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GIROVAGANDO: IL FORTE DELLO CHABERTON

by • 17 settembre 2021 • LUOGHI E LIBRIComments (0)188

Per salire fino ai 3131 metri di altitudine dello Chaberton ci sono due vie. Il percorso più facile, ma anche il più lungo, si sviluppa lungo l’ antica strada militare  che parte da Fenils, frazione di Cesana Torinese sul tracciato della vecchia strada carrozzabile.  Pur con qualche difficoltà, la strada è percorribile anche con la mountain-bike. Il percorso più utilizzato dagli escursionisti a piedi si sviluppa invece da Claviere. Da questa località si risale il vallone delle Baisses, passando per le Grange les Baisses e l’ex Ricovero Sette Fontane, fino a raggiungere da ovest il Colle dello Chaberton, dove ci si ricongiunge con l’itinerario precedente. 

In vetta si può ammirare quel che resta del forte più alto d’Europa costruito sopra i 3mila metri del  Monte Chaberton, in Alta Val di Susa.

Fu realizzato tra il  1898 e il 1910 ed era una sfida ingegneristica da far tremare i polsi.  La posizione era assolutamente strategica, a cavallo tra la Val di Susa e il Sestriere,  sul valico del Monginevro e sulla Francia fino a Briançon. Un lavoro impervio durato 12 anni. Con otto torrette con cupola rivestita che nascondeva un cannone. Il forte è a forma di  parallelepipedo con, oltre che le torri, anche due lunghi corridoi dove sono alloggiati i magazzini, le cucine, un’infermeria e gli uffici del comando, ma anche le camerate  per 320 soldati. I militari a oltre 3mila metri dovevano affrontare nebbia, gelo e neve.

Durante la Prima Guerra Mondiale il Forte non viene utilizzato in quanto la Francia è nostro alleato, poi nel 1940 l’Italia entra in guerra con i Francesi primi nemici

Sullo Chaberton ci saranno parecchie battaglie con giornate intere di cannonate e piogge di fuoco: il bilancio sarà di 9 morti e 50 feriti.

Abbandonato dopo il bombardamento e la successiva fine della guerra, il forte non fu più ricostruito e nel 1957 la Francia impose all’Italia di smantellarlo definitivamente. Oggi è meta di escursionisti e  scalatori che salgono in quota per ammirare splendidi panorami ma anche quelle torri, quei camminamenti, quei corridoi, quelle camerate spesso ghiacciati ma rimandano a periodi di sofferenza e di guerra.
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