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Crescono i malati di gioco, niente bar con slot-machine

by • 7 febbraio 2015 • COSE NOSTREComments (11)2796

Negli ultimi 10 anni in Piemonte sono aumentati del 700 per cento i cosiddetti malati di gioco. Quelli che si rovinano la vita e distruggono famiglie e capitali giocandosi tutto alle slot-machine. In crescita, a dismisura, sono i giovani e gli anziani. Gratta e vinci, videpoker, gioco su internet, macchinette mangiasoldi. E’ tutto un proliferare di truffe legalizzate, sulle quali lo Stato ci guadagna.

Un fenomeno ben visibile a tutti, ma sommerso perchè – a differenza della droga e dell’ alcol – sono pochissime le persone che ammettono di rovinarsi la vita con il gioco.

Eppure basta entrare in un bar, a qualsiasi ora del giorno, per vedere code di persone davanti a quelle dannate macchinette.

E allora io proseguo la mia personale battaglia. Mi rifiuto di prendere il caffè nei bar dove ci sono le slot-machine. Se entro e le vedo, esco e cerco un altro bar.

Servirà a poco, capisco l’ interesse dei gestori dei bar che godono di questi facili guadagni. Ma sapendo dei drammi che avvolgono intere famiglie, faccio una scelta. Il caffè preferisco prenderlo con l’ anima in pace e non in locali che sfruttano le debolezze della gente.

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11 Responses to Crescono i malati di gioco, niente bar con slot-machine

  1. divya kirti scrive:

    Che aggiungere,caro Beppe? sono d’accordo su tutto quanto dici. Bravo!

  2. Giorgia scrive:

    Non riesco a dare la colpa ai gestori di sale gioco o bar con macchinette. Proprio come per alcol, sigarette e droga, sei TU a decidere cosa fare della tua vita e fino a che punto arrivare. Nessuno ti impone di giocarti lo stipendio alle slot o di tramutarlo in vodka o cocaina.
    Da sempre, l’uomo ha trovato modi per rovinarsi e autodistruggersi, non serve di certo un videopoker. Credo che, come in molti casi, certe patologie riguardino un tempo definito, come una moda di passaggio. 20 anni fa non c’erano le slot nei bar, ma c’era il casinò e c’era l’ippodromo. Perché 20 anni fa i tg non degnavano nemmeno 3 secondi in un anno a chi si è mangiato casa, stipendio, famiglia al casinò?
    Adesso, invece, ne abbiamo voluto fare una malattia, quando invece è una scelta personale e non è dettata da ignoranza delle conseguenze o chissà che altro.
    Lo Stato, poi , è ridicolo: come per alcol (bevete responsabilmente… che diavolo vuol dire?), per le sigarette, anche per il gioco da un lato spinge e dall’altro spende per curare. Non serve metter su strutture (se non ai personaggi che ci finiscono a lavorare) quando sei il primo a sponsorizzare una pratica negativa.
    Del resto, con o senza Stato che pubblicizza queste attività, l’uomo ne ha sempre fatto uso e abuso. Non c’erano le sale slot? Benissimo, si perdeva tutto con le scommesse clandestine di ogni tipo. L’unica differenza sta nelle entrate statali.
    Credo che i numeri delle percentuali arrivino solo dal fatto che ora è possibile contare i giocatori in base all’utilizzo delle macchine, siano slot nei bar o terminali del lotto dal tabaccaio. E magari sì, sono aumentati vista l’offerta di modi di giocare. Per lo Stato anche io potrei essere considerata malata di gioco, visto che spesso invece di farmi dare il resto al bar, mi faccio dare un gratta e vinci da 1 euro.

  3. Filippo scrive:

    cosa dire Beppe, i governi Berlusconi hanno incrementato durante il loro mandato i giochi d’azzardo istituzionali. Una volta esisteva il Lotto con le uscite del sabato e la schedina della domenica. Poi il Superenalotto, i gratta e vinci, le slot machine. Tutto per foraggiare uno stato spendaccione e la mafia foriera di preferenze alle persone “giuste”. Imbarazzante il silenzio dei partiti della sinistra, ora abbiamo capito chi aiutava il PD a raccogliere voti. A noi onesti cittadini italiani cosa rimane. Inorridire quando vediamo pensionati, casalinghe, studenti incarognirsi di fronte ad una leva che non regala mai più di qualche combinazione da pochi euro di vincita. Cosa fare, non entrare nei locali che hanno le slot, gestite da persone che fanno fatica a chiudere il mese caricati da tasse impressionanti. Ma forse non sarebbe meglio unirsi e formare un partito che provi a fermare a monte questi furti istituzionalizzati.

  4. Gabriella Bracco scrive:

    Era il 5 febbraio 2014 quando pubblicasti lo stesso identico argomento e correlata proposta. In allora presi posizione in modo molto duro e crudo perché per me la tua proposta non solo è inefficace, ma era ed è, la totale mancanza di rispetto nei confronti di chi ha il problema e di chi opera seriamente per contrastarlo.

