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ALLUVIONE: RIFLESSIONI, ELOGI E TIRATE D’ ORECCHI

by • 22 ottobre 2020 • COSE NOSTREComments (0)111

E’ passato un po’ di tempo dall’ alluvione che ha colpito il nostro territorio. Ho volutamente aspettato a scriverne per lasciar decantare le emozioni, per evitare di cadere nella trappola del commento immediato. Adesso però qualche riflessione va fatta, qualche sassolino dalla scarpa (oltre al tanto fango) bisogna toglierselo

  1. Ho seguito come cronista tutte le alluvioni che hanno flagellato il Piemonte, ricordo bene quelle del 1994, del 2000, del 2008, del 2019 e quest’ ultima.  Barbara, una brava collega di TargatoCN, l’ altro giorno a Limone mi ha chiesto: “Non ci si abitua mai a queste immagini?”. La risposta è no. Non ci si abitua mai. E’ sempre un dolore, una sofferenza vedere, trasmettere, raccontare queste situazioni di disperazione. L’ ondata di acqua e di fango è terribile, entra dappertutto e distrugge ogni cosa. Non te la togli di dosso e nemmeno dai pensieri che diventano incubi.
  2. Encomiabile l’ opera, il lavoro di tutti. Li hanno chiamati gli angeli del fango. Vedere giovani e anziani con le pale, i badili, le scope che – senza sosta – cercano di dare una mano è sempre commovente. La vera forza del nostro Piemonte.
  3. Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia, Volontari AIB e tanti altri (non vorrei dimenticare nessuno) hanno mostrato una professionalità e una capacità di intervento straordinarie. Se il bilancio di vite umane, questa volta, è stato contenuto è grazie al loro immediato intervento con la chiusura di strade, ponti; con l’ evacuazione di case e frazioni. Non siamo più al tempo dei fax, oggi il nostro sistema di intervento è davvero all’ avanguardia
  4. Occorre, però, incrementare la prevenzione e la manutenzione. La pioggia caduta in 12 ore sul Piemonte è stata certamente eccezionale: “mai vista ‘na roba così” mi ha confidato un 90enne di Limone. Ma se non teniamo puliti i boschi, se non draghiamo i letti dei fiumi e dei torrenti, se non rinforziamo gli argini e i bastioni delle strade… quel che è successo accadrà di nuovo
  5. E qui vengono le dolenti note. Il ministro dell’ ambiente, il grillino Sergio Costa, si è permesso di dire che “i soldi ci sono, sono i sindaci che non li sanno spendere”. Persa un’ altra occasione per tacere. In tutte queste situazioni di allarme e di alluvione gli amministratori del Piemonte, a partire dal governatore Cirio per finire con tutti i sindaci, sono sempre stati in prima linea, quasi 24 ore su 24, con una perfetta conoscenza del territorio e pronti ad ogni tipo di aiuto e di intervento. Se Costa, anziché starsene chiuso dentro i suoi uffici ministeriali a blaterare, fosse venuto sul posto, a rimboccarsi le maniche e a dare una mano, avrebbe evitato l’ ennesima brutta figura che, da queste parti, oggi, ha il sapore della beffa.
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