Bamboccioni siete voi

by • 17 febbraio 2014 • ArchivioComments (14)2687

Il primo fu l’ allora ministro Padoa Schioppa che invitò a “mandare i bamboccioni fuori di casa”. Poi toccò all’ ex ministro Elsa Fornero: “Non bisogna mai essere troppo choosy (schizzinosi), meglio prendere la prima offerta e poi vedere da dentro e non aspettare il posto ideale”. E infine John Elkann, presidente della Fiat: “Molti giovani non trovano lavoro perché stanno troppo bene a casa”.  Sono solo alcuni esempi….

Ma dove vive questa gente? Ma sanno di cosa parlano? Ma hanno mai provato a cercare un lavoro?

Non mi riferisco a Padoa Schioppa che purtroppo non c’ è più. Non vorrei nemmeno entrare in polemica con la professoressa Fornero,  però le ricordo che è facile parlare se la figlia ha ben due impieghi…Vorrei anche rammentare a John Elkann che se lui porta la Fiat (o FCA come diavolo si chiama..) all’ estero, i giovani saranno costretti davvero a stare a casa.

Inviterei lor signori a girare un po’ per le città, per i centri “primo impiego”, a leggere le centinaia di domande di aiuto che che tanti ragazzi o i loro genitori mi spediscono anche a me nella vana speranza che io possa fare qualcosa . Vi garantisco che quasi tutti i giovani hanno voglia di lavorare e se ne andrebbero volentieri di casa il prima possibile, se solo potessero…

Walter l’ anno scorso ha preso la laurea in Economia con 110 e lode: era sicuro di trovare lavoro subito, ma finora ha ricevuto solo banali proposte di andare porta a porta a vendere contratti per il gas..Mi dice: “Cosa mi è servito farmi il culo per 25 anni per prendere la laurea con il massimo dei voti?” Non so dargli una risposta.

La cosa che più mi preoccupa, però, è la sempre più grande distanza che c’ è tra la vita reale e quella della politica e dell’ economia. Davvero chi ci comanda – a qualsiasi livello – non sa minimamente come vive la gente, ogni giorno. Le preoccupazioni, i sogni, le illusioni, le gioie e le speranze di chiunque ogni mattina prende l’ autobus e spera che domani sia un giorno migliore.

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14 Responses to Bamboccioni siete voi

  1. paola montresor scrive:

    Carissimo Dott. Gandolfo,
    condivido tutto … impossibile dire cose diverse.
    Prima di commentare una cosa: lei parla di bamboccioni .. e capisco che il suo interesse per i giovani sia sicuramente prioritario; tuttavia prima di qualsiasi commento vorrei ricordare che c’è anche un’altra categoria di “bamboccioni”. Quelli che erano andati via di casa e ora, a 40/45 o anche a 50 anni, se hanno ancora i genitori .. a casa vi ritornano. Si, io ne conosco parecchi, e grazie a Dio, hanno ancora i genitori. Ci sono i bamboccioni di 50 anni che perdono il lavoro e … nella migliore delle ipotesi tornano a casa!
    Non le racconto quanti, invece, vanno a dormire ai dormitori pubblici, ma lei lo sa …
    Comunque non voglio divagare oltre: la cosa che a me addolora di più – 50enne con lavoro stabile – è il non sapere dare risposte a questi ragazzi. Esattamente come lei. Cosa diciamo noi adulti vissuti in anni in cui era facile fare soldi, era facile accumulare ricchezze? Che tipo di speranza possiamo consegnare ai nostri figli?
    Non sto dicendo che i bamboccioni non esistono … ma con che coraggio noi diciamo loro che sono degli incapaci, quando noi adulti non sappiamo più che dire ai nostri ragazzi?
    Gli abbiamo insegnato che tutto è uno schifo, che la politica è tutta corrotta, gli abbiamo privati di qualsiasi ideale (perchè noi adulti, per primi non abbiamo più ideali!!!) .. ma cosa siamo in grado di dire loro?
    La sola cosa che a me viene da rispondere è che io ci metto tutta me stessa per far loro capire che – se tutto è uno schifo – c’è ancora chi ha volglia di lottare perchè ci sono ideali per cui vale la pena muoversi. Se non siamo noi adulti e “vecchi” a testimoniare ai giovani che esiste ancora qualcosa per cui vale la pena lottare, cosa possiamo dire loro … al massimo “vai all’estero”!
    Occorre che testimoniamo una speranza, prima di tutto a noi stessi.

