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Non toccatemi le piazze storiche

by • 24 febbraio 2015 • COSE NOSTREComments (9)1737

Non sono snob, mi piacciono le contaminazioni. Ma per favore lasciate stare le piazze storiche delle nostre città.

I gazebo dei cioccolatieri in piazza San Carlo. Le bancarelle nella piazzetta della Biblioteca Nazionale. Piazza Carignano invasa dai mercatini. Un venditore di “4 salti in padella” in piazza Vittorio.

Tempo di crisi,  tutti hanno diritto a lavorare,  capisco tutte le ragioni degli ambulanti…ma anche il valore storico ed estetico di certi angoli di Torino  non ha prezzo.  Non si può  rovinare l’ immagine di un palazzo storico,  nascondere un portone artistico con un tendone, un banchetto improvvisato. Ci sono angoli di Torino che sono opere d’ arte: mettereste un post-it sul sorriso della Gioconda?

Ripeto: giusto e legittimo il diritto di commercio degli ambulanti. Basterebbe farlo nelle vie limitrofe, oppure allestire spazi espositivi, eleganti appositamente per queste manifestazioni.  I mercatini di Natale che si vedono in Trentino o in Austria sono un bell’ esempio. I gazebo no…

Ecco perché sto con le lenzuola in piazza Carignano : “piazza più bella senza la bancarella “, “basta mercati fra i musei”…

Lasciateci il gusto del bello!

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9 Responses to Non toccatemi le piazze storiche

  1. paolo corona scrive:

    assolutamente d’accordo !! ciao

  2. Pier Carlo Sommo scrive:

    Sarebbe tempo che la città si rendesse conto delle sue capacità turistico culturali senza scadere nei populismo di bassa lega come questo.

    • gandolfo scrive:

      caro piercarlo, non capisco se quando parli di populismo ti riferisce alla mia presa di posizione o a che cosa…con amicizia..

  3. Elisa scrive:

    Io ammetto sono di parte: mi sono sposata al Museo del Risorgimento due anni fa e quando arrivo e trovo le bancarelle non mi piace. Quel sabato per caso era libera e abbiamo preso foto stupende
    Ma se ci fossero state le bancarelle come sarei entrata con l auto? E le foto
    E i turisti tornano a casa con le foto delle piazze e dei monumenti semi nascosti dagli ombrelloni bianchi delle bancarelle?

  4. Pat scrive:

    Il mio è un giudizio puramente estetico, esente da quelle che possono essere le giustificazioni commerciali e le esigenze, neppure troppo velate, di far arrivare danaro nelle casse comunali senza andare troppo per il sottile.
    No. Le piazze auliche e i monumenti storici non si toccano, non si imbrattano, non si danneggiano e non si deturpano, neppure una volta al mese!
    La città è grande, offre e già contiene, luoghi deputati alle bancarelle: i mercati rionali quotidiani, le bancarelle mensili dedicate all’antiquariato che quasi tutti i quartieri hanno e le feste di via che vengono allestite praticamente due volte all’anno. Ovviamente non possiamo dimenticare il Balon, mercato delle pulci tanto antico quanto tutt’ora caratteristico . Senza contare i vari mercatini e fiere organizzate dai comuni della prima cintura e non. Direi che può bastare.
    L’idea di invadere il centro storico e le piazze più belle della propria città con gazebo e bancarelle di dubbio gusto non l’accetto e mi pare aberrante.
    Vocazione turistica? Ma di cosa stiamo parlando? Fantastica l’immagine della più grande piazza porticata d’Europa interrotta dallo stand di “Quattro salti in padella”. Veramente originale! Come hanno fatto a non pensarci a Londra, e chissà perché il comune di Parigi non ha pensato di fare altrettanto in place Vendome. E dei salumi in piazza Carignano ne vogliamo parlare? Prima di entrare a teatro, ne approfitto e vado a comperare due cacciatorini e un pezzo di toma. Grandioso!
    Mi si arrotola lo stomaco e mi monta la carogna.
    Cultura, è solo questione di cultura e magari di un po’ d’amore per il nostro immenso patrimonio.
    Non si tratta di essere snob, cosa di cui sono stata accusata, si tratta di non piazzare il cesso in salotto, chi di noi lo farebbe a casa propria?
    Via quindi gli stracci e il ciarpame dal nostro centro storico. Via i gazebo. Via le tensostrutture in plasticaccia bianca e lurida. Via tutto quello che non metteremmo nella migliore stanza del nostro appartamento.
    E se proprio dobbiamo insistere a fare Cioccolatò in piazza san Carlo, nonostante esistano migliaia di metri quadri di strutture semi abbandonate, facciamoci furbi e rendiamo le bancarelle gradevoli e indimenticabili persino ai turisti.
    Il centro storico ha già il suo commercio, non ha bisogno di essere deturpato dalle bancarelle, senza contare che se un bar di piazza san Carlo o di piazza Carignano vuole mettere i tavoli e gli ombrelloni, oltre a pagare cifre considerevoli per occupazione di suolo pubblico, è legato a rigidi vincoli riguardanti forme, colori e dimensioni. Poi arriva un ipotetico (credetemi, molto ipotetico!) mercatino dell’antiquariato e con i vincoli ci soffiamo il naso?
    Ma per favore, smettiamo di essere populisti e ipocriti e difendiamo con le unghie e con i denti la bellezza di questa città.
    Pat

