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LA CUCINA VALDESE SENZA DIVIETI

by • 7 maggio 2022 • CINQUE SENSIComments (0)113

I Valdesi sono un popolo di fede protestante.  Per secoli sono fuggiti da varie persecuzioni in diversi paesi dell’ Europa prima di installarsi a cavallo tra le valli Pellice, Germanasca e Chisone, in provincia di Torino. La loro è quindi una cucina di sussistenza, cioè si mangia quello che si ha e quello che si riesce a coltivare, ma che ha subito nel corso dei secoli varie contaminazioni. I Valdesi, come i piemontesi,  sono infatti un popolo di emigranti e lo conferma una visita al Museo dell’ Emigrazione di Frossasco

“Una cucina di sussistenza, dove però nulla è proibito, si può mangiare tutto tutti i giorni, a differenza di quasi tutte le altre religioni” spiega Franco Turaglio di Slow Food di Pinerolo.

Il piatto forte è la Supa Barbetta a base di grissini rubatà, toma di montagna e burro. Una zuppa condita con brodo di verdure il cui nomme deriva da barbet, il soprannome che veniva dato ai Valdesi per via della barba che portavano quasi tutti gli uomini.

Per i Valdesi nulla è proibito in termini di cibo e bevande, quindi  nemmeno il vino, soprattutto quello realizzato con le uve coltivate sulle colline e sulle montagne di quelle valli.22

Conoscere e assaporare la cucina valdese è anche l’ occasione per scoprire alcune vallate alpine del Pinerolese, magari meno conosciute e famose, ma – forse proprio per questo – ancora più belle perché incontaminate

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