    • gandolfo scrive:

      brava Paola,
      stavolta sono io d’ accordo con lei…occorre che testimoniamo una speranza, prima di tutto a noi stessi…bellissimo

  2. Pat scrive:

    Questo è un argomento in cui si può dire tutto e il contrario di tutto. Penso che, tutti noi che abbiamo figli o ci confrontiamo giornalmente con i giovani, abbiamo davanti agli occhi un incredibile caleidoscopio di tipologie e atteggiamenti. Ragazzi viziati, abituati ad avere sempre tutto pronto al minimo schiocco di dita, ma anche quelli che si fanno un tombino pazzesco per raggiungere un obiettivo, un minimo di sicurezza e indipendenza.
    Ho amici che hanno attività impegnative o specializzate che non riescono a trovare ragazzi da inserire nell’organico. Così come conosco ragazzi che fanno i salti mortali per continuare gli studi. Il mondo del lavoro è complesso, e vista la crisi, è ancora più complesso.
    La pizzeria sotto casa cambia continuamente camerieri, dopo un po’ non reggono ad avere il week-end il pranzo e le sere sempre impegnate, e dire che tra stipendio e mance tirano su una bella sommetta. Così come un amico, titolare di una piccola azienda, ha difficoltà a reperire tornitori o operai altamente specializzati. In compenso, conosco ragazzi che seguono un sogno, un’idea, e impegnano tutto il loro tempo e le loro finanze (a volte anche quelle dei genitori) in attività insolite e non così sicure, come centri benessere o attività ricettive in località dove non esiste neppure il segnale telefonico. Tutto è veramente relativo e non si può generalizzare, sono convinta che Walter, nel giro di qualche tempo troverà un impiego e se non accetterà di andare a vendere i contratti del gas non potrà essere accusato di essere choosy, i genitori hanno fatto tanto per farlo arrivare a quel traguardo, faranno ancora un po’ di sacrifici. La cosa preoccupante è che, quasi di sicuro, troverà un buon impiego all’estero ci andrà per fare esperienza e sarà un altro cervello che partirà senza nessuna certezza di rientro in Italia. Quindi formiamo ed esportiamo, questo è un dato veramente preoccupante.
    Per quanto riguarda i personaggi menzionati da Beppe, l’unico che ha l’obbligo di tacere è John Elkann. Ritengo, senza paura di essere smentita, che la sua esperienza in fatto di invio curriculum sia veramente troppo limitata! Così come il suo rapportarsi con la gente comune, con la vita di tutti i giorni o con la spesa al supermercato. Padoa Schioppa e la Fornero, hanno solo peccato di eccesso di generalizzazione. Hanno tirato in ballo (come se fossero tutti così!) alcune tipologie che appartengono ai nostri giovani: inutile negarlo, tutti noi abbiamo incontrato qualche bamboccione e conosciuto qualche choosy, ma da lì, al dire che sono tutti così, ne passa…

  3. Giorgia scrive:

    Caro John,
    da giorni leggo polemiche in seguito alla tua affermazioni riguardanti i giovani che stanno bene a casa e quindi non si sbattono più di tanto a cercare un lavoro.
    Sai, devo ammettere che hai perso un’ottima occasione di tacere ed evitare di farti dare dell’imbecille da Della Valle. Lo stesso uomo che, scherzando (ma forse non troppo), ti ha proposto uno stage in azienda, così per una volta nella tua vita avresti saputo cosa significa lavorare.
    Tu, una mattina, ti sei svegliato e hai dovuto compiere l’ardua scelta tra la presidenza della Fiat, quella de La Stampa, quella della Juve e quella di Chrysler.
    Sono scelte difficili, non credere che non me ne renda conto. Io stessa non saprei quale scegliere, ma forse per inclinazione professionale opterei per quella a La Stampa. Ma tu hai scelto Fiat SpA, che no è la Fiat che tutti conosciamo, no, è il gruppo Fiat, quello che è editore de La Stampa, quello che è proprietario della Juventus, ed è proprietario di quella che adesso è FCA. Hai scelto il meglio che potevi scegliere, sei il presidente dei presidenti, il presidente di un impero.
    Quindi, caro John, sai cosa ti dico? Abbiamo la stessa età, tu sei un po’ più vecchio di 70 giorni rispetto a me. Io vivo con mia madre non perché non ho voglia di cercare un lavoro, ma vivo con lei perché non trovo un lavoro. E non faccio la schizzinosa, perché pur di portare a casa due soldini, ho messo nel cassetto la tessera da giornalista (la uso per entrare gratis nei musei, altrimenti non potrei permettermi le visite) e scrivo ricette e guide per consumatori pur di non pesare del tutto su mia madre.

