Roma, 31 mag. (askanews) - Vola il carrello della spesa. A maggio i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,8% su base mensile e dell'1,9% su base annua (in accelerazione da +1,2% registrato ad aprile). E' la stima preliminare dell'Istat.

	I prezzi dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto salgono dello 0,8% in termini congiunturali e del 2,1% in termini tendenziali (in accelerazione da +1,4% del mese precedente).

ETICHETTA CONSAPEVOLE PER RIDURRE LO SPRECO DI CIBO

by • 15 luglio 2021 • COSE NOSTREComments (0)609

 

Lo spreco alimentare è un problema quanto mai attuale: nel solo 2020 sono state infatti sprecate più di 1.5 milioni di tonnellate di cibo a livello domestico.

Secondo un’indagine di Altroconsumo, il 32% degli intervistati, si trova a gettare il cibo proprio perché deteriorato o non consumato in tempo. In Europa il 53% dello spreco alimentare avviene proprio a livello domestico e le date di scadenza sono responsabili del 10% delle 88 milioni di tonnellate di cibo gettati lungo la filiera alimentare. Il problema dello spreco alimentare può sembrare quindi molto, troppo più grande di noi, ma bastano piccoli cambiamenti delle nostre abitudini per fare la differenza. Come?

Con un esame più attento delle etichette sui cibi.

Secondo il Regolamento Europeo tra le informazioni obbligatorie contenute sulle etichette degli alimenti c’è infatti l’indicazione della data di scadenza o del termine minimo di conservazione. La prima, indicata con la dicitura “da consumare entro”, viene utilizzata nel caso di alimenti deperibili e che quindi potrebbero costituire un rischio per la nostra salute, se consumati dopo la data indicata sulla confezione.

Il termine minimo di conservazione, espresso con la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro”, indica invece la data fino a cui il produttore garantisce che il prodotto, se adeguatamente conservato, manterrà le proprietà organolettiche con cui è stato messo in commercio: e qui dobbiamo imparare a far intervenire i nostri sensi e valutare l’aspetto dell’alimento, il gusto, l’aroma o la fragranza.

Una differenza sottile ma sostanziale.

È sbagliato quindi gettare il cibo dopo la data scritta sulla dicitura “da consumarsi preferibilmente entro…”, senza aver fatto un’attenta valutazione.

Sono tante le nazioni in Europa e parecchie le aziende in Italia che stanno aderendo alla campagna ETICHETTA CONSAPEVOLE per educare il consumatore ed evitare lo scandaloso spreco alimentare.

Tutti insieme possiamo fare la differenza e avere un impatto concreto.

Basta valutare e quindi consumare i prodotti anche dopo la data espressa nel “da consumarsi preferibilmente entro…”. Aceto, vino, olio, zucchero, caffè e molti altri alimenti, se ben conservati e con confezione integra, sono buoni ugualmente.

Provare per credere.

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