Amarcord dell’ esodo di agosto

by • 2 agosto 2014 • ArchivioComments (11)4785

Erano gli anni 60-70. Abitavo ancora in borgata Parella, a Torino.  Arrivava il primo venerdì di agosto e i miei vicini cominciavano a caricare la loro 500 come un Tir. Valigie, borse, sacchetti, e poi nella notte, papà, mamma e bimba piccola partivano per il Meridione su quella vettura che pareva scoppiasse.

Tre settimane al paisiello. Le sognate vacanze. Torino si svuotava. Il primo sabato di agosto era il giorno del grande esodo. I tempi della città erano dettati dalla Fiat.

Adesso la città non si svuota più.  La Fiat non c’è più. Vanno di moda le vacanze intelligenti. O forse la gente in vacanza proprio non ci va più. Solo qualche giorno,  mordi e fuggi.

Colpa della crisi,  si dice. Secondo me eravamo più poveri allora.  Forse si stava meglio quando si stava peggio.

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11 Responses to Amarcord dell’ esodo di agosto

  1. Laura scrive:

    Me lo ricordo eccome, l’esodo d’agosto. Code interminabili sulle autostrade.Le automobili con il portapacchi sul tettuccio,e i bauli,stracolmi di valige. In quattro,sulla cinquecento, schiacciati,come sardine in un barile. Come sono cambiati i tempi..

  2. Laura scrive:

    Sicuramente,è cambiato in peggio,perché quelli, erano gli anni del boom economico,c’era la voglia,e, soprattutto,la possibilità di svagarsi,e di passare un mese,al mare, o in montagna. Ora invece,non tutti hanno la possibilità di andar via( io sono una di quelli),infatti Torino, anche ad agosto, sarà comunque popolata.

  3. Pat scrive:

    Che ricordi… e che nostalgia!
    Le vacanze della mia famiglia iniziavano al principio della seconda settimana di agosto, papà aspettava che i “barachin” avessero raggiunto le loro mete per muoversi. Si scherzava allora, in modo bonario e mai cattivo, sull’abitudine degli operai Fiat: alla chiusura dei cancelli de “La feroce”, le mogli aspettavano i loro consorti con la macchina carica di bagagli e figli e, stipati come acciughe e mettendo in conto di rimanere in coda nel tratto Roncobilaccio/ Barberino del Mugello, o sull’eterna incompiuta Salerno/Reggio Calabria, partivano per il Sud. Noi ci godevamo per una settimana Torino deserta, e non esagero, era proprio deserta! Si partiva quindi e tre settimane di mare non ce le toglieva nessuno. Che tempi! Quanta voglia di divertirci avevamo e quanto eravamo allegri e vitali, non parlo solo di noi bambini, anche gli adulti lo erano. Tornando a casa dalle vacanze ciascuno sapeva che l’avrebbe atteso un anno di lavoro, magari duro, magari impegnativo, ma il lavoro era il punto fermo attorno a cui ruotava il quotidiano di tutti. Ora l’incertezza a preso piede, è l’epoca della precarietà, del forse sì o forse no. E questo vale anche per le vacanze.
    E’ vero Beppe, si stava meglio quando si stava peggio. Ma siamo sicuri che quel periodo fosse peggio?

    • gandolfo scrive:

      Difficile rispondere, forse siamo troppo condizionati dal fatto che eravamo giovani, e quindi tutto adesso ci appare più bello

      • divya kirti scrive:

        Verissimo ,Beppe. Tutto ha un sapore diverso proprio per quello. Tanto è vero che oggi, gli stessi viaggi, gli stessi posti, sì sono belli ma non si provano più le stesse emozioni. Unica nota positiva oggi semmai è che per chi rimane in città ,a volte la municipalità offre qualche evento serale. Musei aperti? serate popolari? mi dirai, non è la sressa cosa ma per chi non può spendere va bene anche quello poi le città si godono e potendo, le si girano e si scoprono angoli che durante l’anno non ci eravamo accorti esistessero. Concludendo però affermo, molto meglio allora. i godeva di poco o di tanto a seconda delle nostre aspettative, si era piu felici e non solo per l’età, credo. Oggi cosa ci aspetta dopo le ferie? Anno 1964, mio primo volo in aereo seguita da hostess. Papà, siciliano di Ragusa, mi mandava dal fratello al mare, Marina di Ragusa. A Catania schiere di parenti ad attendermi. Nel 95 già ero pratica anche cambiare aereo a fiumicino, non volevo piu la hostess tra i piedi. Ero ribelle già allora ed indipendente. Fino al ’98 ho passato vacanze: Venivo dal Nord, a 16 anni, un po truccata con pantaloni. Scandalo . Cugina non poteva metterli per Ragusa: Mi odia ancora adesso. Poi prima della scuola vacanze qui nella casa dei nonni materni in Piemonte. Bella la vendemmia, bello tutto,oggi detesto gli stessi posti. Zio siciliano mi ha portato su per l’etna con una topolino! ecc…. Grazie per lo spazio. Buone vacanze