    Della Valle, scherzosamente ma non troppo, ti ha offerto uno stage alla Tod’s. Se intendi rinunciare a quell’opportunità, ritieniti pur libero di fare presente il mio nome e la mia totale e immediata disponibilità.
    Grazie per la tua attenzione.

  4. italo scrive:

    grande giorgia…………..

  5. Ettore scrive:

    L’argomento che il caro Jonn ha messo in discussione è una di quelle cose che da qualche tempo, ogni tanto, qualcuno tenta di far tornare a galla.
    Prima di lui ci aveva provato Padoa Scioppa e forse anche altri prendendosi una bordata di insulti, a mio parere del tutto motivati.
    I “bamboccioni” starebbero in casa solo perché non avrebbero la voglia di cercare lavoro, ma in passato il lavoro veniva creato proprio da quelle famiglie imprenditoriali che poco per volta in Italia non esistono più, alcuni fanno fallimento, altri preferiscono andare a svendere i loro capitali all’estero con buona pace di tutti noi che rimaniamo.
    E’ triste pensare a imprenditori come Jonn che hanno avuto la possibilità di frequentare le migliori scuole svizzere e poi Università americane, master a profusione senza neppure accorgersi delle difficoltà che incontrano i nostri ragazzie, famiglie che fanno una fatica enorme ad arrivare a fine mese per pagare le rette solastiche in scuole in Italia sempre più fatiscenti. Poi una volta laureati ecco che hanno dovuto fare scelte difficilissime, presidente di Fiat oppure di altre società di famiglia, i nostri figli, magari riescono ad avere un posto come Carabiniere oppure entrano in Finanza (se sono fortunati) o nell’esercito e badate bene, è grasso che cola. Ci sono effettivamente eserciti di laureati che hanno delle capacità enormi ma che non hanno la possibilità economica di potersi permettere di uscire dall’Italia perché dopo pochi giorni avrebbero finito i soldi, quanti giovani si trovano a Berlino oppure in Inghilterra a dividere una stanzetta con altri connazionali e durante il giorno fanno lavori saltuari.
    L’unica differenza che c’è tra quei ragazzi e quelli che rimangono in Italia è che avranno fatto esperienza, si, ma intanto, il tempo passa.
    Dicevo, gli imprenditori attuali mi sembrano anni luce distanti dai Mattei, dagli Olivetti, (tanto per citarne due) che in un passato ormai troppo lontano furono in grado di costruire un impero capace di competere con le massime potenze del tempo, capaci di far crescere il territorio in cui avevano le loro produzioni, capaci di creare anche una ricchezza diffusa, amati per l’amore e l’audacia che hanno saputo esprimere.

    Ettore

  6. laura scrive:

    Queste persone vivono in un mondo parallelo a quello reale.Nel mondo reale, le persone faticano a tirare avanti,
    faticano ad arrivare a fine mese.La crisi ci sta distruggendo,e di conseguenza,la disoccupazione aumenta sempre più. I giovani continuano a vivere con i genitori,perché molti di loro non riescono a trovare un lavoro che gli permetta di essere indipendenti,e chi ce l’ha,fa fatica lo stesso a tirare avanti senza il supporto dei genitori.Io ho 48 anni,lavoro part time, e vivo da sola,e lavoro solo per pagare tasse,bollette.Non posso permettermi di fare più nulla,visto che il mio stipendio è basso.Trovo assolutamente vergognoso,che gente come John Elkann,si permetta di dare giudizi su chi, per colpe non sue, non riesce a vivere la propria vita come vorrebbe,in modo autonomo,senza dover stare in casa con i genitori. Io sono alla ricerca di un lavoro a tempo pieno,ma chi è che oggi come oggi,assume? nessuno.Sarebbe meglio che gente che non sa assolutamente cosa voglia dire vivere senza lavoro, o con un lavoro precario,stesse zitta.

