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DOPO COVID, POVERI BAMBINI

by • 16 febbraio 2023 • COSE NOSTREComments (0)764

Sono passati tre anni e paiono trenta. I giorni del lockdown, dei tamponi, dei green pass, delle mascherine, e – purtroppo e soprattutto – dei contagiati e delle vittime. Come spesso fa la nostra mente, dimentichiamo in fretta. Il Covid è un lontano ricordo, quasi non fosse mai esistito.

E invece?

Le conseguenze sono ancora tante, e gravi. A cominciare dalle liste d’attesa nella sanità pubblica. Anni di visite e interventi chirurgici azzerati (se non quelli urgenti) si ripercuotono adesso sulle prenotazioni: per una visita d’urgenza dal chirurgo mi è stata prospettata una data fra due mesi e mezzo. Le ripercussioni sull’economia sono tuttora pesanti: quanti ristoranti, bar, esercizi pubblici sono rimasti definitivamente chiusi, anche dopo il lock-down?

Ma c’è un dato impressionante. La pandemia ha messo a dura prova la salute mentali dei cittadini dell’Unione Europa, e in particolare fra giovani e bambini: secondo dati dei Servizi di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza il 20-25 per cento dei nostri ragazzi manifesta disturbi di ansia, di depressione, oppure legati all’alimentazione. Uno studio dell’Università di Stanford dimostra che il Covid ha modificato fisicamente il cervello dei più giovani, facendolo invecchiare precocemente. La chiusura in casa, le lezioni scolastiche via computer, la mancanza di relazioni, ha inciso profondamente sui minori: in crescita le diagnosi di autismo, i casi di bullismo, gli episodi di autolesionismo, i tentativi di suicidio, i ricoveri per anoressia e bulimia. Ci vorranno decenni per uscirne. Ma mi domando: la scuola e le famiglie sono capaci e attrezzate a intervenire in questa situazione di emergenza?

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