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TAV E ASTI-CUNEO, DUE STORIE INFINITE

by • 29 maggio 2018 • COSE NOSTREComments (0)861

È il 1990 quando Italia è Francia firmano a Nizza un accordo per realizzare un collegamento ferroviario veloce fra Torino e Lione. Sono passati quasi 30 anni e il dibattito se fare o non fare la Tav è ancora aperto, quanto acceso. Anzi in questi giorni è tornato al centro delle vicende politiche. Non mi permetto di esprimere pareri perché non ho la competenza e le conoscenze tecniche per farlo. Ma mi sembra che 28 anni siano davvero troppi. Quando fu firmato quell’ accordo non esisteva ancora Internet e oggi si parla di ristoranti che consegnano la pizza a domicilio attraverso l’uso dei droni. Calcolando che per realizzare l’ intera opera ci vorranno 20 anni dal giorno dell’ avvio dei lavori, viene il dubbio che si tratti di un’ infrastruttura – a causa del troppo tempo perso – superata e obsoleta.

È invece il 1998 quando viene finanziato,  per la prima volta,  il tratto autostradale fra Asti e Cuneo. Sono passati 20 anni e i 90 chilometri non sono stati ancora completati come tutti i piemontesi ben sanno. Eppure tutti hanno chiara l’ importanza strategica di questa autostrada che toglierebbe dall’ isolamento decennale  la provincia di Cuneo.

Due storie infinite, fatte di ritardi, polemiche, intoppi burocratici, passi avanti e retromarce. Un Paese moderno, all’ avanguardia, all’ altezza di stare fra le nazioni più industrializzate del mondo, quando deve realizzare un’ importante infrastruttura apre un confronto vero con le comunità locali: trovato l’accordo con tutti gli aggiustamenti necessari,  avvia un piano di compensazioni per i territori interessati e poi dà il via alle ruspe.

Queste invece sono storie da Medioevo o da Terzo Mondo.

 

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