  4. Ettore scrive:

    Il ricordo dell’esodo estivo e delle ferie al mare (in liguria) è fissato nella mia memoria intorno alla metà degli anni 60 quando potevo avere circa 6/8 anni. In quel periodo l’autostrada per il mare era stata costruita da poco ma solo il tratto appenninico. Da casa nostra, usciti da Torino si doveva attraversare quasi tutta la provincia granda sulla quella che una volta era strada statale ma si attraversavano tutti i paesi Carmagnola, Racconigi, Savigliano, Fossano, Mondovì fino a “prendere” l’autostrada a Ceva. Una volta arrivati a Savona ci si immetteva nella mitica Aurelia per arrivare alla destinazione di Alassio. Partimmo con la Fiat 600,il modello con le porte che si aprivano controvento, raffreddata ad acqua con il radiatore dietro che quando faceva le salite più impegnative occorreva fermarsi e aspettare che l’acqua smettesse di bollire il caldo dell’auto si sommava al caldo esterno, un vero inferno ma da piccolino come ero non lo pativo nemmeno. Non ricordo quanto ci mettemmo ma forse quasi tutto il giorno, e una volta arrivati camera singola alla pensione “Aurora” non tropo distanti dal budello di Alassio con il profumo del pesce che ti entrava nelle narici. Il mattino seguente mio padre con la Fiat 600 ritornava a Torino, lasciva me e mia madre a condurre vita estiva con al mattino spiaggia e pomeriggi ai giardini alternati ogni tanto (forse sovente) dai miei pianti e gli sbuffi di lei fin troppo paziente. Alla sera mia madre mi portava all’appuntamento con il chioschetto del molo di Alassio dove io bevevo un bicchiere di latte, passeggiata e poi a nanna, poco più in là, la musica delle orchestrine accompagnava lo sfilare delle ragazze e una giuria composta da personaggi più o meno noti decretava la più bella della spiaggia, veniva eletta Miss Muretto e Alassio risplendeva soprattutto di notte.
    Forse sarà perché ero troppo piccolino, ma le ferie finivano troppo in fretta, passava il mese e ti accorgevi che era già ora di tornare a casa dal fatto che ritornava la Fiat 600 con le porte controvento di mio padre, percorso inverso ma stessi problemi dell’andata, altri tempi, altre strade, quanta nostalgia.

  5. gandolfo scrive:

    (Acotel) ANSA NEWS (15:32) Coldiretti: maltempo cambia le vacanze di un italiano su 4. Il 16% non parte,il 5% cambia destinazione, il 3% taglia durata.

  6. gianni scrive:

    La fine del grande esodo porta anche dei vantaggi. Negli anni 70 le città avevano solo negozi, bar e ristoranti chiusi.Potevi viaggiare per ore senza trovare un locale per bere una birra. Oggi per fortuna non è più così. È quasi tutto aperto

    • Pat scrive:

      Vero Gianni, questo è un bel vantaggio. Quando nel mio commento ho scritto della città deserta, intendevo proprio questo, nella settimana in cui aspettavamo di partire per le vacanze, era un problema anche comperare il pane…un disastro!

  7. erpetto italo scrive:

    131 supermirafiori 5 persone no climatizzatore boxer di 40 kg seduto per il primo km tra le gambe al 2 km già sbavava e me lo trovavo in braccio 860 km da fare per arrivare sul gargano mio padre che mi rincoglioniva con gipo e le cassete di a nostra ca………..un odissea………

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