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Il gelato, una delizia tutta torinese

by • 20 giugno 2020 • CINQUE SENSIComments (8)2945

Che il gelato a Torino sia un prodotto di punta esistono pochi dubbi: i numeri lo confermano. Esistono infatti oltre 700 gelaterie che danno lavoro a circa 2500 persone. Anche il livello qualitativo è elevato tanto da averlo reso un must consumato in ogni stagione.

Le origini del gelato sono complesse, l’uso di refrigerare la frutta e aggiungere latte e miele si perde nella notte dei tempi. Nella Bibbia Isacco offre ad Abramo latte di capra mescolato con la neve e negli scavi archeologici dell’antica Troia sono state scoperte fosse destinate alla conservazione di ghiaccio e neve. E’ storia il fatto che re Salomone fosse un grande consumatore di bevande ghiacciate e Alessandro Magno, durante la campagna d’India, pretendesse un rifornimento ininterrotto di neve da mangiare miscelata con frutta e miele. Pare quindi che il consumo del gelato risalga al 3000 avanti Cristo e che, dall’Estremo Oriente sia giunto in Grecia e poi diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo, attraverso le invasioni mongoliche. La storia del gelato prosegue nei secoli tra alti e bassi, fino ad affermarsi come prodotto irrinunciabile per i sontuosi banchetti di corte.

Il siciliano Francesco Procopio de’ Coltelli é il primo che tenta di commercializzare il gelato, di farlo uscire dai palazzi reali e renderlo fruibile a tutti. Parte quindi dall’assolata Sicilia con una rudimentale sorbettiera e approda a Parigi. Nel 1660 apre il primo locale destinato a diventare il cafè Procope , uno dei più celebri caffè letterari d’Europa. Nel 1700 il gelato è quindi affermato in tutte le capitali e corti europee, e nei caffè prestigiosi di Torino, Venezia, Napoli e Palermo, riscuotono grande successo menù a base di gelato. Nel 1770 il genovese Giovanni Bosio apre a New York la prima gelateria che decreta il successo oltreoceanodel nostro prodotto.

Nel 1906 appaiono a Milano i primi coni gelato, ma è a questo punto della storia che Torino inizia a fare la differenza. La Gelateria Fiorio inizia a servire il gelato nei coni ma ne sdogana l’acquisto alle donne, il cono era infatti giudicato un gelato adatto unicamente agli uomini!

Ma Torino vanta un altro eccezionale primato, nel 1939 il pasticcere napoletano Domenico Pepino, trasferitosi nella nostra città con tutta la famiglia, nella sua “Vera Gelateria Artigiana”, inventa il Pinguino, il primo gelato su stecco ricoperto da un leggero strato di cioccolato. E’ un’incredibile innovazione, il primo gelato da passeggio adatto ad adulti e bambini. Brevettato in quell’anno, il costo del Pinguino era di 1 lira, come il biglietto per il cinema. Molti sono stati negli anni i tentativi di imitazione, anche a livello industriale, ma l’unico e originale Pinguino è possibile gustarlo, ancora oggi, nella gelateria di piazza Carignano.

Come già detto Torino ha una grandissima tradizione legata al gelato e il numero di locali storici è quasi imbarazzante: Fiorio, Miretti, Pepino, ma anche il Siculo e come dimenticare Cecchi, Silvano o la cremeria di via Gramsci? O le meravigliose latterie che servivano gelati cremosi e panna appena montata? A questi si sono aggiunti, in anni recenti, Grom, Marchetti, La Romana, Tosca e altri ancora. Tutti attenti alla qualità del prodotto.

Per me, amante del gianduja, il miglior gelato è quello il fiordilatte ma anche il Pinguino classico, entrambi di Pepino. Ma capisco che è un’opinione soggettiva legata ai miei ricordi, al gusto e alla tradizione.

Patrizia Durante.

