Matilda e Marina Di Modica, due modi di fare giustizia

by • 11 luglio 2014 • ArchivioComments (12)2595

La piccola Matilda fu uccisa nella casa di Roasio, in provincia di Vercelli, nel luglio di 2005. In quella casa, insieme con la bimba di 22 mesi, c’ erano la mamma Elena Romani e il fidazato della donna, Pietro Cangialosi. Nessun altro. Dopo 9 anni quella morte resta un mistero. La madre è stata assolta e  l’ uomo scagionato. Nessun colpevole per il brutale omicidio di Matilda, uccisa con un violento calcio alla schiena che le aveva spappolato gli organi interni.

A Torino è morto il professor Gaetano Di Modica. Ha lottato tutta la sua vita per sapere la verità sulla scomparsa della figlia, Marina, sparita nel nulla nel maggio del 1996. Nonostante non sia mai stato ritrovato il cadavere, è stato condannato per omicidio in via definitiva a 14 anni di carcere (che sta scontando) il filatelico Paolo Stroppiana. Anche per la Cassazione l’ infinita serie di bugie dell’ uomo sono sufficienti a motivare la sua condanna.

Adesso il professor Di Modica, nell’ Aldilà, conoscerà tutta la verità.

Ma a noi rimane un dubbio. Grande come un macigno.  Ma di fronte a un omicidio come funziona la giustizia in Italia?

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12 Responses to Matilda e Marina Di Modica, due modi di fare giustizia

  1. ercolina gallo scrive:

    allora Matilda si è ammazzata da sola?

  2. Laura scrive:

    Ho seguito entrambe le vicende. E’ allucinante constatare,come in Italia, la giustizia,riesca sempre a sconfessare se stessa. Nel caso della piccola Matilda, non esistono colpevoli, mentre nel caso di Marina Di Modica,il colpevole, o presunto colpevole, sia stato condannato, nonostante che contro Stroppiana,non ci fosse, né il cadavere, ne prove schiaccianti, tali, da ritenere il filatelico, colpevole senz’ombra di dubbio. Si rimane sempre più allibiti, di fronte, alla giustizia italiana. Sempre quasi, che la piccola,si sia uccisa da sola.

  3. gandolfo scrive:

    Non entro nel merito delle sentenze, non ho le conoscenze specifiche.. Mi limito a restare allibito come voi..
    E si ripropone il dilemma di sempre: meglio un innocente in carcere o un assassino in libertà?

  4. Gianfranco scrive:

    Posso provare con una possibile spiegazione? 1) Tempi diversi; 2) Oramai è da tempo che i giudici istruttori, quando non sanno a che santo votarsi per risolvere i casi, lasciano che sia l’eco dei media a esaltare qualche notizia ed individuare un (forse possibile) colpevole. Di lì in avanti giù con i processi indiziari ai quali si aggrappano per evitare di dimostrare il totale fallimento degli Organi giudiziari. Potrebbe essere ?

  5. claudio scrive:

    Un assassino in libertà, può di nuovo rendersi pericoloso, non è detto ma possibile. Un innocente in carcere è ALLUCINANTE!!! E mi sta venendo in mente il caso Yara…. indizi, tracce, voci, mah? Sarà davvero il papà modello irreprensibile o un abbaglio degli inquirenti? Credo che la magistratura debba avere per una condanna di un imputato DATI CERTI ed inconfutabili, anche Furchì mi lascia dubbi, però torniamo al è meglio un innocente dietro le sbarre o un assassino in libertà??? Non è possibile dire altro di cosa ho detto all’inizio, l’ideale sarebbe il VERO colpevole in galera ma con certezza al 100%.

  6. Giuseppe Gandolfo scrive:

    Sarebbe l’ideale.. Certo..

  7. Pat scrive:

    Matilda, quando penso al sorriso e agli occhioni tinta cielo di quella bambina, mi vengono le lacrime agli occhi, la giustizia negata è dolorosa. Così come se penso alla tristezza infinita nello sguardo del professor Gaetano Di Modica quando parlava della sua Marina, capisco che la giustizia non ti restituisce la serenità. Lui voleva un luogo dove piangere sua figlia, una tomba su cui portare un fiore, avrebbe rinunciato a vedere Paolo Stroppiana in galera, per vedere realizzato questo desiderio, ma le cose sono andate diversamente. Paolo è stato condannato per le sue menzogne e perché Marina doveva incontrarsi con lui e con nessun altro, l’agenda della donna lo confermava e l’agenda stessa è diventata il principale testimone che nessuno ha saputo e potuto smentire nei tre gradi di giudizio.
    Matilda ha invece una tomba e qualcuno andrà di sicuro a mettere i fiori, ma per lei la giustizia non ha fatto nulla. Due persone sono libere, e continuano con la loro vita. Una di loro è chi l’ha uccisa. Sarò dura e forse anche irragionevole, ma io li metterei tutti e due in galera: innocente ed assassino. Non parlo di ergastolo, ma di pena lieve che serva comunque come esempio, che ne so…cinque anni? Tanto per dare rilevanza alla vita della piccola, tanto per sottolineare che nessuno può permettersi di uccidere a calci una bambina e farla franca.

  8. gandolfo scrive:

    La legge italiana non prevede condanne solo per dare un esempio, purtroppo..

  9. divya kirti scrive:

    Condivido i sentimenti di Pat ma concordo con la realistica risposta di Beppe. Secondo me abbiamo una giustizia non sempre all’altezza. Spesso ingiusta,nebulosa,approssimativa.

  10. gandolfo scrive:

    Giustizia ingiusta… Un bell’ ossimoro.. Grazie Divya

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