oratorio

Quando andavamo all’ oratorio

by • 14 marzo 2017 • COSE NOSTREComments (22)5218

Io ho frequentato due oratori, quello della mia parrocchia Madonna Divina Provvidenza e quello del Martinetto, dove andavo a giocare a basket. Entrambi a Torino.

Ho ricordi meravigliosi di quegli anni, forse anche perchè rappresentano la mia adolescenza e l’ età in cui vivi e imposti tutte le speranze del tuo futuro. Oggi sembra che gli oratori siano scomparsi e i ragazzi anzichè ritrovarsi per interminabili partite di pallone, per suonare la chitarra, per stare insieme ore e ore a discutere di tutto, preferiscono passare le giornate davanti al computer o al cellulare.

Da più parti mi pare però di percepire “VOGLIA DI ORATORIO”. Se ne discute, se ne parla: presto a Torino ci sarà una convention dedicata proprio agli oratori.

E allora parliamone anche qui. Raccontate i vostri ricordi, le esperienze, gli incontri che vi sono rimasti impressi nella mente. Susciterà magari un po’ di nostalgia, ma servirà di stimolo anche a qualche comunità a riaprire le tante sale chiuse, a rispolverare i tavoli da ping pong e i calciobalilla, a rimettere in sesto i campi di calcio, di basket e di pallavolo, a riaccordare le vecchie chitarre….

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22 Responses to Quando andavamo all’ oratorio

  1. Massimo scrive:

    A Nizza Monferrato c’era un oratorio che ho frequentato da giovane,ambiente sano,dopo la morte di Don Giuseppe Celi,grande prete,grande uomo e maestro di vita di molti giovani di allora,la struttura è passata nelle mani della Curia Vescovile di Acqui Terme e,a quanto pare,si parla di una cessione di tutta la struttura per costruire villette…..c’è un comitato pro oratorio che si batte ma purtroppo l’oratorio e’ stato volutamente affossato….che peccato!!!!

  2. carla t. scrive:

    Che salto all’indietro! Andavo all’oratorio in Barriera di Milano, il Michele Rua. Dovrei dire andavamo, i miei quattro fratelli ed io. Erano gli anni in cui l’oratorio era aperto tutti i giorni, dalle 2 alle 7, con sacerdoti e suore che tenevano d’occhio decine e decine di bambini e ragazzi. Come a scuola eravamo divisi, maschi di qua e femmine di là, ognuno con le proprie altalene , i campetti da pallone e il negozietto della “ciuccia”…con poche lire compravi caramelle gommose e liquirizie che facevi durare tutto il pomeriggio,magari tenendole in mano per ore, fino a non riconoscerne più il sapore. All’una tornavamo da scuola e mamma teneva pronto il pranzo, si mangiava velocemente perchè alle due l’oratorio apriva e non si poteva entrare per secondi! E poi, ad un certa ora, c’era ” benedizione”. Tutti in chiesa per la preghiera, fatta con un piede fuori dal banco, sempre per non uscire da lì per secondi, ma soprattutto per avere il bigliettino che ci faceva entrare gratis alla domenica al cinema dell’oratorio. Settimane, mesi, anni scanditi dall’oratorio, prima con i giochi, poi, nell’adolescenza, con l’impegno, le discussioni sulla salvezza del mondo che non potevamo fare che noi, la raccolta carta per l’operazione Mato Grosso, il cineforum. Sono anni che hanno, nel bene e nel male, formato la nostra età adulta. L’ oratorio, in quegli anni, il quella zona di Torino, carica di famiglie povere e numerose è stato la camera e il bagno in più delle nostre case piccole ed affollate di bambini.

  3. italo scrive:

    L oratorio sta al calcio come l accesso all obbligo della messa domenicale….che nostalgia

  4. Giorgio scrive:

    Per anni l’oratorio della Partocchia San Vincenzo de’Paoli è stato la mia seconda casa:prima da animato e poi da animatore. Un’esperienza unica ed irripetibile. Un grande Prete,don Giuseppe,era la nostra guida ed il nostro esempio! Quante storie sono passate per quella Chiesa,sul campo da pallavolo,da calcio. Ora i ragazzi conoscono sempre di meno questa realtà ed i risultati in questa nuova generazione sono sotto gli occhi di tutti. È vero,sono cambiati i tempi,bisognerebbe trovare nuove forme di aggregazione,ma sono convinto che bisognerebbe riaprire le porte degli oratori per formare i nostri ragazzi!

  5. Sonia scrive:

    Dalle mie parti l’oratorio era chiamato “il patronato”.
    Si andava in patronato a vedere i vecchi film ma, in versione cinema, su scomodissime panche di legno. Si compravano “i ciucci” caramelle di dubbia provenienza la cui data di scadenza non era controllata da nessuno…
    I “Belli” giocavano a calcio, noi fanciulle si faceva di tutto e di più per farsi notare, poi c era l amica che andava dall’amico a dirgli che alla sua amica piaceva il suo amico… e di solito finivano insieme solo i due ambasciatori.
    C era Don C. che all epoca aveva solo 30 anni, e quando sbagliava un rigore tirava una bestemmia, poi si faceva un segno della croce e diceva guardando il cielo “Lo so…Tu mi ami per quello che sono nonostante tutto” e ti metteva i testi delle canzoni in mezzo all’omelia (niente Clapton purtroppo, Baglioni più spesso).
    C era Don A. che ti chiedeva dove tenessi le mani di notte, mentre dormivi “e che ne so… dormo…”.
    Quando scattava il momento del gelato ci si muoveva in branco, con motorini e biciclette… ci si portava pure l immancabile stereo mangiacasette.
    ricorda un po’ l atmosfera de la canzone “gli anni” degli 883: gli “anni del tranquillo siam qui noi”. non avevi 365 “amici” su facebook, ma se avevi bisogno di parlare, non eri mai solo.

