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Perché tanto odio verso il Natale

by • 16 dicembre 2014 • Archivio, COSE NOSTREComments (16)3450

Colgo nei dialoghi fra la gente e scorrendo le pagine  dei social network una insofferenza, se non addirittura  odio, nei confronti delle prossime festività natalizie.

Da sempre  sono convinto che il Natale sia soprattutto la gioia dei bambini e che la vera festa ci sia in quelle case dove ci sono i piccoli che vivono in trepidazione, in attesa dei regali.

Ma perche tanti non hanno più voglia di fare l’albero o il presepe? Parecchi mi dicono  “vorrei che fosse già il 6 gennaio.”

È solo perche c’è la crisi? Perche mancano i soldi? Non credo.. Temo piuttosto un inaridimento dei cuori.  Non abbiamo più la capacità di esprimere i nostri sentimenti.. 

Io ho una mamma molto anziana.  La mia gioia del Natale è trascorrerlo con lei.  Ogni anno temo possa essere l’ultimo. E già so che quando non ci sarà più,  il Natale non avrà più lo stesso sapore.

E mi pentirò amaramente di tutte le volte che ho maledetto il Natale.

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16 Responses to Perché tanto odio verso il Natale

  1. Loredana scrive:

    Che brutta parola odio! Poi rivolto al Natale è davvero inaccettabile. E’ come dire che proviamo odio per le nostre a origini, per i nostri avi e per tutto ciò che il Natale ha rappresentato da bambini. Il problema fondamentale è che i nostri cuori si sono talmente induriti che neppure la gioia dei bimbi riesce a trasformarli.

    • gandolfo scrive:

      Brava Loredana, condivido tutto.. E ho usato il termine odio proprio per provocare..

      • divya kirti scrive:

        Sono d’accordocin entrambi. Però bisogna sviscerare un po’ per dare il giusto significato a questa insofferenza che,va detto, intanto varia a seconda delle ssituazioni famigliari,de problemi che abbiamo e dello stato opsicologico in cui ci troviamo. Ho trascorso natali stupendi da bambina con nonni, bisnonni e quant’altro poi, essendo in vacanza dal collegio, era ancora più bello. Con gli anni si cambia. Io amo il natale ora come festa religiosa, una bella messa di mezzanotte, qualche presepe, un simbolicopresente, un po , ma senzaesagerare, di convivialità e pace. E….sempre, un bel libro. Magari, visto che ce l’ho, anche se non lo accendo mai, un bel fuoco nel camino e un mini presepe e/o alberello o qualche lucina su un albero del prato. Po i, corse ad acquisti, frenesie varie no. Tutto qUI. Tutto cambia sapore con il passare del tempo. Si apprezzano cose diverse. Non dimentichiamo che chi é senza lavoro o ha problemi seri é plausibile che aspetti che passi questo periodo.auguri Beppe

        • gandolfo scrive:

          Auguri a te.. E che invidia per il camino acceso.. Fa proprio natale..

          • divya kirti scrive:

            si Beppe, nonostante mille problemi, sono fortunata. grazie per lo spazio, ti vedo sempre a Primantenna sai? e grazie a Pat per l’input. Siete bravi, simpatici e v i sento sempre vicini come persone. questo è bello. Vuol dire che sapete trasmettere qualcosa. A volte con le persone vicine questo qualcosa non c’è. Grazie. un giorno vi conoscerò, è una promessa che ho fatto a me stessa.

  2. Pat scrive:

    Brava Loredana, quanto hai ragione!
    Il problema è che oggi è di moda essere insofferenti verso tutto e tutti. La lamentatio continua e assillante va per la maggiore. Tutti troppo pieni di impegni, tutti troppo stressati, tutti con troppe cose da fare. Ma il Natale non è una “cosa” da fare. Il Natale è un momento di gioia da vivere con serenità.
    Con leggerezza eliminiamo Dio dai muri delle nostre case, dai nostri uffici, dai nostri cuori e dalle nostre vite per poi cercarlo disperati quando siamo nei guai. Un Dio a comando, siamo fantastici!
    Cerchiamo almeno di accoglierlo in famiglia a Natale, cerchiamo di dargli un posto in mezzo ai nostri cari. Natale non è regali, cibo, abbuffate e caos. Natale è incontrare e vivere chi amiamo. Anche con poco, con un sorriso, un abbraccio e con semplicità. Buon Natale a tutti voi!

