OROCANALE

IL LEON D’ ORO DI CANALE, SIMBOLO DEL ROERO

by • 29 gennaio 2022 • CINQUE SENSIComments (0)389

Descrivere un territorio raccontando la storia di un ristorante con quasi 100 anni di vita. Parlare del Roero, patrimonio Unesco, ripercorrendo il secolo di attività della trattoria Leon d’ Oro sotto i portici, nel cuore di Canale, cittadina a dieci chilometri da Alba.

Abbiamo visitato questo emblema delle trattorie del Roero nel giorno di mercato, ancor più affollato che nei festivi. L’ accoglienza, la cortesia, la prelibatezza dei prodotti del territorio si respirano al Leon d’ Oro proprio come passeggiando tra le amene colline di un territorio fantastico, fatto di vigneti, castelli, frutteti, rocche preistoriche, luoghi dove puoi immergerti ancora nella bellezza incontaminata della natura

 

Proprio sulla piazza del mercato nel 1926 Francesco e Cavallo e Rosa Montrucchio aprono un’ osteria dove batte immediatamente il pulsare febbrile della vita di Canale. Sono i nonni di Ilaria Arduino, l’ attuale proprietaria, nata praticamente in mezzo ai fornelli: “Mia mamma fino alla sera era in trattoria e il mattino dopo nascevo io, sono cresciuta in cucina o tra i tavoli”.

Ilaria, prima con la mamma Vittoria, e adesso con il suo staff, ha trascorso l’ intera sua vita al Leon d’ Oro e in queste sale è passata la storia del Roero: quanti contratti, quanti fidanzamenti, quante amicizie sono nate e cresciute degustando i tajarin, le primizie della selvaggina, i sapori dei tartufi, dei bolliti e dei fritti misti, della immancabile frutta di stagione una delle ricchezze proprio del Roero, a cominciare dalle pesche appena colte quand’ è stagione oppure sciroppate e con il cioccolato nel resto dell’ anno.  Il tutto sempre innaffiato dal bianco Arneis, vino simbolo di questo territorio ricco di prodotti di primissima qualità

“Il nostro successo deriva dal fatto che quando si apre la porta ed entrano i clienti per noi sono subito e amici” racconta Ilaria.

Insomma , proprio come quando si viaggia per il Roero qui ci si sente a casa, il visitatore è sempre un ospite, un amico, il vino è un invito alla convivialità, i sapori sono sapienzali, un posto esemplare per esempio di accoglienza, eleganza e un secolo di dedizione al lavoro .

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