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TORINO E IL PIEMONTE SONO IN DECLINO?

by • 19 agosto 2021 • COSE NOSTREComments (0)225

Il premier Mario Draghi ha aperto un tavolo di crisi su Torino e sul Piemonte e lo ha affidato al ministro dello Sviluppo Economico, Giorgetti. Questo è avvenuto dopo l’ incontro con la sindaca Appendino e con il presidente Cirio che erano corsi a Roma allarmati dalla decisione di Stellantis di realizzare la Giga-factory per batterie per auto elettriche in Molise e lasciare deserta Mirafiori (ne abbiamo parlato nel Punto di due settimane fa).

Dopo quella decisione si è aperta una discussione piuttosto accesa: da una parte chi parla di declino di Torino e del Piemonte paragonando questo territorio a una città del Sud e portando a supporto di questa tesi il tasso di disoccupazione dei giovani che sui attesta sul 30 per cento: un piemontese (con meno di 35 anni) su 5 non lavora e non studia. Insomma, non fa nulla.

Altri invece sostengono che l’ economia piemontese sta andando bene, è fra le migliori d’ Italia seppur in ritardo nei confronti di altre regioni del Nord. In base al Prodotto per abitante la nostra regione è al 18mo posto mentre la Campania, per fare il raffronto con il Meridione, al cinquantesimo.

Dove sta la verità? Ognuno ha la propria opinione. Certo è l’ ubriacatura post-olimpica è davvero finita. Chi pensava che il Piemonte potesse vivere di solo turismo ha dovuto ricredersi. Questa regione – e il Torinese in particolare – sono un territorio a forte vocazione industriale. Qui si sanno fare le cose, e si sanno fare bene. Occorrono però investimenti importanti (pubblici e privati) che da un decennio non sono più arrivati. E quindi la nostra economia arranca.

Basterà il tavolo di crisi aperto da Draghi? Impossibile dirlo adesso, anche se i tempi stringono. Siamo in tempo per recuperare il terreno perduto ma bisogna fare in fretta. Il declino – lo dice la parola stessa – è una china in discesa dove se si comincia a rotolare diventa sempre più difficile risalire.

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