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8 Responses to Il gelato, una delizia tutta torinese

  1. Maria Ignazia Casalegno scrive:

    i ricordi mi portano alla latteria “Testa” di c.so Re Umberto. Ancora oggi per me il numero 1 a Torino. Avevo circa 8 anni, assaggiai “lo chantilly”… dopo più di 30 anni ritrovare quel gusto non ha prezzo! Concordo sul gianduia di Fiorio… fantastico!

  2. Daniela scrive:

    Quando ero bambina pensavo che il gelato al cioccolato costasse di più perchè non me lo facevano mai mangiare, mi rifilavano il cono fragola e limone che odiavo. Con il passare degli anni, il gelato della mia adolescenza fu quello del chiosco di fronte alla mia scuola, non so dirvi se qualitativamente fosse valido, so solo che per me era buonissimo. Costava 30 lire, ma con 50, oltre ad averne di più, ci aggiungevano sopra una ciliegia candita. Con il tempo ho imparato ad amare la cremosità del gelato di Fiorio, in particolare l’affogato all’amarena. Ora che Fiorio è una catena la qualità non è più la stessa, solo nella vecchia sede è ancora buono. Tra i nuovi arrivati, La Romana offre un gelato ottimo. Non mi sono mai piaciuti i gelati duri come quelli di Pepino o del Siculo (da lui vado solo per la granita con la panna, fantastica).
    Dimenticavo, il mio gusto preferito è la nocciola anche se il gusto chantilly della gelateria TESTA è meraviglioso. Adesso mi mangerei proprio un buon gelato, ciao.

  3. manuela scrive:

    Ciao Beppe,fate due passi nella via pedonale a Settimo torinese, provate anche voi….. fermatevi da yoyogurt……….il titolare si chiama Fabio,è un amico, simpaticissimo!!!! fatevi preparare la coppa che si chiama yofrutta…… FRESCA E DELIZIOSA….. quando avete voglia di una “coccola” più calorica fatevi fare un cono cioccolato e nocciola…… mai trovato da nessuna parte un gelato buono così.

  4. gandolfo scrive:

    Grazie delle vostre segnalazioni, buonissime

  5. Gianfranco scrive:

    Ogni gelateria artigianale Torinese ha un suo prodotto d’eccellenza ma oggi la “standardizzazione” delle forniture di materia prima. sia il latte che i vari gusti ed ingredienti, ha appiattito molto la diversità a discapito della qualità. Ad esempio alcune vecchie gelaterie torinesi che nel tempo hanno visto succedersi varie gestioni non hanno saputo tramandarsi interamente il difficile testimone della lavorazione del prodotto. Infatti in alcune , ad esempio la gelateria Testa che qualcuno ha nominato, ultimamente non dimostra più di fare la differenza di alcuni decenni fa sulla chantllly…. Idem per le blasonate gelaterie moderne “stile franchising” come Grom, La Romana o Rivareno… Standard qualitativo mediocre a rispetto di alcune piccole gelaterie singole sparse sul territorio. Ad esempio quelle bio della collina torinese oppure quelle antiche che usano ancora la vecchia Carpigiani a due gusti… Il sottoscritto si accorge della qualità degli ingredienti o della loro scarsità quando poco dopo aver mangiato il gelato deve correre in bagno… Non succede a nessuno di voi ? Ingredienti pessimi che si nascondono magari nel gusto ma che non fanno bene al nostro organismo… Concordo con chi giudica ancora Fiorio una delle migliori, gianduja certamente !

  6. Ben fatto! In attesa di ulteriori articoli.

  7. Michelangelo scrive:

    Per me il gelato più buono e quello di Miretti in corso Matteotti nella gelato alla frutto non ci sono addensanti è solo acqua e frutta da provare il maracuja nelle creme il mio preferito è il fior di panna direi ottimo in vece se volete assaggiare un ottimo gelato al pistacchio vi consiglio gelateria venchi in via Garibaldi sono pistacchi di bronte eccezionale

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