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GIROVAGANDO…IL PONTE DEL DIAVOLO DI LANZO

by • 10 luglio 2020 • LUOGHI E LIBRIComments (0)240

Partiamo dalla leggenda o dalla cronaca? E vada per la leggenda

A Lanzo avevano un problema urbanistico: gli abitanti volevano costruire un ponte sulla Stura ma si scontravano sempre con la realtà di un’opera che non poteva mai essere finita; o una piena del torrente portava via le impalcature o un fulmine cadeva sulla travatura, oppure in una notte di tempesta si staccò un macigno da Mont Bass e cadde sul ponte, spaccandolo in due. Inutili tutti gli appelli al cielo: novene, processioni, scongiuri non erano serviti a nulla, finché un vecchio lanzese aveva suggerito di chiedere consiglio al diavolo. Ma come fare a incontrarlo? Il vecchio fu mediatore e fece sapere che il diavolo s’impegnava a costruire il ponte ma, in compenso, voleva un’anima.  I maggiorenti del paese firmarono il contratto. Se in una notte il diavolo avesse realizzato  il ponte, al mattino seguente gli avrebbero fatto trovare l’anima di un cristiano. Dopo una notte buia e tempestosa, le prime luci del mattino illuminarono il ponte, che, bagnato dalla pioggia, splendeva come se fosse d’argento. Il diavolo corse a prendersi il sacco contenente l’anima, ma quando l’ aprì trovò soltanto un cane. Allora scalciò violentemente più volte con il  suo zoccolo sulle pietre,  formando le cosiddette Marmitte dei Giganti, e sprofondò all’inferno.

Fin qui la leggenda…

In realtà il ponte fu edificato nel 1378 con il consenso del Vice castellano di Lanzo, Aresmino Provana di Leynì, collaboratore di Amedeo VI di Savoia (conosciuto come il Conte Verde). La spesa fu di 1400 fiorini: per sostenere questa spesa venne imposta una tassa sul vino per dieci anni. Forse per questo la gente cominciò a maledire quel ponte chiamandolo del Diavolo. In realtà serviva a collegare Lanzo e le sue Valli con Torino superando la Stura e permettendo così di evitare il passaggio da Balangero, Mathi e Villanova, territori governati dai Principi di Acaja, e da Corio, sotto il controllo dei Marchesi del Monferrato, nemici Savoia.
Il ponte, con una luce di 37 metri, un’altezza di 16, lunghezza di 65 e larghezza minima di 2,27, costruito a schiena d’asino, si trova in una stretta gola scavata dalle acque della Stura in tempi preistorici. Su di esso è stata costruita, il 15 luglio 1564, una porta che veniva chiusa allo scoppiare di epidemie (come la peste) per impedire il passaggio dei forestieri e preservare il borgo.
Le caratteristiche “Marmitte dei Giganti”  sono fenomeni geologici dovuti all’azione vorticosa che l’acqua ha sulle rocce che trova lungo il suo passaggio. In corrispondenza del Ponte del Diavolo di Lanzo se ne contano 21 disposte su 18 metri di dislivello dalla Stura.

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