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I CINGHIALI? MEGLIO SE… NEL PIATTO

by • 12 agosto 2021 • COSE NOSTREComments (0)254

Anche in conseguenza al lockdown, nell’ultimo anno i cinghiali in Italia sono aumentati del 15% arrivando ad essere 2,3 milioni di esemplari e sono ormai un problema di ordine e sicurezza pubblica: invadendo città e campagna, causano un incidente ogni 48 ore con 16 vittime e 215 feriti.

Stando alle statistiche di Coldiretti, oltre un italiano adulto su quattro (26%) ha incontrato dal vivo un cinghiale. Animali selvatici che dalle campagne hanno invaso città e luoghi di villeggiatura, tanto da diventare ormai ospiti fissi del paesaggio urbano. L’invasione di vie e piazze da parte dei selvatici viene vissuta dai cittadini come una vera e propria emergenza, tanto che oltre otto italiani su 10 (81%) pensano che vada affrontata con il ricorso agli abbattimenti, soprattutto incaricando personale specializzato per ridurne il numero. C’è anche paura per la sicurezza alimentare: è indispensabile una riduzione del numero di capi per limitare il rischio di diffusione di malattie come la Peste Suina Africana.

Fin qui i dati, i freddi numeri, l’allarme e la protesta degli agricoltori. I più colpiti da questo proliferare dei cinghiali.

E poi ci sono le lagnanze degli animalisti, quelli talebani. Che non accettano alcun tipo di mediazione o ragionamento e che francamente non sopporto più!

La natura è bella ma deve essere regolamentata. È così fin dalla notte dei tempi. Sono convinto – anche io – che questa esplosione della presenza dei cinghiali sia pure colpa dell’uomo. Quanti allevamenti clandestini… quante immissioni di capi a scopo di caccia… Siamo tutti consapevoli che ci siano nostre precise responsabilità. Ma oramai i danni sono fatti e occorre rimediare, al più presto.

Abbattimenti selettivi fatti da personale specializzato e piani di sterilizzazione di massa.

Prima che sia troppo tardi, prima che i cinghiali devastino in modo grave e definitivo le nostre campagne e poi delle nostre città.

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