INVASI

E INTANTO L’ ACQUA SE NE VA….

by • 18 maggio 2023 • COSE NOSTREComments (0)889

Dopo quasi due anni di siccità (manco fossimo nel Sahara) finalmente è piovuto. In alcune zone d’ Italia anche troppo e in Piemonte è arrivata pure la grandine a danneggiare i raccolti. Ma se avessimo potuto trattenere anche solo una piccola parte dell’acqua caduta dal cielo, e subito defluita nei fiumi, avremmo messo al sicuro le coltivazioni per tutta l’estate. Due giorni di pioggia finalmente abbondante, caduta sui campi, sui frutteti, sui prati e sui boschi del Piemonte. In alcune zone sono scesi fino a 120 millimetri di acqua

Una quantità  sufficiente per tutto l’anno, se fosse presente una rete di infrastrutture di trattenuta e accumulo (piccoli invasi, laghetti) e che costituirebbe una preziosa scorta per salvare i raccolti in caso di siccità. E invece la pioggia scesa è subito “transitata” verso il mare, una quantità pari al 50% della portata media del Po a Torino. Se fossimo stati in grado di immagazzinare anche solo un decimo di questa acqua, avremmo accumulato circa 15 milioni di metri cubi, pari a circa la metà della capacità della diga idroelettrica di Ceresole Reale, che avrebbero permesso di gestire un’eventuale crisi idrica estiva.

Oltre i 2000 metri di quota è nevicato, ma questa neve non è sufficiente per rimpinguare le portate dei fiumi nel periodo estivo, visto che i ghiacciai sono ormai quasi inconsistenti in tutte le montagne piemontesi e valdostane.

La Coldiretti è pronta con decine di progetti per piccoli invasi e per laghetti atti a trattenere l’acqua piovana e poi ridistribuirla. Manca solo il via libera della Regione e del Governo. E intanto l’ acqua se ne va.

 

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