  5. marco scrive:

    come sempre, subito pronti a dare sentenze, fare di tutta l’erba un fascio, senza saper distinguere quantità e qualità, o tutto o niente.
    Se a Roma girano delle scene dell’ultimo film di James Bond, che palle c’é la città bloccata, non abbiamo bisogno che vengano a girare un film e Roma, se non lo fanno, ecco Roma é sempre tagliata fuori da questi eventi che portano pubblicità e affari, e potrei citare molti altri esempi.
    Io sono sicuramente di parte, perché sono un piccolo artigiano che per vendere al pubblico utilizza i mercatini nei centri storici delle città, e vi assicuro che tutte le città hanno di queste manifestazioni, sulle mura di Lucca, o nei giardini di piazza Borghese a Roma. Tutto sta nel saperle organizzare e gestire. Questi devono essere mercatini tematici, con un filo conduttore e una cura sulle merci esposte che non li riconduca al classico mercato rionale settimanale. Un esempio splendido e FLOR una manifestazione che si svolge in via Carlo Alberto alla fine di maggio, in cui la via si riempie di Piante, fiori e artigianato di qualità.
    Quindi sappiate distinguere, e non generalizzare, e sappiate che un mercatino, se fatto bene aiuta, non toglie ai commercianti della zona, perché invita la gente a soffermarsi, e mentre guarda le bancarelle, guarda anche le vetrine e magari si prende un caffè.

    • gandolfo scrive:

      Caro Marco, condivido tutto.. E sono sicuro che Flor sarà una bellissima manifestazione.. Io adoro i mercatini.. Ma come dici tu bisogna saperli organizzare e gestire.. Mettere due tende di plastica non basta..

    • Pat scrive:

      Bravo Marco, ho iniziato il mio commento dicendo che il mio era un giudizio estetico. io stessa ho scritto “facciamoci furbi e rendiamo le bancarelle gradevoli e indimenticabili persino ai turisti” e inoltre, “Via quindi gli stracci e il ciarpame dal nostro centro storico. Via i gazebo. Via le tensostrutture in plasticaccia bianca e lurida. Via tutto quello che non metteremmo nella migliore stanza del nostro appartamento”.
      Rimango però dell’idea che Torino offra mille e mille possibilità alternative alle piazze auliche che più volte sono anche l’accesso a musei o palazzi a richiamo turistico e che sia compito di tutti preservare la bellezza della nostra città in qualsiasi modo. Insomma, guardate piazza Carignano, è una bomboniera! La vista d’insieme degli edifici è mozzafiato, altre città, piazzette così, se le sognano. Dobbiamo per forza imbruttirla con telacci bianco sporco? Non esistono alternative, magari nelle vie limitrofe?
      Quindi ben venga il commercio ambulante, se rispetta i canoni estetici e di decoro. Quello che ho visto recentemente nelle nostre piazze è tutt’altro che gradevole, sia a livello di strutture, sia per ciò che riguarda i prodotti. Nessuno generalizza, anzi, il mio commento era molto preciso e indicante. Non ho detto che è orribile il mercato dei produttori ortofrutticoli in piazzetta del Municipio, perché non lo è. Potrei farti molti altri esempi perché anch’io adoro i mercatini. Tutto sta nel localizzare i luoghi adatti e nel rendere esteticamente gradevole l’esposizione della merce, possibilmente di qualità. Questo farebbe bene a tutti, anche a te che tanto ti impegni e ti trovi poi circondato da cineserie o ciarpame.

  6. Lorenzo scrive:

    MA….cosa SUCCEDE..?
    Sottotitolo..
    “Il mercatino dell’antiquariato”..
    Come ogni mese a Moncalieri..ma come in altri posti vi è il sopracitato Mercatino…
    Ma non è più come una volta…dove trovavi il vecchietto o la signora attempata che in effetti aveva cose…da perdersi nella notte dei tempi. ..
    Ora solo bancarelle di cineserie…e per la maggiore super carica batterie…:(…
    Abbiamo perso anche qui un pezzo del nostro passato…
    IDEA….IL prossimo PROSSIMO MESE
    Organizzo una gita di pensionati Over 80 al mercatino. …
    Almeno qualcosa d’antico lo si potrà vedere…e magari sentire qualche bella storia del passato…
    (Lorenzo)

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