    E’ trascorso un anno ed ancora li stai?
    Che risultati ha prodotto la tua iniziativa in 365 giorni?
    Nessuno!
    Io continuo ad essere irremovibile sulle mie convinzioni che seppur esposte in modo differente sposano in toto i concetti espressi qui da Giorgia e Filippo.

    Per tentare di farti capire quanto sia pertinente ed efficace la tua iniziativa provo ad usare dei paradigmi di equivalente senso:
    E’ come se un antitabagista promuovesse il boicottaggio alla fabbrica degli accendini!
    E’ come se gli alcolisti anonimi facessero propaganda per sabotare i viticoltori e le loro vigne!
    E’ come se i centri di recupero per tossicodipendenti combattessero la loro battaglia contro le farmacie che vendono le siringe!
    E’ come se per contrastare la dipendenza da gioco on line proponessi di non utilizzare più il web.

    I propositi altruisti dovrebbero affondare le loro radici nel buon senso e nella coerenza.

  5. enneci scrive:

    PUBBLICHIAMO DI SEGUITO ALCUNI COMMENTI CHE CI SONO STATI INVIATI ATTRAVERSO ALTRI CANALI WEB:
    Nicholas Leuci: Sai qual è il problema? Che spesso per fare attività alternative ti sbattono le porte in faccia. Non hai agevolazioni e il gioco al ribasso è diventato penoso!
    Italo Erpetto: il vostro interesse su questo argomento per me triste fece si che ebbi modo di conoscerti..
    Antonella Orlandini: condivido il tuo pensiero, non si può e non si deve restare indifferenti di fronte al dilagare di questa forma di dipendenza…
    Anna Messina: condivido pienamente!
    Carla Traversa: non bisogna nemmeno prenderne u di dipendenzano da 2 euro si dice no a tutti i giochi dove c’è possibilit
    Rocco Oliva: il problema adesso sono i giochi online…….. Io ne avevo due…e li ho tolti……..indubbiamente danno bei soldini..ma portano brutta gente nel locale,……….e comunque….oltre alle slot…ci sono gratta e vinci….lotto…….ecc…ecc…….bisognerebbe farli sparire tutti…..!!!!!
    Nicholas Leuci: Comunque, le alternative ci sono. Bisogna essere molto professionali e creativi, ovvio. Anche se le slot non fanno più fare gli incassi di una volta.

  6. Claudio scrive:

    Anni fa ho frequentato un’amica che lavorava in una sala corse, alle 22,30 andavo a prenderla, finiva alle 23.
    Ovviamente è capitato spesso di parlare di episodi che lì capitavano.
    Il cliente assiduo più pulito era un rapinatore, vecchietti con più un piede di là che di qua, insultati dalle mogli che li portavano via prendendoli per i capelli, all’epoca il lavoro a Torino non mancava e vedevi impiegati e operai puntare sui cavalli.
    I gestori assumevano studentesse, perchè in un ambiente così potevi lavorarci al massimo 6 mesi poi scleravi.
    NESSUNO HA MAI DETTO NULLA!!!!
    Quando intorno al 2000 alcune banche aprirono appositi salottini con tanto di monitor per giocare in borsa e dico giocare, perhcè improvvisati pensionati con un conto in banca si credettero dei magnati dell’economia, NESSUNO HA DETTO NULLA!!
    Le slot machine erano illegali ed in mano alle MAFIE, i gestori guadagnavano fior di quattrini e i mafiosi giravano in FERRARi, NESSUNO HA DETTO NULLA?
    NO, lo Stato ha sostituito i mafiosi e si è accaparrato le SLOT …. Poi la MORALIZZAZIONE, l’istituzione di centri di cura le pubblicità GIOCA RESPONSABILE, ma cosa vuole dire? Le TV fanno pubblicità ai giochi vari e poi ti dicono gioca responsabile, come si parlasse ad un deficiente, dammi i soldi ma fallo piano, se no urto la tua sensibilità di pollo, il pollo va rosolato piano se no lo bruci, diceva mia nonna….

    • gandolfo scrive:

      Totalmente d’accordo con te… Sono contrario a questi giochi rovina famiglie, sui quali li stato ingrassa, per questo, nel mio piccolo, conduco questa battaglia

  7. Claudio scrive:

    Se la gente capisse che IL BANCO VINCE SEMPRE, non saremo qui a discutere :)

  8. Sabrina scrive:

    io saro’ anche ignorante ma mi sembra che nei paesi del benessere si stiano chiamando malatie quelle che forse sono solo vizi di persone senza un minimo di carattere. Altrimenti non si spiega come mai nei paesi sottosviluppati non esistano queste fissazioni…..laddove non ci sono soldi non ci sono dipendenti dal gioco cosiccome laddove non esiste cibo non ci sono anoressici…e potrei continuare con una sfilza di sintomatologie………laddove ci sono seri problemi….hanno altro a cui pensare

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