LINGOTTO

IL LINGOTTO NON E’ ALL’ ALTEZZA DEL PIEMONTE

by • 4 aprile 2024 • COSE NOSTREComments (4)326

Sono stato per tre giorni dentro il Lingotto-Fiere per una serie di incontri ad Horeca Expoforum, riuscitissimo Salone con oltre 10.000 i visitatori e circa 150 espositori in rappresentanza di 250 marchi legati al mondo degli hotel, della ristorazione e del catering.

Ebbene in questi tre giorni ho avuto la conferma di quello che già percepivo da anni. Il Lingotto, inteso come struttura, non è all’altezza di Torino e del Piemonte. E’ uno storico edificio costruito per essere una fabbrica di auto ed è quasi impossibile cercare di riconvertirlo ad altri usi.

L’acustica è pessima, un forte rumore di fondo costringe tutti gli stand, tutti i settori, ad alzare il volume, creando così una babele dove nessuno riesce più a sentire né capire nulla. Non parliamo poi della possibilità di trovare gli stand, gli spazi, i luoghi che ci interessano: è vero, io ho la capacità di orientamento di un pesce rosso nella sua boccia, ma – dopo decenni che frequento il Lingotto – continuo a perdermi e a muovermi con molta fatica. I parcheggi? Per fortuna mi servo della metro perché altrimenti impazzirei. Per non parlare degli accessi, delle biglietterie… sempre e solo lunghissime code.

E’ solo una mia sensazione? Chiedete agli organizzatori del Salone Internazionale del Libro da quanti anni chiedono interventi veri, concreti, per far diventare il Lingotto un centro espositivo a livello europeo. Tutto inutile. Si vive in regime di monopolio.

O il Lingotto così com’è, o niente. Non ci sono alternative.

Spiace dover constatare che una città come Torino e una regione come il Piemonte – che puntano forte sul turismo – non abbiano un centro espositivo-fieristico all’altezza della situazione.

C’è solo il Lingotto. E tutti sappiamo perché. Ma anche chi l’ha fatto costruire, la Fiat, l’ha abbandonato.

Venduto. Come sono stati venduti anche quelli che furono gli uffici dell’Avvocato Agnelli e di Marchionne.

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4 Responses to IL LINGOTTO NON E’ ALL’ ALTEZZA DEL PIEMONTE

  1. Enrico scrive:

    Per non parlare del centro commerciale nel quale , lungo tutti i 400 metri di sviluppo, non c’è la possibilità di avere un posto per sedersi se non nello spazio del cibo. Sono invalido con difficoltà a camminare e l’ingresso mi è praticamente precluso. L’anno scorso ho scritto a Specchio ed alla direzione Lingotto chiedendo di apporre segnaletica all’ingresso “Accesso vietato a disabili motori”….

  2. Massimo Ficara scrive:

    Buongiorno. Una società che cambia in un tempo velocissimo. Siamo un paese che cambia in maniera lenta, e quando corre lo fa in maniera confusionaria. Nella strategia della riqualificazione bisogna dare nuova vita a spazi un tempo industriali e non, ma riqualificare non vuol dire soltanto restituire spazi di città alla città. A volte occorre guardare al futuro e costruire strutture nuove, funzionali e perché non farlo anche dal punto di vista architettonico, magari concependo il tutto come una vera e propria opera d’arte. Traguardare è fondamentale se si vuole vincere. La società si misura in generazioni.

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