  6. Andrea B. scrive:

    Buon giorno Beppe.
    Non ho mai frequentato l’oratorio vero e proprio perchè per 6 anni ho studiato presso l’ Istituto Salesiano San Filippo Neri di Lanzo T.se(la prima casa salesiana fondata da Bon Bosco dopo quella di Valdocco) prima che per decenni il completo abbandono la lasciasse in mano ai vandali. Sono tornato nel 2003 per vedere com’era ridotta, ed era rimasto solo più un cortile adibito ad oratorio. La mia esperienza in quegli anni è stata straordinaria. Ero lassù negli anni ’70. Dormivamo in un salone (mentre un altro grande altrettanto era già stato chiuso) con un salesiano degno erede di Don Bosco, Don Rino Martimbianco(che era anche parroco a Coassolo San Pietro). Ogni sera ci avvicinavamo a lui e raccontavamo quello che avevamo in testa e lui rispondeva “Mondo bistecca affumicata” oppure “Mondo sassolino quadrato”. Si tirava su la tonaca quando calciava il pallone. Era stato all’Agnelli di Torino e tra i giovani del Ferrante Aporti. Ci accompagnava giù alla Stura di Lanzo attraverso il ponte del diavolo. Era bello correre in quel corridoio dove c’erano le aule delle classi medie(la 5^ elementare era su accanto alla Chiesa) con la carrozzina e i paramenti sacri di Don Bosco in bella mostra. Una cosa che mi colpiva molto erano i raduni domenicali degli ex allievi, cosa che purtroppo non ebbi la fortuna di parteciparvi negli anni a seguire. Noi interni entravamo alla domenica pomeriggio oppure lunedì mattino prima dell’orario di scuola e ci venivano a prendere il sabato mattina dopo la scuola. Fui l’unico che andò a trovarlo quando lo trasferirono in un altra casa salesiana, forse perchè era stata una figura paterna che allora mi mancava.
    Grazie a quel tipo di oratorio voluto da Don Bosco (che ha fatto scuola in tutto il mondo), moltissimi ragazzi/e diventeranno buoni cristiani ed onesti cittadini.
    A proposito… Qualcuno conosce il futuro di quella meravigliosa struttura? Qualche anno fa doveva diventare un complesso per persone anziane, poi non ho più saputo nulla…

  7. RENZO scrive:

    Frequentato l’Oratorio “Gesù Adolescente” di Via Luserna in Borgo San Paolo….!!!!!…..cosa posso dire…????….i migliori anni della giovinezza tra un cinema parrocchiale….una partita a biglie…un’altalenata e qualche simpatica scazzottata….
    Credo che ormai anche questo oratorio non sia più frequentato come negli anni ’50 e si sia adeguato alla vita moderna…..
    Comunque è ancora oggi nei miei più bei ricordi….e un grazie ai Salesiani per il loro insegnamento e in particolare al mio maestro delle elementari sempre nella stessa struttura e a Don B……Don P…..che riposino in pace….

  8. giulia scrive:

    Ma anziché parlare di ricordi, perché non tornarci in oratorio? Magari da volontari, animatori…I ragazzi hanno perso il gusto di stare in oratorio, hanno bisogno di persone che glielo facciano riscoprire…

  9. Luigino Torello scrive:

    Gli Oratori sono nuovamente attuali. Io sono di Nizza Monferrato e sto cercando con molti altri tramite un comitato regolarmente costituito come dice Gandolfo di salvaguardare l’Oratorio Don Bosco (che attualmente è frequentato da circa 300 ragazzi) che la Diocesi di Acqui Terme vorrebbe “distruggere” costruendo delle palazzine. Abbiamo visto che se si organizzano delle attività i ragazzi vengono e anche i genitori partecipano.. Per chi vuole ulteriori notizie sulla situazione Oratorio Nizza può aggiornarsi consultando il sito: http://comitatonizzaoratorio.jimdo.com/. Stiamo cercando l’aiuto di tutti, non sarebbe male un bel servizio televisivo.

  10. Luigino Torello scrive:

    Una bellissima canzone da ascoltare che ci ricorda i tempi passati in Oratorio è quella di Elio e le Storie Tese dal titolo “Oratorium”. La trovate al seguente indirizzo:
    https://www.youtube.com/watch?v=eJkhjjlNfXE

  11. Luigino Torello scrive:

    Mi hanno riferito che questa settimana su tg3 Piemonte hanno parlato dell’Oratorio Don Bosco di Nizza Monferrato. Per caso qualcuno ha la registrazione, avrei piacere di avere il servizio per tenerlo nell’archivio dell’Oratorio stesso.

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