  7. _Giorgia_ scrive:

    Vorrei rispondere al signor Elkann e magari fosse Lapo, che anche quando dice stupidaggini almeno lo fa con classe, no! È il signor John: nipote prediletto e integerrimo, colui mai pescato con le mani in pasta, mai in atteggiamenti strani su alcuna copertina, tutto casa-lavoro-famiglia. Sì, sì, proprio lui, proprio quel tipo di persona che ogni tanto, sulla scia del “so tutto io” apre la bocca solo per dar fiato senza prima aver acceso il cervello e contato fino a dieci.
    “Carissimo John, ho 29 anni e anche io ho studiato al Politecnico di Torino, solo qualche anno dopo di te. Non ho esattamente seguito il tuo percorso, ma non penso di non potermi confrontare con te per questo.
    Vuoi che ti spieghi come funziona quaggiù?
    Perché sai… qui non è tutto rose e fiori come sembra e come forse tu credi sia.
    Eh no… Qui, se tutto va bene, a 25 anni ti laurei (e già devi essere sveglio e bravo e mantenuto) e cerchi di buttarti nel mondo del lavoro. Choosy o no, ti lanci e speri in una risposta ai tuoi milioni di CV mandati in lungo ed in largo. Nella migliore delle ipotesi vengono letti, ma una risposta che sia una… praticamente mai… Quindi già ti lascio immaginare la frustrazione, ma guardiamo il bicchiere mezzo pieno. Mettiamo caso che qualcosa trovi, anche di abbastanza stabile e continuativo.. Ecco.. c’è un piccolo problema da affrontare Giuan: la retribuzione… E sto scartando tutte le peggiori ipotesi (contratti a chiamata, a tempo determinato di 1, 2, 3 mesi, prestazioni occasionali, ecc, ecc,)… Caro il mio super-ultra-mega-wow manager, se non hai una retribuzione adeguata e alla fine ogni mese ti ritrovi ad essere sempre in negativo o al meglio in pareggio, mi spieghi come fai a vivere dignitosamente e con tranquillità? Come puoi garantirti un futuro se non riesci a risparmiare nulla? Non provare a dire: “Cerca un altro lavoro, ingegnati…” perchè ti arriverebbero solo una serie di simpatici epiteti.
    Tutti noi trentenni ce ne andremmo volentieri via di casa, per la nostra indipendenza e per sgravare i vecchi che ci hanno cresciuto e che hanno il diritto di riposarsi ad un certo punto della loro vita.
    Peccato che da soli sia pressochè impossibile, perché dover sempre rinunciare a tutto (dal parrucchiere, alle scarpe di tendenza, alla borsa che vorresti perché TE LA MERITI per il fondello che ti fai costantemente) è frustrante… e se vuoi che te la dica tutta NON E’ GIUSTO.
    E ti parla una che lavora tutta la settimana e che nel tempo libero arrotonda come può.
    Sì, sto bene a casa, ma starei meglio fossi più serena fuori casa.
    Quindi, caro Giuan d’le bale, smettiamola di dar fiato alla bocca… Soprattutto visto il ruolo che ricopri.
    E non cercare neanche di capire cosa succede quaggiù: visti i presupposti non servirebbe a molto il tuo aiuto!
    ps: come mai hai deciso di traslocare da Torino con il tuo nuovo gruppo automobilistico?”

  8. gandolfo scrive:

    ++ Elkann rammaricato, messaggio era incoraggiare giovani ++

    (ANSA) – TORINO, 17 FEB – “Sono rammaricato che un messaggio
    nato per essere di incoraggiamento alla fine sia stato
    interpretato come un segnale di mancanza di fiducia nei
    giovani”. Lo precisa John Elkann sul sito della Fondazione
    Agnelli, di cui e’ vicepresidente, a proposito delle polemiche
    per le sue parole sul tema dei giovani e del lavoro. (ANSA).

