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TORNA DI MODA IL VERMOUTH, INVENZIONE PIEMONTESE

by • 11 luglio 2020 • CINQUE SENSIComments (0)184

Hair Raiser, Burnsides, Stormy Weather, Manhattan, Bobby Burns, Negroni… e l’elenco potrebbe continuare ancora, ma oltre ad essere famosi cocktail, cos’hanno in comune le bevande citate? Un ingrediente, il Vermouth. E il Vermouth, usato in tutto il mondo per la preparazione dei cocktail, ha un’unica regione di provenienza: Il Piemonte.

Antonio Benedetto Carpano, questo è il nome del distillatore che lo inventò nel 1786 nel laboratorio di piazza Castell: vino moscato, una miscela di circa cinquanta erbe e spezie e zucchero caramellato per dare quel colore ambrato e il nuovo liquore era pronto. Il giovane Carpano ebbe un’intuizione degna del miglior ufficio marketing: inviò alcune bottiglie del suo Vermouth a Palazzo Reale, il re Vittorio Amedeo II ne fu talmente entusiasta da far sospendere le forniture di Rosolio, che fino ad allora la faceva da padrone nei salotti cittadini: il Vermouth fece quindi un trionfale ingresso in tutti i Palazzi.

Fu un successo. Il nuovo vino aromatizzato divenne l’aperitivo, il momento di sosta e di ristoro preferito dai torinesi. Sulla scia di Carpano sorsero molti laboratori artigianali votati alla produzione del Vermouth, ma il primo a commercializzarlo in maniera massiccia anche fuori Italia, fu Carlo Anselmo.

Oggi il consumo del Vermouth è limitato alla preparazione dei cocktail, ma quattro giovani piemontesi vogliono farlo risalire agli onori e ritornare ad essere l’aperitivo di Torino: Giustino Ballato, Davide Pinto, Luca Pineider e Carlo Miano, hanno infatti acquisito lo storico marchio del Vermouth Anselmo e riavviato la produzione. Il liquore è di nuovo in commercio.

Il marchio del Vermouth Anselmo è ovviamente torinese ed è il frutto della capacità imprenditoriale di Carlo Anselmo che era nato nel 1847 da una famiglia benestante di Murisengo, in provincia di Alessandria. Il padre, Cesare, era proprietario di diverse trattorie in città; Carlo iniziò in una piccola bottega in via Mazzini 37, animato da tanta passione e dedizione, lavorò giorno e notte per ottenere la miglior miscela di spezie, erbe aromatiche da unire all’ottimo Moscato di Canelli. E poco per volta l’etichetta C.Anselmo & C. si fece largo tra le file di liquori nelle pasticcerie più eleganti di Torino. Ma il 1884 fu l’anno fondamentale, quello della svolta: Carlo Anselmo aprì la prima vera fabbrica del suo Vermouth, nella Barriera del Martinetto di Torino. Alla morte di Carlo, avvenuta nel 1908, gli subentrò la figlia Carola Alba, donna colta, intelligente e lavoratrice instancabile, affiancata dal marito Carlo Montiferrari, diede all’azienda un forte impulso e la produzione passò dalle 700.000 bottiglie agli oltre 3 milioni distribuite in tutto il mondo. I coniugi spostarono quindi lo stabilimento a None, vicino alla ferrovia, per facilitare ulteriormente le esportazioni. Nella grande esposizione del 1911 Alba e Carlo furono premiati con il Diploma d’Onore, riservato ai prodotti d’eccellenza. Purtroppo, la grande crisi del 1929 e le leggi sul proibizionismo affossarono l’azienda.

Ora il Vermouth torna a far parlare di se e lo fa riportando in auge la ricetta storica dell’azienda torinese, rivisitata in chiave contemporanea. A breve il “vermouttino” di Anselmo diventerà un nuovo cavallo di battaglia per molti locali c’è da scommetterci: Vermouth, soda, ghiaccio e una flambata di olio essenziale di pompelmo. Da provare!

Patrizia Durante

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