Stefano e Patrizia che hanno appena rilevato un bar a Grugliasco.

    Ci avete mai fatto caso? Vicino ai bar che hanno le slot machine, ci sono negozi compro-oro. Una pura coincidenza?

    Vi chiedo di unirvi alla mia battaglia ideale: rivoglio nei bar i calciobalillla, i flipper e i ping-pong. D’ ora in poi non entrerò più nei locali che hanno le macchinette mangiasoldi.

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