    Lavoro: Elkann, studiare serve, dati lo dimostrano

    (ANSA) – TORINO, 17 FEB – “Non credo e non ho mai detto che
    il problema della disoccupazione, quella dei giovani in
    particolare, non esista ne’ che tutto dipenda dalla mancanza di
    determinazione di chi cerca lavoro”. Cosi’ John Elkann, sul sito
    della Fondazione Agnelli, sul tema giovani-lavoro. “Ho invece
    posto l’accento su cosa e’ possibile, anzi si deve fare, proprio
    ora che la debolezza dell’attuale quadro economico, soprattutto
    in Italia, rende tutto piu’ difficile”.
    Il riferimento di Elkann e’, in particolare, allo studio. “Si
    sente spesso dire che non serve a niente perche’ non garantisce
    un lavoro – osserva -. Dati alla mano, le ricerche dicono il
    contrario: secondo recenti rilevazioni Istat, chi ha un diploma
    di scuola superiore ha maggiori probabilita’ di trovare lavoro
    rispetto a un diplomato e nell’arco della vita migliori
    prospettive di carriera e di retribuzione”.(ANSA).

    Lavoro: Elkann a giovani, mai rinunciare ed essere ambiziosi

    (ANSA) – TORINO, 17 FEB – “C’e’ un’idea che mi preme
    condividere oggi con chi e’ giovane: chi sa essere ambizioso,
    investe su se stesso e sulla propria istruzione, ha
    l’atteggiamento giusto”. Cosi’ John Elkann, sul sito della
    Fondazione Agnelli, a proposito del tema giovani-lavoro. “Il
    senso della mia risposta nel dialogo con gli studenti (venerdi’ a
    Sondrio, ndr) e’ tutto qui – sottolinea – mai rinunciare, ma
    avere la forza di credere in se stessi ed essere
    determinati”.(ANSA).

  9. Giorgia scrive:

    Caro John,
    sono di nuovo qui a scriverti. Lo accetti un consiglio da una povera scema? Taci. Te lo dico con il cuore, per carità, stai zitto.
    “Chi sa essere ambizioso, investe su se stesso e sulla propria istruzione, ha l’atteggiamento giusto”.
    Te la prendi molto se rivedo la tua affermazione? Ci provo: chi è ambizioso, a un certo punto è costretto a rinunciare ai propri sogni a causa della triste realtà quotidiana. Investire su se stessi e sulla propria istruzione non è una cosa così semplice e scontata come può apparire. Innanzitutto, anche senza essere studenti fuori sede, l’università ha un bel costo che non tutti possono affrontare. Se si è fuori sede, anche peggio, perché le famiglie devono sostenere non solo i costi di rette e libri, ma anche quelli di affitto, bollette, cibo, trasferte (che mica vogliamo negare ai figli di tornare a casa quelle 4 volte l’anno, no?).
    Tutto, caro il mio John, ruota sempre attorno allo squallido discorso economico. Non tutti hanno la fortuna di avere alle spalle una famiglia come la tua.
    Anche i più volenterosi, quelli che si spaccherebbero la schiena pur di studiare la notte e arrivare all’agognato titolo, non possono farlo. Non sono pigri e non sono schizzinosi, semplicemente con un lavoro da 500 euro al mese non vai da nessuna parte. Nemmeno con uno da 800 o da 1000. Perché se dai mille inizi a sottrarre le spese fisse, non ce la fai a mettere via 100 euro per i libri.

    Tornando al punto: John, facci la cortesia: continua a vivere nel tuo bel mondo incantato, dove tutto è facile, dove non ci sono problemi per pagare la bolletta della luce, e risparmiaci le tue pillole di luce su come deve andare il mondo.
    La determinazione, noi, ce l’avevamo. Ce l’hanno tolta insieme alla possibilità di avere un futuro.

  10. Giuseppe Gandolfo scrive:

    Grazie a giorgia1, Ettore, Laura, Giorgia2… Dopo aver letto e riletto le vostre risposte sono sempre più convinto che esistono due Italie, una della vita di ogni giorno di milioni di persone e una di pochi eletti che vivono nel Palazzo. Queste due Italie non si incontreranno mai..

  11. william scrive:

    penso che la miglior risposta l abbia data NATALINO BALASSO

    I GIOVANI NON TROVANO LAVORO PERCHE’ NESSUNO GLI REGALA UNA FABBRICA

  12. christian scrive:

    DOPO QUELLE DICHIARAZIONI RIVALUTO DECISAMENTE LA PO…E HO DETTO TUTTO BEPPE…………AAHAHAHA

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