  3. laura scrive:

    Io sono tra coloro i quali, vorrebbero che fosse già il 7 gennaio.
    Natale,in questi ultimi anni, mi mette tristezza.
    perché, non ho più nessuno della mia famiglia.
    Mio padre, mia madre, mia zia,
    erano le persone più importanti della mia vita,
    e non ci sono più.
    A parte questo, personalmente, ritengo che si sia perso il verso senso del
    Natale, perché c’è la folle corsa al regalo,e ti fanno gli auguri,
    persone che vedi una volta l’anno, e di cui, non ti importa nulla.
    Il Natale, è solo business,e basta.

    • Pat scrive:

      Ecco Laura, tu sei la prova che chi ha la fortuna di poter avere accanto i propri cari non può odiare il Natale, perché come ha scritto Beppe, quando non ci saranno più, saremo inevitabilmente più tristi.
      E’ vero, forse qualcuno ha perso il senso vero e profondo del Natale, ma non generalizzare, per qualcuno è importante e, dobbiamo ammetterlo, complice anche la crisi, tutti si sono ridimensionati, sono convinta che ora il significato sia proprio nei piccoli gesti, nei pensieri, nelle piccole cose. Insomma, sia un po’ più visibile a tutti. Ti sono vicina.

  4. laura scrive:

    Grazie, Pat. Hai ragione, quando scrivi che non si deve genaralizzare,
    perché per molti, il Natale, rappresenta ancora, il momento in cui,
    si può stare accanto alle persone a cui si vuole bene.

  5. Elisa scrive:

    Forse anche dai commenti alle serate qui comandamenti si può trovare la ragione: x i nostri genitori e nonni Natale era ritrovarsi per santificare quel bambino che era nato x noi. Adesso però qualcuno in TV parla di Dio tutti parlano solo del costo della serata
    Io ho seguito entrambe le serate con grande soddisfazione di “cristiana” e non ho detto “cattolica” perché a me li hanno insegnati a catechismo solo come divieti o punizioni.
    Per me è sempre stata una festa, vivo distante dai miei genitori e mia sorella e già mi assaporo il giorno di Natale con loro, con mio papà pur malato di Alzheimer.
    Per anni ho organizzato una cena con tutti gli amici x ritrovarsi prima di natale e farsi gli auguri. Questo anno ho voluto vedere quanto ci tenessero loro e non ho organizzato nella “speranza” che qualcun’altro organizzasse: ma non è successo. Tutti troppo impegnati con la carriera, con la crisi.
    Ecco perché tutti si lamentano troppa paura di dover investire in amicizia, altruismo
    Purtroppo, peccato, si trova solo il tempo x lamentarsi.

  6. Giorgia scrive:

    Io sono tra quelli che vorrebbero saltare a piè pari il periodo dal 20 dicembre al 7 gennaio. Il mio spirito natalizio è morto da quando avevo più o meno 15 anni (ne ho 38), ma se dovessi dire il motivo non sarei in grado. Non so perché è successo, ma è successo e basta. Ho smesso di fare l’albero nel 2002, quando ho preso il mio primo cane, si tirava addosso l’albero con palle, pallette, festoni e lucine, si mangiava i pacchettini sotto l’albero, quindi ho lasciato perdere. L’anno scorso, presa da un raptus nostalgico, ho fatto un alberello microscopico da poter posizionare su un ripiano abbastanza alto per non essere preda dei cani, ma è durato 2 giorni, poi l’ho disfatto perché mi sembrava patetico. Il mio natale più bello? Quello dell’anno scorso, a casa da sola, pranzo a letto con i miei cani intorno. Pagherei per poter replicare anche quest’anno, invece sono costretta al pranzo in famiglia. Se mi mandassero a spalar neve in mutande soffrirei di meno!

    Io sono anche tra quelli che non fanno gli auguri, che si infastidiscono quando perfetti sconosciuti si prodigano in mille sorrisi falsi e auguri ancor più falsi. Non faccio regali a chiunque solo perché “si deve”. Spesso non faccio nemmeno i regali alle persone care, perché farli a natale mi sembra una forzatura. Poi magari durante l’anno faccio 20 regali senza motivo, perché vedendo un oggetto ho pensato a una persona. Non sopporto le convenzioni, il “dover fare” per facciata. Non sono in grado di indossare una maschera col sorriso, perché poi gli occhi parlano e dicono tutto il contrario di quel finto sorriso. (Il Grinch è un principiante!)

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