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GIROVAGANDO: CALOSSO FRA CRUTIN E RAPULE’

by • 12 novembre 2021 • LUOGHI E LIBRIComments (0)143

Come facevano le massaie di un tempo, quando non erano ancora stati inventati i frigoriferi e i congelatori, a conservare i cibi? Usavano le ghiacciaie, le cantine, oppure i Crutin. Cosa sono i Crutin? Grottini scavati nel tufo, sottoterra, con scaffalature, angoli, ripostigli dove la temperatura rimane stabile fra i 5 e i 6 gradi e dove gli alimenti non si deteriorano.

In altre zone li chiamano Infernot. Calosso, cittadina nel cuore del Monferrato, ha deciso di valorizzare questi suoi Crutin: parecchi sono stati riaperti, restaurati e sono tornati ad accogliere turisti, visitatori e curiosi.  Mario Barbero ne ha uno, chiamato “Gioia Barbero”, che addirittura scende di due piani sottoterra e una ghiacciaia costruita più di 150 anni fa. “Qui organizziamo anche cene e degustazioni dei vini tipici dell’ Astigiano” spiega.

Ma quella dei Crutin non è l’ unica incursione nel passato di Calosso. In autunno – stagione favolosa in Monferrato per i colori che assumono le colline e le vigne – si celebra la festa del Rapulè. Per i contadini di un tempo nulla doveva andare sprecato e quindi – terminata la vendemmia – si mandavano i bambini nei filari a raccogliere dai tralci gli acini rimasti e gli ultimi grappoli (in piemontese rapulin, appunto). Ricordare queste tradizioni è diventata una festa e Calosso continua a vivere sospesa tra passato e futuro.

Mentre il presente è rappresentato dall’ enogastronomia. In questa zona si produce il vino  Gamba di Pernice, la più piccola doc d’ Italia: 35-40mila bottiglie l’ anno di un vino che prende il suo nome dalla caratteristica forma dei grappoli, a tre tralci proprio come le zampe della pernice.

Vito Nolè, chef del ristorante Duca Bianco, prepara con il Gamba di Pernice un favoloso risotto con crema di parmigiano e latte e, per finire, una grattata di tartufo.

Dopo ave gustato questa delizia salite al Castello di Calosso e perdetevi con lo sguardo in un mare di colline e di vigne.

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